Coronavirus, il Governo al lavoro: martedì il nuovo Dpcm, nelle regioni a rischio stretta su bar e ristoranti, incremento della Dad

L'ipotesi del Dpcm pronto martedì è stata ventilata durante la riunione di stasera con i capidelegazione del governo e i capigruppo della maggioranza

Il nuovo Dpcm all’esame del governo con misure anti Covid potrebbe avere l’ok definitivo non più domani sera ma martedì. Conte e i suoi ministri stanno lavorando no stop in queste ore per poter chiudere il pacchetto di misure nel più breve tempo possibile, ma visto i tempi del dibattito in Parlamento (domani la discussione al Senato con il voto annesso sulle comunicazioni del premier inizia alle 17 e potrebbe finire tardi), più la complessità e la delicatezza della trattativa, potrebbero far slittare il ‘varo definitivo’ al giorno dopo. L’ipotesi del Dpcm pronto martedì è stata ventilata durante la riunione di stasera con i capidelegazione del governo e i capigruppo della maggioranza.

Si lavora per misure differenziate in base all’indice Rt delle varie regioni. Per le regioni con un alto indice Rt dunque si starebbero valutando diverse misure restrittive. Tra queste le principali prevedono la chiusura di bar e ristoranti nella fascia del pranzo, mentre resterebbero sempre consentiti la consegna e l’asporto. Le attività commerciali e di cura alla persona (tranne farmacie, parafarmacie, tabacchi e alimentari) chiuderebbero. Chiusi anche i musei. Nella Pubblica amministrazione si applica per intero lo smart working, eccezion fatta per i servizi pubblici essenziali. Si sta anche valutando anche il coprifuoco dalle 18, con possibilità di introdurre l’autocertificazione. Per quel che riguarda la scuola ci sarebbe l’obbligo di indossare sempre la mascherina. Le scuole superiori sarebbero tutte solo in didattica a distanza, così come le seconde media e terze medie. Solo le scuole elementari e la prima media resterebbero aperte in presenza.

Lo schema di lavoro su cui si starebbe basando l’esecutivo – spiegano ancora le fonti – vedono tre Regioni a rischio definito ‘Alto’: si tratta di Lombardia (Rt a 2,01), Piemonte (1,99) e Campania (1,84). Queste rientrerebbero nello ‘Scenario 4′ tracciato quest’estate dall’Iss. Lo steso in cui sono inserite anche zone con rischio ‘Moderato’, come Molise (Rt 2,01), Bolzano (1,92), Emilia Romagna (1,6) e Trento (1,56). Nello ‘Scenario 3′, invece, figurano come territori a rischio ‘Alto’ la Puglia (Rt a 1,47), Sicilia (1,38), Toscana (1,19). Il rischio è ‘Moderato’ in Friuli Venezia Giulia (1,47), Umbria (1,45), Lazio (1,43), Marche (1,35) e Calabria (1,29). Non valutabili, poi, Veneto (Rt 1,47) e Liguria (1,35). Nello ‘Scenario 2’ rientra con rischio ‘Moderato’ la Sardegna (1,04), mentre non è valutabile l’Abruzzo (1,13). Infine, nello ‘Scenario 1’ ha rischio ‘Moderato’ la Valle d’Aosta (Rt 0,92), mentre non è valutabile la Basilicata (0,83).

Secondo Locatelli nel tavolo dei lavori vi è anche la riduzione della mobilità interregionale, se non per motivi strettamente necessari.

In realtà il dibattito non è ancora chiuso. Anche nella riunione di Conte con i capidelegazione e poi con i capigruppo di maggioranza il tema principe è stato se proseguire nella gestione della crisi “differenziata” per singola regione o se dare una impronta nazionale alle misure da adottare, anche se la prima è ormai l’ipotesi prevalente. Per il ministro Francesco Boccia, ad esempio, “non si deve prendere una decisione univoca sulla scuola, ma deve dipendere dall’indice di trasmissione in ogni singola regione“. Il ministro Roberto Speranza ha sottolineato che “in queste 48 ore costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali; misure territoriali. Sul primo punto è vigente ultimo Dpcm, possiamo anche alzare asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento”.

Dario Franceschini ha spiegato che ci saranno alcune misure “sull’intero territorio nazionale” e tra queste ad esempio la chiusura dei musei. Ma ci saranno “misure più  forti nelle regioni che hanno un indice Rt superiore a 1,5. Stiamo ragionando su questo meccanismo differenziato”.Nessuno di noi vorrebbe chiudere la scuola” ha poi proseguito Franceschini ma si dovranno valutare i rischi tenuto conto della sostenibilità delle aperture rispetto ai contagi.

Italia Viva resta favorevole a misure non drastiche. “Chiudere i negozi alle 18 produrrebbe solo maggiore intasamento, e dunque maggiori rischi per i lavoratori e i clienti, esattamente quello che va scongiurato” ha detto la capodelegazione Teresa Bellanova, capodelegazione, per la quale tra l’altro non si può “mettere in discussione quel che ieri sera era un dato acquisito. A indici di rischio differenti complessivamente intesi devono corrispondere misure diverse. Perché inciderebbe in modo restrittivo anche dove non serve. Ognuno si assuma le sue responsabilità”.

Domani Conte tirerà le somme, dopo aver sentito anche le posizioni di maggioranza e opposizioni nel dibattito parlamentare che si concluderà, per la prima volta, con un voto. E dall’andamento dell’incontro con le regioni prima e del confronto con le forze parlamentari poi si capirà quali misure si metteranno in campo e quando sarà varato il dpcm.