Coronavirus: polemiche in Danimarca per la strage di visoni, tempesta di critiche per la decisione sull’abbattimento

Danimarca: esecutivo al centro delle polemiche nazionali per avere preso la decisione di fare abbattere l'intera popolazione di visoni del Paese

MeteoWeb

Il primo ministro danese Mette Frederiksen, al potere dal giugno dello scorso anno, è al centro delle polemiche nazionali per avere preso la decisione di fare abbattere l’intera popolazione di visoni del Paese (circa 17 milioni di animali), una delle principali voci dell’economia nazionale.
L’abbattimento di milioni di visoni è ancora in corso negli allevamenti danesi, ma sull’esecutivo si è abbattuta una tempesta di critiche che hanno spinto il ministro dell’Agricoltura, Mogens Jensen, a dimettersi.
Il motivo è noto: nei piccoli animali da pelliccia era stata rilevata una versionemutata” del nuovo Coronavirus, pericolosa al punto da minacciare l’efficacia dei vaccini perché avrebbe potuto complicare la creazione di anticorpi.

La Danimarca è il primo produttore al mondo di pellicce di visoni: l’export di pelli, soprattutto verso i mercati asiatici, fattura oltre 840 milioni di euro l’anno e coinvolge un migliaio di imprese. Ora, secondo Kopenhagen Fur, la casa d’aste dove si svolge il mercato mondiale delle pelli, circa 6mila posti di lavoro sarebbero a rischio.

Il governo ha approvato una riforma che permetteva di procedere con l’abbattimento, sulla base dei riscontri scientifici, e stabiliva il divieto di allevare visoni fino al 2022.
In base a quanto riportano i media locali, il governo non aveva le basi giuridiche per imporre a tutti i produttori di abbattere i visoni, ma poteva farlo solo in riferimento agli allevamenti dove si erano registrati dei casi di contagio o che si trovavano a breve distanza da questi.
Ora verrà istituita una commissione d’inchiesta sull’accaduto.

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