Coronavirus, l’Umbria da zona gialla ad arancione: “Non è una pagella o una punizione”

Umbria zona arancione, Tesei: "I 21 parametri valutati dalla cabina di monitoraggio hanno determinato questa scelta e a noi non resta che lavorare"

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Questo passaggio da zona gialla ad arancione non è una pagella e non è una punizione del governo. I 21 parametri valutati dalla cabina di monitoraggio, purtroppo, hanno determinato questa scelta e a noi non resta che lavorare“: lo ha affermato la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei, intervistata dal Corriere della Sera, in riferimento alla decisione del Governo di inserire la Regione da lei amministrata tra quelle “arancioni”.
Quando mi sono insediata un anno fa non c’era il Covid – ha proseguito la governatrice – e in tutta l’Umbria avevamo appena 59 posti di terapia intensiva e altre 10 postazioni per le sale operatorie. Poi è arrivata la pandemia e ci siamo dovuti attrezzare: oggi ne abbiamo attive 111 (64 sono occupate, ndr) e 59 di subintensiva ma nel giro di 2-3 giorni possiamo raggiungere il traguardo che ci eravamo prefissati insieme con il commissario Arcuri, 127 intensive e 62 subintensive. Con un impegno preciso, però: non dimenticarci di tutti gli altri pazienti. Per il Covid abbiamo 500 posti letto, il 20 per cento della disponibilità generale. Vogliamo continuare a dare risposte a tutti i cittadini“. Inoltre, “da giovedì nascerà un ospedale da campo con 37 posti letto ulteriori a Perugia. Abbiamo fatto un accordo con Federalberghi per gli hotel Covid: ne abbiamo già 2 operativi e un terzo pronto a partire a Deruta. Abbiamo stretto un patto con i medici di famiglia e le farmacie per i test rapidi. Il tracciamento, nel frattempo, è migliorato molto: nella fase 1 del Covid facevamo mille tamponi al giorno, oggi siamo arrivati a 4mila. Parliamo anche delle cose positive, per favore: aumentano i guariti, diminuisce la letalità“.