Coronavirus, Immobile torna a casa: la Lazio rischia la retrocessione

La Lazio rischia fino alla retrocessione per il caso tamponi: Immobile lascia Formello e torna a casa, la situazione si fa grave

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La Lazio è nei guai, guai seri: ieri Immobile, Leiva e Strakosha hanno lasciato il centro sportivo di Formello senza prendere parte all’allenamento senza poter partire per la sfida di oggi contro la Juventus a causa della positività al coronavirus riscontrata dai tamponi molecolari del Campus Biomedico di Roma.

Il club biancoceleste è adesso nei guai, seppur Immobile ha dichiarato di aver “sempre rispettato i protocolli“, sono tanti i gli aspetti da valutare: primo fra tutti la mancata comunicazione della positività all’Asl, poi il non aver rispettato l’isolamento di 10 giorni previsto dal protocollo partecipando agli allenamenti e partendo per il Torino, scendendo in campo contro i granata.

Dopo la mancata comunicazione all’Asl, è stato il medico della società a valutare la situazione e decidere quando Immobile potesse interrompere il suo isolamento. E anche su questo sta indagando la Figc, che vuole anche assicurarsi che non siano accaduti casi simili in passato.

La gravità della violazione è valutata in funzione del rischio per la salute dei calciatori, degli staff, degli arbitri e di tutti gli addetti ai lavori esposti al contagio da Covid-19, nonché dell’accertata volontà di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione“, si legge all’articolo 8 delle norme emanate dal consiglio federale lo scorso giugno. La Lazio rischia quindi dall’ammenda all’esclusione del campionato, una penalizzazione ma anche la retrocessione.Si rischiano, però, anche procedimenti penali: l’arresto da 3 a sei mesi più un’ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro