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Cotticelli da Giletti: “non ero io in quell’intervista, non so se mi hanno drogato o altro. Il piano Covid in Calabria c’è e l’ho fatto io”
Calabria, le rivelazioni di Cotticelli da Giletti su La7: le dichiarazioni clamorose dell'ex commissario della sanità calabrese
“Non mi riconosco in quell’intervista. Non so cosa mi sia successo. Sto cercando di capire, con l’aiuto di un medico, se è stato un malore o altre cose. Se mi hanno drogato? Non lo so. Dico solo che non sono stato bene. Non ho sospetti su nessuno, ma non ero lucido e non stavo bene. Dopo l’intervista ho vomitato e non ho chiuso occhio per tutta la notte. In ogni caso il piano Covid in Calabria c’è l’ho fatto io, come in Calabria ci sono grandi eccellenze sanitarie come il GOM di Reggio Calabria, il Pugliese Ciaccio di Catanzaro e l’Annunziata di Cosenza. Poi ci sono gli altri Ospedali minori che fanno fatica“. Lo ha detto stasera, intervistato da Massimo Giletti, a ‘Non è l’Arena’ su La7′ Saverio Cotticelli, ex commissario sanità della Calabria, dopo le dimissioni a seguito dell’intervista andata in onda venerdì sera su Rai Tre. “Non ero io, ero una controfigura e sono pronto a fare qualsiasi denuncia, non ho paura di nessuno“, ha affermato.
Nel corso dell’intervista, Cotticelli ha ripercorso tutta la sua attività da commissario denunciando “tante cose strane contro di me negli ultimi tempi, attacchi mediatici violentissimi, quotidiani, che avrebbero ammazzato un elefante. E di questo ho informato il premier Conte, il Ministro Speranza. Io in quell’intervista ho sbagliato, non so perchè, e così il giorno dopo sono andato subito a depositare le dimissioni perchè un uomo quando sbaglia deve pagare. Non volevo farmi cacciare, e mi sono dimesso io per rispetto nei confronti della mia famiglia e di tutti i calabresi”.
“Il piano Covid in Calabria c’è e l’ho fatto io. Abbiamo aumentato i posti letto degli ospedali così come previsto dai protocolli. Negli anni in Calabria – ha aggiunto Cotticelli – ho ripianato il debito di 96 milioni di euro, ma mi hanno accollato un nuovo debito di 100 milioni da Catanzaro dov’era commissario Giuseppe Zuccatelli. Io voglio ricordare che io in Calabria ero da solo, avevo solo un sub-commissario, la dott.ssa Maria Crocco, e ho spiegato più volte al Governo che non si può lavorare così, che in Calabria serve altro. Nel Decreto Calabria approvato l’altro giorno, infatti, c’è una struttura di 27 persone oltre il commissario, 2 sub commissari e una struttura di 25 professionisti. Adesso chi è arrivato per sostituirmi, proprio il commissario Giuseppe Zuccatelli, beneficierà della struttura che io avevo chiesto per me. Io non voglio accusare nessuno, ma racconto quello che è successo e sto cercando di capirlo anche io. Vorrei fare una parentesi ricordando Jole Santelli: avevamo un ottimo rapporto, in Calabria abbiamo lavorato insieme con stima reciproca per fronteggiare l’emergenza. Avevamo ottenuto risultati importanti. Sono sicuro che se ci fosse lei ancora in vita, tutto questo non sarebbe successo“.
“Sì, io sono stato nominato dal Movimento 5 Stelle. Nel 2018 mi aveva chiamato il Ministro Giulia Grillo“, ha detto ancora Cotticelli rispondendo a Giletti.
Il nuovo commissario alla sanità calabrese, Giuseppe Zuccatelli, è invece un uomo di LeU, Liberi e Uguali, il partito del Ministro alla Salute Roberto Speranza e di Pierluigi Bersani, con cui Zuccatelli ha un’amicizia di vecchia data. Zuccatelli nel 2018 era persino candidato alla Camera con LeU, ma non è stato eletto. A fine maggio diceva: “la mascherina non serve a un cazzo, per prendersi il virus bisogna pomiciare“. A fronte delle polemiche innescate dal video, il Ministro Speranza ha preso le difese di Zuccatelli ma persino dal suo stesso partito arrivano visioni fortemente critiche. NicolaFratoianni ha detto: “Capisco tutto, l’urgenza, l’emergenza, la fretta e tutto il resto per trovare un nuovo commissario alla sanita’ della Calabria . Ma così non si può fare. Si intervenga subito“.
Un veloce riepilogo dei fatti degli ultimi giorni lascia aperti scenari clamorosi:
Mercoledì 4 Novembre il Ministro Speranza dispone la “zona rossa” in Calabria a fronte di una situazione epidemiologica e ospedaliera che – rispetto a tutte le Regioni gialle – di “rosso” non ha proprio nulla
sempre Mercoledì 4 Novembre il Governo approva il Decreto Calabria che proroga il commissariamento della Sanità della Regione Calabria per altri 2 anni dando stavolta una struttura di 27 tecnici a supporto del commissario Cotticelli, come da lui richiesto
Venerdì 6 Novembre Rai Tre, il canale TV da sempre nelle mani della sinistra, trasmette l’intervista che stronca Cotticelli
Sabato 7 Novembre nell’arco di poche ore, in tempi record, il ministro Speranza nomina Zuccatelli al posto di Cotticelli
Ai calabresi viene il dubbio che sia tutto un grande complotto, a partire proprio dalla dichiarazione della “zona rossa” che tiene in ginocchio 2 milioni di persone senza alcuna motivazione sanitaria. Oggi in Calabria ci sono 233 ricoverati in reparto su 857 posti letto disponibili e soltanto 16 ricoverati in terapia intensiva su 146 posti letto disponibili. Non c’è una Regione d’Italia con un tasso di riempimento dei posti letto disponibili così bassi, appena l’11% dei posti letto di terapia intensiva occupati e il 27% dei posti letto in reparto occupati. Il punto nevralgico di tutta questa vicenda è che non c’è alcun fattore scientifico alla base della dichiarazione della “zona rossa” in Calabria, a differenza di Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. Ed è proprio in quella dichiarazione assolutamente fuori da ogni razionalità che bisogna ricercare l’origine di tutto ciò che poi si è scatenato, da Cotticelli a Zuccatelli.