L’Europa sta vivendo una intensa seconda ondata di Covid-19, con il numero giornaliero di casi registrati che è ben più alto rispetto alla scorsa primavera. Attualmente, i primi 3 posti nella triste classifica dei contagi, in termini assoluti, sono occupati da Stati Uniti (oltre 10 milioni di casi), India (oltre 8,5 milioni di casi) e Brasile (oltre 5,6 milioni di casi). Mentre queste posizioni sono destinate a rimanere invariate, dietro arrivano i Paesi europei che, sulla spinta dell’aumento dei contagi iniziato alla fine dell’estate, arriveranno a coprire la parte alta della classifica.

A maggio, in Europa ci sono mediamente 15 ore di sole circa, che si riducono a 12 nel mese di ottobre per poi scendere a 8 tra novembre e dicembre. Gli ultimi due mesi dell’anno saranno i più difficili da questo punto di vista, poiché l’azione benefica dei raggi ultravioletti sarà ulteriormente limitata e le persone tendono a trascorrere più tempo al chiuso, favorendo così la diffusione del contagio.
Dalla seconda metà di ottobre, il Regno Unito registra un numero di casi giornalieri ben oltre 20.000. Il sorpasso all’Argentina, appena uscita da un lockdown di 8 mesi che si è dimostrato inutile nel contrastare il contagio, sembra questione di giorni.
L’Iran (che registra circa 10.000 nuovi contagi giornalieri), la Germania (intorno ai 20.000 contagi giornalieri) e la Polonia (intorno ai 20.000 contagi giornalieri), stanno per superare il Sudafrica, dove il contagio si attesta su livelli molto bassi da inizio settembre, e a breve raggiungeranno anche il Perù, che registra poche migliaia di casi al giorno da inizio ottobre. Il Belgio, che ha registrato punte di oltre 20.000 contagi giornalieri a fine ottobre, aggancerà presto il Cile, dove i contagi si mantengono sull’ordine di poche migliaia da agosto.
Si prevede che il contagio continui ad aumentare in Europa nelle prossime settimane, portando i Paesi europei a scavalcare quelli dell’emisfero sud in quanto a numero di casi totali, con Francia, Spagna, Regno Unito e Italia a guidare la triste risalita.
