Il sacro Monte Fuji e la regione dei 5 laghi in Giappone

Il Monte Fuji non è solo il cratere di un vulcano dormiente e il simbolo del Giappone ma una montagna sacra che da centinaia di generazioni attrae visitatori da ogni parte del mondo

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Le eruzioni che si sono susseguite nel corso dei millenni hanno dato al Monte Fuji, in Giappone, il magnifico aspetto simmetrico che oggi possiamo ammirare in perfetta linea con i canoni dell’estetica nipponica.

Il Fuji ha eruttato molte volte nel corso dei secoli, ma sebbene dal 1707 sia in stato di quiescenza è una testimonianza evidente della natura vulcanica del Giappone. Il Paese del sol levante si snoda, infatti, lungo una cintura di fuoco che si estende per 40.000 chilometri intorno all’Oceano Pacifico, e della quale il monte Fuji è semplicemente il più celebre dei suoi crateri.

Il vulcano sacro del Giappone

Questo sacro vulcano si trova nella piana del Kanto e con i suoi 3776 metri rappresenta la vetta più alta del Paese, facendolo assurgere nell’immaginario popolare a dimora degli dèi. Infatti, ancora oggi questo monte sacro è meta di pellegrinaggio per i fedeli del culto shintoista che si inerpicano sulla cima per assistere all’apparizione della dea del sole.

Nel corso dei secoli il legame spirituale con la montagna si è rinsaldato anche grazie alle leggende che si sono diffuse in tutto il Paese. Una di queste narra di Hasegawa Kokugyo, un’asceta che si dice compì la scalata per ben 100 volte e le cui imprese portarono alla formazione del Fuji-ko, un gruppo di adoratori del Monte Fuji. La setta nel tempo santificò la montagna con lunghi digiuni e dimostrò la propria dedizione costruendo santuari e creando monasteri rupestri che ancora oggi consacrano la montagna come cuore della spiritualità nipponica.

La regione dei 5 laghi

Monte FujiIl Parco nazionale Fuji Hakone Izu fu istituito nel 1936 e oggi comprende la regione dei cinque laghi, la penisola di Izu, la città termale di Hakone e naturalmente il Monte Fuji.
I cinque laghi: il Kawaguchi, il Motosu, il Sai, lo Shoji e lo Yamanaka conservano intatto il loro fascino naturalistico attraendo centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

Il Lago Sai offre la possibilità di esplorare i molti sentieri tra cui quello che conduce alla misteriosa Foresta di Aokigahara o alle tre grotte popolari del ghiaccio, del vento e dei pipistrelli, ognuna caratterizzata da uno di questi peculiari elementi.

Kawaguchi terme
Lago Kawaguchi. Foto Getty Images

Il lago Kawaguchi è quello meglio attrezzato per raggiungere i molteplici gusti dei turisti, poiché qui si trovano i parchi tematici adatti a ogni età e la possibilità di fare un giro sulle montagne russe da record con vista sul monte Fuji.
Ma questo è anche il luogo di un turismo culturale con i suoi musei come quello che ospita una straordinaria collezione di kimono o il Kawaguchiko Music Forest Museum, un museo dedicato agli strumenti musicali automatici come scatole musicali, carillon e organi meccanici.
Questi sono anche i luoghi in cui si trovano gli stabilimenti termali che concedono al visitatore di immergersi nelle calde acque quando tutto il paesaggio intorno è avvolto dalla neve.

Scalare il Monte Fuji

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Monte Fuji. Foto Getty Images

Un tempo scalare il Fuji era concesso solo a religiosi e pellegrini di sesso maschile, ma con la caduta degli shogun e la restaurazione dell’imperatore anche le donne hanno avuto libero accesso alla montagna.

Oggi è possibile salire fino alla cima nei mesi di luglio e agosto, tuttavia, anche in questi periodi è necessario prestare attenzione all’abbigliamento, poiché la temperatura rimane significativamente bassa anche durante i mesi estivi, con una media di +5°C/+6°C.

Per chi decide di trascorrere la notte in uno dei rifugi che si trovano nei pressi della cima del Fuji-San, il consiglio degli esperti è quello di iniziare la scalata nelle prime ore del pomeriggio e concluderla prima dell’alba del giorno successivo così da assistere allo spettacolo mozzafiato del sole che sorge.

La scalata appare abbastanza semplice, dura circa sei ore (sono quattro invece per la discesa) e può essere affrontata anche da bambini e anziani in buona salute ma sempre senza dimenticare le difficoltà che comporta l’altitudine e ricordando di rimanere sempre sui sentieri segnalati per procedere nelle migliori condizioni di sicurezza.