Il coronavirus è apparso prima in Italia che a Wuhan: gli esperti cinesi ne sono convinti

"A ottobre 2019 a Brescia ci sono state molteplici polmoniti collegate alla legionella, definite polmoniti atipiche. Mai negli ultimi decenni, in Italia, si era verificata una concentrazione così elevata di polmoniti"

MeteoWeb

Il coronavirus Sars-CoV-2 potrebbe essere apparso prima in Italia che a Wuhan. A sostenerlo nuovamente è il tabloid di Pechino Global Times, che ha sentito esperti cinesi sugli ultimi studi i quali hanno rivelato la presenza del virus in pazienti italiani già prima di dicembre 2019. Tra questi viene citato il caso di un bambino di quattro anni, che aveva sviluppato tosse già il 21 novembre dello scorso anno. Scambiato per morbillo, il suo tampone era stato congelato e solo di recente si scoperto che si trattava in verità di coronavirus. “A ogni modo, questo non localizza l’Italia come l’origine del virus”, scrive il tabloid di Pechino citando esperti, “dal momento che determinare la fonte è un lavoro complicato che richiede un grande ammontare di indagini e studi“.

E in verità è da mesi che, anche qui in Italia, ci sono diversi esperti che sostengono qualcosa di simile. Il 17 maggio avevamo pubblicato sulle pagine di MeteoWeb l’intervista a Pasquale Mario Bacco, medico legale pugliese, che insieme al suo gruppo dopo mesi di ricerche serrate, di dati incrociati e di volontà di capire aveva cercato di capire quali fossero le vere origini del Sars-Cov2 e soprattutto quando davvero il nuovo Coronavirus fosse arrivato in Italia. La ricerca dell’equipe pugliese, in sintesi, parla chiaro: “abbiamo trovato una concentrazione molto elevata di positivi tra fine febbraio e inizio marzo nel bresciano, con una concentrazione dell’81% di anticorpi di tipo G (cosiddetti ‘vecchi’), ovvero quelli che maturano tardivamente nelle infezioni. Ciò implica un salto di circa tre mesi e mezzo indietro, e indicando dunque una data tra il 15 e il 20 ottobre come momento in cui questi soggetti abbiano contratto il Coronavirus, abbiamo anche arrotondato per difetto”. Dunque, se i soggetti presi in esame hanno contratto il virus in quel periodo, è assodato che in Italia, ad ottobre, il Sars-Cov2 circolava già.

Ma non solo. “In Toscana, Emilia, Piemonte, Lombardia e Veneto, i medici hanno registrato concentrazioni di polmoniti interstiziali mai avute prima in Italia – ci aveva spiegato il dott. Bacco –. A ottobre a Brescia ci sono state molteplici polmoniti collegate alla legionella, definite polmoniti atipiche. Mai negli ultimi decenni, in Italia, si era verificata una concentrazione così elevata di polmoniti. Il virus è presente da molto più tempo di quello che noi pensiamo, ma è probabile che per diventare maggiormente aggressivo debba trovare le condizioni climatiche ideali”.

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