Il coronavirus Sars-CoV-2 potrebbe essere apparso prima in Italia che a Wuhan. A sostenerlo nuovamente è il tabloid di Pechino Global Times, che ha sentito esperti cinesi sugli ultimi studi i quali hanno rivelato la presenza del virus in pazienti italiani già prima di dicembre 2019. Tra questi viene citato il caso di un bambino di quattro anni, che aveva sviluppato tosse già il 21 novembre dello scorso anno. Scambiato per morbillo, il suo tampone era stato congelato e solo di recente si scoperto che si trattava in verità di coronavirus. “A ogni modo, questo non localizza l’Italia come l’origine del virus”, scrive il tabloid di Pechino citando esperti, “dal momento che determinare la fonte è un lavoro complicato che richiede un grande ammontare di indagini e studi“.

Ma non solo. “In Toscana, Emilia, Piemonte, Lombardia e Veneto, i medici hanno registrato concentrazioni di polmoniti interstiziali mai avute prima in Italia – ci aveva spiegato il dott. Bacco –. A ottobre a Brescia ci sono state molteplici polmoniti collegate alla legionella, definite polmoniti atipiche. Mai negli ultimi decenni, in Italia, si era verificata una concentrazione così elevata di polmoniti. Il virus è presente da molto più tempo di quello che noi pensiamo, ma è probabile che per diventare maggiormente aggressivo debba trovare le condizioni climatiche ideali”.
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