“Non dobbiamo ripetere gli errori dell’estate“, “la seconda ondata è esplosa per i comportamenti scorretti di Agosto“: quante volte stiamo ascoltando simili fandonie ogni giorno su tutti i media, anche da parte di autorevoli fonti istituzionali? Eppure si tratta di falsità scientifiche enormi, perchè la seconda ondata dei contagi è esplosa a metà ottobre e quindi anche un bambino capirebbe che, avendo il SARS-CoV-2 meno di dieci giorni di incubazione, l’estate era già finita da un pezzo e non c’entra proprio nulla. In realtà a fine settembre, dopo 5 mesi di mobilità, folle, feste, discoteche e assembramenti fuori controllo sempre senza mascherina, in Italia c’erano meno casi positivi di inizio maggio, quando venivamo da due mesi di ferreo lockdown.
L’estate, quindi, è stata in realtà l’unica stagione in cui è davvero andato tutto bene, e i comportamenti individuali non possono giustificare l’andamento della pandemia se non si considerano molti altri fattori, a partire da quelli climatici e meteorologici (è scientificamente provato che le temperature più elevate, l’aria più secca e il forte soleggiamento ostacolano moltissimo la diffusione del virus) fino a quelli di gestione e controllo, cioè numero di tamponi ed efficacia nel tracciamento dei contatti. Che in Italia è stato un fallimento totale, per incapacità organizzative dello Stato e non certo per colpa dei cittadini a cui gli amministratori pubblici adesso scaricano facilmente le loro responsabilità.
A confermare che i comportamenti dell’estate non c’entrano nulla con la seconda ondata sono stati due autorevolissimi esperti, che hanno già dimostrato in carriera professionalità e onestà intellettuale. Si tratta del fisico Roberto Battiston, già Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) dal 2014 al 2018, e di Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria. Ieri sera, in diretta su “Quarta Repubblica”, la trasmissione televisiva di Rete 4 condotta da Nicola Porro, hanno smentito la colossale fake news secondo cui la seconda ondata sia stata innescata dai comportamenti estivi.
Porro ha chiesto a Battiston se “E’ vero, come si dice, che la seconda ondata è arrivata perchè siamo andati a ballare fino al 15 Agosto in Sardegna?“. Battiston ha risposto senza alcun dubbio: “Certamente questo non è vero“, e ha illustrato i dati forniti dal suo grafico, dove osserviamo il numero delle ospedalizzazioni da fine febbraio ad oggi e l’andamento dell’indice Rt che proprio in piena estate era crollato sottozero e che fino a inizo ottobre era rimasto molto contenuto per poi schizzare verso l’alto proprio nella prima metà di ottobre:
Secondo Battiston, quindi, “l’evento scatenante la seconda ondata è accaduto negli ultimi dieci giorni di Settembre, e solo una cosa è successa in quel periodo, cioè la riapertura delle scuole. Ma non tanto la riapertura delle scuole dentro la scuola, ma i trasporti, gli hobby, gli sport, la socializzazione. Ricordiamoci che in Italia abbiamo 8 milioni di studenti, 1 milione di docenti ma le famiglie sono altri 20 milioni di persone. La società italiana si è rimessa in sostanziale movimento“.
Porro, quindi, ha riassunto: “il vero dato che ha cambiato le cose è stata la riapertura delle scuole, altrimenti continuiamo a raccontare che il problema è stato la discoteca in Sardegna. E così facendo sottovaluteremo la terza ondata, che potrebbe quindi arrivare quando riapriranno le scuole a gennaio“.
Bassetti ha quindi aggiunto: “io sono sempre stato favorevole anche alla vaccinazione influenzale tra gli studenti, perchè quello è un ambiente in cui tutti i virus, quindi anche il Covid, possono passare facilmente, per cui io credo che dovremo assolutamente interessarci a loro in una fase iniziale del vaccino sul Covid. Ma vorrei dire una cosa. Grazie a Battiston e alla sua spiegazione, perchè un mio collega ha detto che noi abbiamo pagato 20 mila morti per l’estate, nella realtà noi abbiamo purtroppo pagato 20 mila morti ma per un ritorno alla vita, perchè il ritorno a scuola rappresenta per un Paese come l’Italia – come ha spiegato bene Battiston – non solo la scuola, ma sappiamo bene che quando riparte la scuola riparte anche l’economia post estate. Quindi la realtà è che tanti hanno detto che era colpa dell’estate e indubbiamente alcuni atteggiamento devono essere stigmatizzati, però evitiamo di continuare a dire questa grande balla che tutto quello che abbiamo avuto dipende da ciò che abbiamo fatto in estate“.



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