Coronavirus, “caso Abruzzo”: ricorso urgente del Governo al Tar dell’Aquila sull’ordinanza della zona arancione

Il Governo ha depositato il ricorso contro l'ordinanza del Presidente Marsilio sulla zona arancione per contrastare il coronavirus in Abruzzo

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Il “caso Abruzzo” si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Presidente Marco Marsilio, con sua ordinanza, aveva imposto la zona rossa per contrastare il coronavirus dal 18 novembre e il Ministero della Salute aveva confermato quel provvedimento con un’ordinanza in vigore dal 22. Trascorsi i 21 giorni in zona rossa, Marsilio ha firmato un’altra ordinanza per far entrare la regione in zona arancione il 7 dicembre.

Ma per il governo i 21 giorni sarebbero scaduti oggi, 9 dicembre, e quindi il passaggio in zona arancione sarebbe dovuto avvenire dopo quanto stabilito dall’ordinanza di Marsilio. E così è nato il “caso Abruzzo”. In sostanza, è tutta questione di tempistiche e regole che prevedono la suddivisione delle regioni in fasce in base ai colori.

Ora il Governo, tramite l’Avvocatura distrettuale dello Stato, ha depositato il ricorso contro l’ordinanza in questione presso il Tar dell’Aquila. Il ricorso urgente è stato notificato e depositato con la richiesta di decreto presidenziale in audita altera parte, cioè senza ascoltare la Regione Abruzzo. Si chiede quindi una decisione prima dell’udienza cautelare. Non si ha ancora notizia dei tempi della eventuale decisione, ma non si esclude siano brevi.

Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo anticipando gli effetti o gli eventuali e, al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione della Regione da zona rossa a zona arancione rischiano nell’attuale, delicato, contesto di portare ad un improvvisa impennata della curva dei contagi e gravissime e incalcolabili conseguenze nella salute delle persone e per la tenuta dei sistemi sanitari regionali“. E’ uno dei passaggi del ricorso, presentato per conto del premier, Giuseppe Conte, e del Ministero della Salute, nella persona del Ministro Roberto Speranza. Il documento e’ nella mani del presidente del Tar, Umberto Realfonzo, che potrebbe decidere con un “decreto di inaudita altera parte”, senza andare in Camera di consiglio quindi senza fissare la udienza, di concedere o meno la sospensiva. Il pronunciamento sarebbe atteso nelle prossime ore.

Marsilio: “E’ un’esagerazione, è ridicolo”

“Richiedere un provvedimento di sospensiva urgente è esagerazione, non c’è nessun pericolo in corso. E poi fra 48 ore sarà lo stesso Governo nella cabina di regia a decretare la zona arancione per l’Abruzzo”. Così all’Adnkronos il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. “Se tale sospensiva dovesse essere accolta – continua Marsilio – le conseguenze pratiche sarebbero quelle di dover cambiare tre volte colore in 4 giorni: ridicolo e di nessun effetto”. “Potrei risolvere il problema annullando la mia ordinanza e emanandone un’altra facendo cessare l’oggetto contendere – conclude Marsilio – ma sarebbe irriguardoso e poco consono al rispetto istituzionale dovuto. Certo il governo con tale atto si assume delle responsabilità per una questione di puntiglio. Io spero che il Tar non la conceda“.