Sars-Cov-2, Istat: con la seconda ondata boom di mortalità al Nord, soprattutto Piemonte e Valle d’Aosta

La seconda ondata si caratterizza per un boom di mortalità nelle regioni del Nord

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In molte regioni del Nord l’eccesso di mortalità ha avuto un impatto maggiore nella seconda ondata rispetto alla prima ondata di marzo-aprile. La seconda ondata si caratterizza a ottobre per un eccesso di decessi totali del 13 per cento sia al Nord che al Centro-sud riscontrato, mentre nel mese di novembre si distingue nuovamente l’eccesso di mortalità del Nord (+61,4 per cento), rispetto al Centro (+39,3) e al Sud (+34,7 per cento). Lo rivela l’Istat nel rapporto sull’incidenza del Covid nella mortalità in Italia. Le regioni più colpite sono Valle d’Aosta (+139% contro il +71% di aprile), Piemonte (+98% contro il +77% di aprile), Veneto (+42,8% rispetto al +30,8% di aprile) e Friuli-Venezia Giulia (+46,9% vs +21,1%). L’incremento dei decessi di novembre e’ piu’ basso della prima ondata solo in Lombardia (+66% a novembre rispetto al +192% di marzo e il +118% di aprile) e in Emilia-Romagna (+34,5% rispetto al +69% di marzo).

Pandemia coronavirus covid
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Nel mese di novembre la Valle d’Aosta ha registrato dunque un eccesso di mortalità pari al 139,9% nel confronto con la media per lo stesso periodo del 2015-2019: si tratta dell’incremento maggiore tra le regioni italiane, in base al report di Istat e Istituto superiore della sanita’ ‘Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalita’ totale della popolazione residente periodo gennaio-novembre 2020′. Un dato che supera quello del picco di aprile (+71%), durante la prima ondata. Nella regione alpina tra febbraio e maggio l’eccesso di mortalita’ e’ stato del 30,7% (659 decessi di cui 142 certificati Covid), tra giugno e settembre il dato e’ invece stato negativo (-0,1%, 453 decessi di cui 6 Covid), a ottobre e novembre dell’80,6% (431 decessi di cui 171 Covid). Considerando i 5.048,3 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti registrati dall’inizio della pandemia, nel rapporto “si sottolinea che, a causa della numerosità della popolazione, la regione Valle d’Aosta, pur riportando il minor numero assoluto di casi, presenta il tasso di incidenza cumulativo più elevato, superiore anche a quelli riportati da Veneto, Lombardia e Piemonte”.

“Da fine febbraio a novembre i decessi Covid-19 rappresentano il 9,5% del totale dei decessi del periodo. Durante la prima ondata epidemica (febbraio-maggio) questa quota è stata del 13%, mentre nella seconda ondata il contributo complessivo dei decessi Covid-19 è passato al 16% a livello nazionale (con un considerevole aumento nel mese novembre)”, indica il rapporto.