Giornata della memoria: Auschwitz e la genesi dei campi di annientamento

La Giornata della Memoria ricorda le vittime della Shoa nella ricorrenza simbolica della liberazione del campo di annientamento di Auschwitz avvenuta il 27 marzo 1945

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Con il passare degli anni e con l’esaurirsi delle testimonianze dirette, diventa sempre più importante commemorare la Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio di ogni anno per ricordare le vittime della Shoah.

In questi giorni di intemperie sovranista e razzista appare di fondamentale importanza ripercorrere le tappe storiche che portarono al genocidio sistematico del popolo ebraico così da sottolineare la necessità oggi più che mai di un’ottica inclusiva e di accoglienza.

Cos’è la giornata della memoria

Oggi la cifra emersa dallo studio dell’Holocaust Memorial Museum di Washington conta che furono rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio, tra il 1933 e il 1945, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale un numero superiore a 15 milioni di vittime.

Di queste vittime innocenti 6 milioni appartenevano al popolo ebraico, per ricordare i quali ogni anno il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, nel giorno della ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa che avvenne nel 1945.

Questa ricorrenza internazionale è stata istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 60/7, l’Onu, infatti, ha voluto commemorare le vittime dell’olocausto e «condannare tutte le manifestazioni di intolleranza, incitamento, molestia o violenza contro persone o comunità, sia su base etnica che religiosa».

memoriale dell'olocausto berlinoL’Italia, tuttavia, ha istituzionalizzato il Giorno della memoria cinque anni prima dell’Onu con queste parole dell’ articolo 1 della legge del 20 luglio 2000: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Il campo di sterminio di Auschwitz

liberazione auschwitz armata rossaIl campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945, svelando al mondo l’abnormità delle atrocità ivi commesse e fino a che punto si era spinta la ferocia nazifascista.

Fino all’estate del 1942 il campo di Auschwitz era stato il luogo di detenzione e di esecuzione per i prigionieri polacchi, ma ben presto le SS lo trasformarono in un campo di sterminio destinato agli ebrei.
Il campo si estendeva su un’area di circa 40 chilometri quadrati e divenne presto il più grandi di tutti i campi.

I primi a giungere nel nuovo campo di Auschwitz- Birkenau furono 2.000 ebrei provenienti da Bratislava, seguiti poi da polacchi provenienti dalla Francia, mentre al 4 maggio 1942 risalgono le prime “selezioni” effettuate da un ufficiale medico che in quello stesso mese giudicò oltre 1000 ebrei considerati inabili al lavoro e li condannò alle camere a gas.

Nei primi mesi arrivarono migliaia di ebrei da Parigi, Praga e la Slovacchia; in seguito il campo fu destinato a ricevere prigionieri provenienti dall’Europa Occidentale e dal bacino della Slesia, da dove i deportati venivano condotti a seguito dei rastrellamenti nei ghetti.

I treni con i deportati giungevano al campo con regolarità e il processo di selezione comportò la morte per centinaia di migliaia di ebrei nei mesi successi all’arrivo ad Auschwitz, metà di coloro che arrivavano, infatti, venivano mandati immediatamente a morte.

Bambini, donne e vecchi venivano immediatamente spediti a bordo di camion verso le camere a gas, condotti negli spogliatoi venivano costretti a svestirsi e le guardie delle SS toglievano ogni bene personale compresi gli anelli dalle dita e gli orologi dai polsi, un’ultima azione di saccheggio prima della fine ultima.

Nei campi di Auschwitz II – Birkenau vi erano 4 camere a gas e si conta che nei forni crematori furono inceneriti oltre 1 milione di ebrei, nonché parecchie decine di migliaia di zingari e di prigionieri di guerra sovietici.
Dopo il maggio del 1944 i treni conducevano i deportati direttamente all’interno del campo. Chi era abile al lavoro veniva tatuato con un numero identificativo sull’avambraccio e inviato ai lavori forzati, per essere sfruttato fino all’esaurimento delle forze.

mengeleNel luglio 1942 iniziarono anche i primi esperimenti sui prigionieri del dottor Mengele che con operatori sanitari e altri medici conduceva atroci esperimenti nei campi, crimini per i quali avrebbero pagato con la condanna a morte determinata nel processo di Norimberga.
Nelle carte del “Doctors’ trial” si parla di sevizie e omicidi per avvelenamento, congelamento, infezione; di prigionieri nutriti solamente con acqua salmastra fino alla morte; di torture a sfondo sessuale, e dell’“eutanasia” nel senso di eliminazione del “diverso” e dell’”asociale”; di inoculazione di cocktails di batteri e malattie.

Genesi dei campi di sterminio

binari birkenauNel tardo autunno del 1941 e nell’inverno seguente la situazione militare e politica appariva, agli occhi del gruppo dirigente nazista, come estremamente favorevole alla “soluzione finale” del problema ebraico; cioè all’eliminazione fisica di tutti gli ebrei presenti sui territori che rientravano nella sfera di potere tedesca.

Il 14 ottobre del 1941 venne emanato l’ordine di deportare tutti gli ebrei ancora presenti nel territorio del Reich, in quegli stessi giorni fu pianificata la costruzione in Polonia a circa 300 chilometri a est di Varsavia, di 6 lager di nuovo tipo destinati all’eliminazione immediata di enormi masse di esseri umani, le cui vittime predestinate furono gli ebrei di tutta l’Europa.

camera a gas

Queste nuove installazioni anche nella loro architettura manifestavano il loro specifico scopo, infatti, non erano previsti che pochi spazi per l’accoglienza dei deportati, poiché la quasi totalità degli stessi era destinata ad essere immediatamente condotta nelle camere a gas.
I campi di annientamento erano destinati a risolvere sia la questione del sovraffollamento dei ghetti, sia le difficoltà che aumentavano sempre di più riguardo al tener nascoste le informazioni sui massacri di massa attuati nelle retrovie del fronte orientale, ma anche i problemi posti dall’eliminazione degli ebrei dell’Europa occidentale e meridionale.

uscita dal campo di AuschwitzL’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich dispose la sperimentazione di tecniche di omicidio di massa da effettuarsi tramite l’uso di gas velenosi. L’efficacia dei cristalli di acido prussico (Zyklon-B) venne provata su 600 deportati nell’autunno del ’41 e ottenuto l’obiettivo del come, venne risolta anche la questione del dove, con la costruzione dei campi di annientamento nelle località Chelmno, Belzec, Sobibor, e Treblinka, a cui si aggiunsero i campi di Auschwitz e Majdanek che vennero dotati anch’essi di aree specifiche destinate all’annientamento.

Nel periodo che va dall’autunno 1941 all’estate del 1944 oltre 3 milioni di persone, quasi tutti ebrei, persero la vita nei campi di annientamento per mano dei nazisti. L’esatto numero delle vittime della “soluzione definitiva” non fu mai del tutto accertato, anche se ampie e dettagliate ricerche hanno fornito la certezza che la cifra possa oscillare fino a un massimo di oltre 6 milioni di individui.