Coronavirus e mafie, il parere del procuratore generale Maresca: “la pandemia è un’occasione per esplorare nuovi affari”

"La pandemia è un'occasione per esplorare nuovi affari", il commento del procuratore generale Maresca

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Con l’arrivo della pandemia si è fatta avanti l’ipotesi di un particolare interessamento al coronavirus da parte delle mafie. Proprio su questo argomento è interevnutp il procuratore generale Catello Maresca, a lungo pm anticamorra a Napoli. “Non c’e’ un rischio, ma la certezza che la pandemia e’ (e sara’) un’occasione per le mafie di esplorare nuovi affari“, ha affermato all’AGI. “L’esperienza nella lotta alle organizzazioni criminali mi ha insegnato che le mafie sono alla continua ricerca di nuove fonti di sostentamento certamente proveranno a sfruttare la crisi pandemica a loro esclusivo vantaggio“, ha aggiunto. “Oggi piu’ di ieri, e’ proprio in questi momenti critici che emerge con chiarezza come le mafie sono un cancro della nostra societa’. E’ quello che provo a spiegare da anni soprattutto quando vengo invitato nelle scuole a spiegare che cos’e’ la mafia. Oggi l’affare si chiama mascherine, dispositivi di protezione personale, sanificazioni di ambienti, igienizzazioni, logistica, trasporti. In ognuno di questi settori si sono palesate, dalla sera alla mattina, nuove aziende che sono entrate nel nuovo modello di business dell’era Covid. Hanno magari la faccia pulita di un prestanome, la fedina penale immacolata di un uomo o donna di paglia segnali della presenza della mafia nell’economia del Covid sono percepibili da mesi ormai. Andando sui territori considerati difficili e a rischio con la nostra Associazione Arti e Mestieri, lo abbiamo visto subito. Percio’ abbiamo lanciato l’allarme prima degli altri. Se stai sul terreno te ne rendi subito conto, basta parlare con la gente“, ha affermato ancora Maresca.

Avete idea di quanti piccoli e medi esercizi commerciali, piccole e medie imprese strangolate dalla crisi pandemica saranno rilevate o occupate da soci mafiosi che porteranno capitali freschi la’ dove lo Stato non riesce ad arrivare in tempo? Attenzione, la situazione e’ davvero difficile“, ha osservato prima di aprire una parentesi sui vaccini: “sono un affare miliardario e come tutti gli affari redditizi sono attivita’ a rischio che possono essere infiltrate. Certo gli Stati dovranno prevedere meccanismi di distribuzione controllati e sicuri. Altrimenti il pericolo di infiltrazione, soprattutto se la somministrazione sara’ affidata a privati, potrebbe sussistere. Dipendera’ tutto dai controlli e dai criteri adottati per effettuarli“.  E Napoli, “grande metropoli come altre grandi citta’ in Europa e nel mondo“, ha “debolezze e criticita’ tipiche delle aree fortemente antropizzate e densamente abitate”, ma avra’ un ruolo anche in questo scenario. “L’elemento negativo attuale e fattuale per Napoli, realta’ che conosciamo meglio perche’ ci viviamo, e’ rappresentato certamente dalla fragilita’ di un tessuto economico gia’ debole per una crisi economica acuitasi con la pandemia, ma che soffre ancor di piu’ per l’atavica lontananza delle Istituzioni, a partire da quelle di prossimita’, dai cittadini che soffrono e soffriranno di piu’ la crisi Covid. Non mi piace pero’ un racconto solo nero di questa citta’ Napoli ha energie positive straordinarie, tra queste sicuramente lo spirito di resilienza dei suoi cittadini, che hanno sempre dimostrato nei momenti piu’ difficili della loro storia di affrontare anche le peggiori crisi e trovare una via di uscita. Occorrera’ pero’ ritrovare uno spirito positivo e mettere in campo tutte le forze disponibili capaci di ridurre il rischio di infiltrazioni mafiose. Quando parlo di forze in campo mi riferisco a tutti, non solo alla magistratura e alle forze dell’ordine che fanno, credetemi, nelle condizioni date, un lavoro straordinario. Napoli sconta, sul fronte della cosiddetta criminalita’ camorristica, quelle caratteristiche di frammentazione dei clan cittadini che rende difficile la loro eradicazione. In ogni caso cosi’ come siamo in grado di governare processi cosi’ complessi nella lotta alla camorra, occorre mantenere alta la guardia. E non parlo, ripeto, solo della magistratura e delle forze dell’ordine che fanno egregiamente il proprio lavoro. Il vero problema sono i controlli intermedi e la capacita’ di governare e controllare i flussi economici“.

La camorra ha “tradizionali fonti di guadagno nelle infiltrazioni nel sistema degli appalti per beni e servizi, le estorsioni, l’usura, l’industria della contraffazione. Ma le cosche traggono profitto certamente dall’economia del vizio: prostituzione, azzardo e soprattutto droga, che resta uno dei core business criminali cittadini” e lo spaccio della droga “rappresenta ancora una delle risorse principali della criminalita’ cittadina ed occorre su questo continuare a lavorare con attenzione. Anche perche’ da alcuni indicatori sembra che gli spacciatori si siano attrezzati con consegne a domicilio e metodi piu’ sofisticati di vendita sul web. La droga e’ un tema criminale ma anche culturale. Ecco perche’ dico sempre che non basta la repressione. Occorre continuare ad andare nelle scuole e ad insegnare che la droga non solo fa male ma chi la acquista oltre a farsi del male diventa complice, a volte inconsapevole, delle mafie“, ha concluso.