Nuovo Dpcm: concluso l’incontro tra Governo e Regioni sulle nuove misure tra bocciature e incertezze

Terminato l'incontro tra Governo e Regioni sulle nuove misure restrittive da adottare col prossimo Dpcm: giovedì l'ok definitivo

Sono trapelate ieri le prime indiscrezioni sulle prossime misure restrittive che entreranno in vigore col nuovo Dpcm, che sostituirà quello attuale, il cui termine è previsto per il 15 gennaio per contrastare la diffusione del coronavirus. Tante le novità in vista e proprio di queste si è discusso oggi nel vertice concluso poco fa tra il Governo e le Regioni. Per l’ok definitivo bisogna aspettare giovedì mattina, dopo il passaggio in Parlamento previsto per mercoledì, quando verrà convocato un nuovo incontro, intorno alle 10. Nel vertice di oggi, convocato dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia a cui ha preso parte anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, si e’ discusso sulle indiscrezioni emerse in questi giorni per cui potrebbe arrivare l’ok definitivo: stop allo spostamento tra Regioni, anche gialle, proroga della chiusura per bar e ristoranti alle 18 con divieto di asporto dopo le 18 per i bar e raccomandazione a non ospitare in casa piu’ di due persone, anche nelle zone gialle. Ancora in forse la trasformazione del Paese in zona arancione durante il weekend, che comporterebbe la chiusura di ristoranti e centri commerciali. La misura e’ infatti osteggiata da Italia Viva. De Luca ha chiesto linee univoche – e dure – per tutte le regioni.Cos’ come anche Lombardia e Friuli Venezia Giulia, che avrebbero chiesto al Governo che tutta l’Italia diventi un’unica zona arancione. La maggioranza dei presidenti, secondo quanto si apprende, avrebbero condiviso la necessita’ di mantenere le misure nelle prossime settimane ma Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Vincenzo De Luca avrebbero chiesto una linea di prudenza uguale per tutta Italia, con il paese in zona arancione ed eventualmente ulteriori strette in caso di peggioramento dei dati. Dai presidenti sarebbe poi arrivata al governo la richiesta di ristori certi per le attivita’ che rimarranno chiuse.

Infine, smentita da Speranza e Bonaccini, in qualita’ di presidente della Conferenza delle Regioni, l’ipotesi di far scattare la zona rossa ogni 250 contagi per 100mila abitanti. Secondo questi ultimi una misura del genere incentiverebbe i territori ad effettuare meno tamponi. Le nuove misure presentate oggi dal governo alle regioni prevedranno anche una zona bianca dove gli indici di contagio siano quasi azzerati. Sara’ una zona con il ritorno alla quasi normalita’ con in vigore comunque il divieto di assembramento e il mantenimento del distanziamento sociale.