SARS-CoV-2, solo la Cina registra una crescita del PIL nel 2020: la pandemia affonda le economie del mondo, ma l’Italia ha i dati peggiori di tutti

Le economie del mondo affondano sotto i colpi della pandemia: solo la Cina in crescita, dati molto negativi per l'Italia e in generale per l'Europa

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La pandemia di coronavirus ha fermato il mondo per buona parte del 2020, con importanti effetti sulle economie dei singoli Paesi. La Cina, primo Paese a subirne gli effetti, è stata la prima e unica economia a risollevarsi dalle perdite dovute alla pandemia, registrando una crescita del 4,9% su base annuale nel terzo trimestre. Nel secondo trimestre del 2020, l’economia della Cina era già cresciuta del 3,2% rispetto allo stesso trimestre del 2019. Questo significa che la Cina ha registrato solo un trimestre di crescita negativa a causa della pandemia.

Gli altri Paesi possono solo sognare uno scenario simile: la maggior parte delle economie europee sta pagando a caro prezzo i nuovi lockdown imposti per la seconda e terza ondata. Gli Stati Uniti, che hanno riaperto la loro economia nonostante l’epidemia in corso, hanno visto una crescita del PIL nel terzo trimestre di quasi il 3% inferiore ai livelli dello scorso anno nonostante una ripresa su base trimestrale. L’India è stata tra i Paesi con le maggiori perdite nel secondo trimestre del 2020 e ha continuato questa tendenza con una crescita del PIL del -7,5% nel terzo trimestre.

Pandemia coronavirus covidCome mostra il grafico in alto, sulla base dei dati all’1 gennaio 2021, la Cina è l’unico Paese che registrerà una crescita del PIL di circa il 2%. Nessun altro Paese avrà una crescita positiva. Dietro alla Cina, c’è l’Indonesia che comunque registra un calo di circa l’1%, seguita da Corea (-2%), Australia, Russia, Giappone, Turchia, Arabia Saudita, Germania, Brasile, Stati Uniti (tutte tra -4% e -5%). Molto più indietro l’Italia, che la scorsa primavera ha applicato uno dei lockdown più rigidi e lunghi al mondo, con un calo previsto intorno all’11%. Il nostro Paese ha anche uno dei tassi di mortalità peggiori nel mondo ), con 1.279 morti ogni milione di abitanti.

Francia e Regno Unito, poi, si attestano su un calo intorno al -10%. Il dato più negativo è quello dell’Argentina (-12%) che ha subito un lockdown di ben 8 mesi, terminato solo a inizio novembre, senza peraltro effetti positivi sull’andamento dell’epidemia nel Paese.

I casi di Italia e Argentina sono emblematici per quanto riguarda l’idea di lockdown come strumento essenziale per salvare vite umane e contrastare la pandemia. Tra tutti i Paesi considerati nel grafico in alto, Italia e Argentina registrano le perdite economiche maggiori in assoluto, conseguenza di lockdown rigidi, lunghi ed estenuanti, ma a fronte di un numero di morti che risulta molto elevato (l’Italia ha il peggior tasso di mortalità in assoluto tra i Paesi considerati nel grafico, mentre l’Argentina è tra i primi 6 con 972 morti ogni milione di abitanti). A sostegno di questo, anche il fatto che altri Paesi, come Brasile e Stati Uniti, registrano un elevato numero di vittime, ma avendo imposto lockdown meno rigidi che hanno prodotto effetti meno forti sulle loro economie. Se il lockdown servisse davvero a salvare vite umane, considerate le rigide chiusure imposte, come testimoniato dal calo del PIL, Italia e Argentina avrebbero dovuto trovarsi in fondo al grafico, ma nella parte sinistra.