SARS-CoV-2, l’indice Rt scende da 1,09 a 0,97: situazione migliora in tutte le Regioni. Diminuiscono anche incidenza e ricoveri

SARS-CoV-2, l'Iss aggiorna l'indice Rt per tutte le Regioni: gli ultimi dati forniti oggi dalla bozza del documento sul monitoraggio dell'epidemia

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L’Istituto superiore di sanità ha appena fornito la bozza del monitoraggio settimanale della curva epidemiologica del SARS-CoV-2: è emerso che nel periodo 30 dicembre 2020-12 gennaio 2020, l’Rt medio nazionale per l’Italia calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in netto calo rispetto al dato fornito la settimana scorsa che era di 1,09 (range 1,04- 1,13). L’indice Rt torna a diminuire dopo 5 settimane di lieve aumento. A livello territoriale, scendono da 11 a 4 le Regioni con una classificazione di rischio alto: si tratta di Sicilia, Sardegna, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano;  11 hanno rischio moderato e si tratta di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Valle d’Aosta, Puglia e Veneto e infine 6 rischio basso (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana). Due sole Regioni (Sicilia e Puglia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

Tutti i dati dell’indice Rt aggiornato Regione per Regione aggiornati in tempo reale:

  • Molise 1.38 (settimana precedente 0.70)
  • Sicilia 1.27 (settimana precedente 1.19)
  • Basilicata 1.12 (settimana precedente 1.14)
  • Valle d’Aosta 1.12 (settimana precedente 1.19)
  • Puglia 1.08 (settimana precedente 1.18)
  • Umbria 1.05 (settimana precedente 1.29)
  • Abruzzo 1.05 (settimana precedente 1.18)
  • Piemonte 1.04 (settimana precedente 1.14)
  • Provincia Autonoma di Bolzano 1.03 (settimana precedente 1.50)
  • Calabria 1.02 (settimana precedente 1.05)
  • Liguria 0.99 (settimana precedente 1.15)
  • Toscana 0.98 (settimana precedente 1.01)
  • Marche 0.98 (settimana precedente 0.97)
  • Emilia Romagna 0.97 (settimana precedente 1.15)
  • Sardegna 0.95 (settimana precedente 0.99)
  • Lazio 0.94 (settimana precedente 1.10)
  • Provincia Autonoma Trento 0.90 (settimana precedente 1.01)
  • Friuli Venezia Giulia 0.88 (settimana precedente 0.94)
  • Lombardia 0.82 (settimana precedente 1.40)
  • Veneto 0.81 (settimana precedente 0.96)
  • Campania 0.76 (settimana precedente 0.99)

Attesa nel pomeriggio l’ordinanza del ministro Speranza per i cambi di colore che entreranno in vigore da Domenica 24 Gennaio: il Veneto ha tutti i requisiti per passare in zona gialla, ci spera anche l’Emilia Romagna. La Calabria è con indice Rt ancora un soffio sopra 1, quindi dovrebbe rimanere in arancione.

Si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (339,24 per 100.000 abitanti (04/01/2021-17/01/2021) vs 368,75 per 100.000 abitanti 28/12/2020-10/01/2021), dati flusso ISS). Sebbene questa settimana il dato di incidenza settimanale non sia pienamente confrontabile con la settimana scorsa (estensione dal 15/1/2021 della definizione di caso a test antigenici rapidi secondo i criteri definiti nella circolare del’8 gennaio 2021), il fatto che sia in diminuzione anche tenendo conto dei casi diagnosticati anche con test rapido antigenico è un segno di miglioramento epidemiologico“. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanala dell’Istituto superiore di sanità sull’emergenza Covid-19. “Si continua a osservare, nonostante il miglioramento, un valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio (11/1-17/1) nella Provincia Autonoma di Bolzano (309,54 per 100.000) – aggiunge -. L’incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate“.

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