Coronavirus, sì agli anticorpi monoclonali: “ma su una popolazione ben definita”

Nicola Magrini, direttore generale dell'AIFA parla della cura degli Anticorpi monoclonali: "sì, ma su popolazione ben definita. Oggi parere articolato dal ministro” 

Il direttore generale dell’Agenzia Italia del Farmaco è intervenuto oggi a 24 Mattino di Simone Spetia, su Radio 24 per parlare degli anticorpi monoclonali, ma anche dei vaccini anti-Covid. Anticorpi monoclonali “abbiamo avuto due giorni di riunione ma il parere ufficiale formale non è ancora uscito, sarà articolato e lo comunicherà oggi il ministro Speranza. Ci sarà un indirizzo positivo all’utilizzo parziale, nei pazienti gravi e più avanzati non funzionano, potrà essere invece utilizzato in una popolazione precoce e ben definita con modalità da definire”, ha spiegato Nicola Magrini.

Vaccino Astrazeneca

Astrazeneca, “gli studi erano frammentati e stanno arrivando adesso precisazioni, ci sono dati chiari per la categoria preferibile degli under 55. Dai dati inglesi il timing a 12 settimane per la seconda dose sembra un utile precisazione per vaccinare più persone con la prima dose nei primi tre mesi non dovendo fare i richiamo come con gli altri vaccini rna che richiedono il richiamo a 21e 28 giorni, la questione della mezza dose invece è un’ipotesi non ulteriormente testata né approvata”, ha aggiunto Magrini.

Vaccino Sputnik

Vaccino Sputnik, “capisco la fibrillazione ma non bisogna esprimere solo fantasie: se da una parte lo studio di Lancet è più che incoraggiante, allo stesso tempo il farmaco deve essere prodotto e controllato secondo gli standard europei. La Russia non è in Europa ed è necessario un controllato a livello centrale, le richieste fatta sulla base dell’emotività non aiutano affatto a gestire la complessa situazione attuale. I contatti con l’Ema sono iniziati e penso siano necessari un paio di mesi, l’application non è stata ricevuta ma sono stati avviati contatti in particolare sulla verifica della qualità di produzione, siamo agli inizi e non abbiamo ancora cominciato”, ha affermato ancora il direttore Generale dell’AIFA.   

Vaccino Moderna

Vaccino Moderna “è vero che c’è lo spazio per una sola 11° dose ma è limitata e dipende dalla dall’abilità dell’operatore, non intendiamo normarla per non creare problemi che ci siamo creati con la 6/7 dose (Pfizer), è una quantità di sicurezza per dove vi è capacità e pieno agio nel farlo, è un meccanismo di efficienza”,  ha continuato.

Vaccino Reithera

Vaccino Reithera, “c’è un tempo di sviluppo più lento, siamo ancora alla programmazione dello studio di fase due, penso siano ancora necessari 4/6 mesi per questa fase in funziona anche dei risultati”, ha concluso.