Coronavirus, la svolta di Draghi: col nuovo Dpcm del 5 marzo cambiano i parametri, decisivo il pressing del ministro Gelmini

Coronavirus, domani il primo Consiglio dei Ministri sulle norme anti pandemia. Il nuovo approccio del governo e il ruolo del ministro Gelmini

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Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese, ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste“. Con queste parole il neo ministro delle autonomie, Mariastella Gelmini, segna il cambio di rotta del nuovo Governo rispetto al precedente (Conte-Boccia) nella gestione dell’emergenza Coronavirus in piena sinergia con i territori e gli enti locali. In un vertice tenutosi nella serata di Domenica, infatti, il Ministro Gelmini ha incontrato i governatori e ha ribadito la volontà del nuovo governo Draghi di coinvolgerli maggiormente nelle decisioni sulle misure anti contagio. Domani mattina ci sarà il primo Consiglio dei Ministri che approverà il nuovo decreto che proroga il divieto di spostamento tra Regioni fino al 27 marzo, in accordo con i governatori. Ma la novità più importante è l’approccio del nuovo esecutivo: in vista del nuovo Dpcm, il primo di Draghi, atteso per il 5 marzo, la strategia prevederà un incontro tra i Ministri competenti interno al Governo, poi un confronto con i governatori alla vigilia della riunione a Palazzo Chigi, e infine un passaggio parlamentare.

Foto Ansa

Intanto il ministro Gelmini ha preso in carico le proposte delle Regioni e domani le porterà in Consiglio dei Ministri. I Presidenti delle Regioni chiedono di inserire nella cabina di regia politica – non quella del monitoraggio del contagio – anche i ministri economici, “al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese“. “In via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori – si legge nel documento della Conferenza – deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento“. Insomma, ristori tempestivi a qualsiasi livello per le categorie penalizzate dalle chiusure sia nazionali che locali. “E’ necessario, inoltre, condividere maggiormente i provvedimenti“, insistendo sul preavviso congruo che il governo deve dare per evitare il caos come per lo sci e i ristoranti aperti/chiusi nel weekend. Su questo Gelmini ha dato rassicurazioni. L’ipotesi che circola è che il monitoraggio venga effettuato a inizio settimana e non venerdì per non far arrivare la decisione sui colori delle zone troppo a ridosso del week end.

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Le Regioni chiedono poi di accelerare decisamente nella campagna vaccinale, reperendo le dosi necessarie, e collegando il problema ai criteri che hanno regolato finora i colori, in primis l’inesorabile Rt, l’indice di trasmissibilità. “Si ritiene indispensabile procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone – affermano -, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario“. “Occorre in questa fase un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività culturali e sociali“. “E’ evidente – si legge infine – che se la campagna vaccinale accelera, l’Rt perde progressivamente di rilevanza“.

Alla riunione di oggi e alla Conferenza Stato-Regioni che dovrebbe esserci domani dopo il Consiglio dei ministri non prende parte Mario Draghi. Sara’ confermata anche la possibilità di fare visita ad amici e parenti, ossia la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni, anche nelle zone rosse, che saranno quindi ben più soft rispetto a quelle di un anno fa.

Le parole del governatore ligure Giovanni Toti: “la vita di chi lavora non è in contrapposizione con le altre persone”

Giovanni TotiBasta mettere in contrapposizione la vita delle persone e l’apertura di una palestra o di un ristorante. Sempre di vita si parla. Quella che porta lavoro. Quella vissuta. Chi ha il compito di decidere abbia il coraggio di non fare più queste distinzioni. E valuti con la stessa attenzione le conseguenze delle decisioni prese sia per la nostra salute che per la nostra economia. Il Governo Draghi ha tutto il nostro appoggio ma da oggi non ci possiamo più permettere di sbagliare. È quello che ho detto al primo incontro Stato Regioni che si è concluso poco fa. Non è il momento delle contrapposizioni è il momento di cambiare, approccio e metodo“. Lo ha scritto il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stasera su facebook, dopo l’incontro con il Ministro Gelmini.

Perchè una piccola minoranza di virologi chiede un lockdown che non ci sarà