Perchè una piccola minoranza di virologi chiede un lockdown che non ci sarà

Coronavirus, il retroscena politico: ecco perchè una piccola minoranza di virologi continua a blaterare di un nuovo lockdown (che non si farà)

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Perchè alcuni virologi, seppur in grandissima minoranza, chiedono un nuovo lockdown in Italia in un momento in cui tutti i numeri sulla pandemia di Coronavirus stanno migliorando? In base agli ultimi dati forniti oggi dal Ministero della Salute e dalla protezione civile, aggiornati a domenica 21 febbraio, in Italia abbiamo 388.895 persone positive, di cui la stragrande maggioranza (95%) sono asintomatici o paucisintomatici in isolamento domiciliare. Gli ospedalizzati sono 19.898, di cui appena 2.094 (lo 0,5% dei positivi) in terapia intensiva. Il tasso di mortalità giornaliera si è più che dimezzato: siamo arrivati a 200-250 morti al giorno, mentre i nuovi casi oscillano tra 10 e 15 mila in base ai tamponi effettuati, con un tasso di positività stabile da settimane sul 5%.

Per capire l’andamento della pandemia sul medio periodo, possiamo osservare i dati di un mese fa: il 20 gennaio in Italia avevamo 523.533 persone positive (135 mila più di oggi), di cui 24.930 in ospedale (5 mila più di oggi). I morti giornalieri erano circa 550, più del doppio rispetto ad oggi.

Due mesi fa, il 20 dicembre 2020, i numeri erano ancor più pesanti: avevamo infatti 622.760 persone positive (quasi il doppio rispetto ad oggi) di cui 27.901 in ospedale (8 mila più di oggi).

Tre mesi fa, il 22 novembre 2020 quando abbiamo raggiunto il picco della seconda ondata, avevamo 805.947 positivi (più del doppio di oggi), di cui 38.080 ricoverati in ospedale (18 mila più di oggi!). Nei reparti di terapia intensiva avevamo 3.801 ricoverati, quasi il doppio rispetto a quelli di oggi. In Italia morivano oltre 700 persone al giorno e i nuovi casi giornalieri erano oltre 35 mila, con un tasso di positività rispetto ai tamponi effettuati superiore al 15%.

Fortunatamente oggi, dopo tre mesi, quei numeri da incubo sono un lontano ricordo. E allora torniamo al punto di partenza: perchè alcuni virologi chiedono insistentemente un nuovo lockdown, in totale incoerenza rispetto al reale andamento della pandemia?

Foto Ansa

Per capirlo, riteniamo sia corretto contestualizzare posizioni e dichiarazioni. Attenzione alla tempistica. A lanciare il nuovo allarme lockdown è stato il solito Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza: l’ha fatto il 14 febbraio in un’intervista tv da Fabio Fazio a “Che tempo che fa“. Nelle ore immediatamente successive altri due esperti, Massimo Galli, Andrea Crisanti, si sono immediatamente accodati alla proposta di Ricciardi, alimentando allarmismi sul potenziale apocalittico delle varianti del virus disegnando scenari funesti sulle prossime settimane. In modo un po’ più timido e velato, un altro esperto che ha auspicato un nuovo lockdown ma poi ha subito frenato è stato Fabrizio Pregliasco.

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Poche ore precedenti agli annunci catastrofisti di questa piccola minoranza di virologi era successo un fatto particolarmente importante in Italia: a Roma il giorno prima dell’intervista di Ricciardi, cioè sabato 13 febbraio, il nuovo governo guidato da Mario Draghi giurava fedeltà alla Repubblica pronunciando la formula di rito nelle mani del Presidente Mattarella.

Cosa c’entra il giuramento del nuovo Governo con le teorie di Ricciardi, Galli, Crisanti e Pregliasco? In apparenza nulla, se non la tempistica. Ma in realtà proprio la tempistica può significare molto, e lo vedremo più avanti.

coronavirus ricciardi lockdown spallanzaniIntanto, nel dibattito che si è scatenato tra gli esperti, tutti gli altri virologi ed epidemiologi anche ben più titolati dei profeti del lockdown, si sono schierati contro i colleghi che lanciavano allarmismi considerati infondati o comunque esagerati. Il più netto è stato Francesco Vaia, il direttore sanitario dell’Istituto Lazzaro Spallanzani: “il lockdown non serve, queste varianti possono essere un problema che deve destare attenzione, ma non panico. Siamo contrati che si creino delle psicosi di massa. Voglio dire un no netto e chiaro all’utilizzo delle varianti come ‘clava politica’. La scienza sia sempre libera da interessi economici e politici”.

Giorgio Palù Contrari al nuovo lockdown anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù, il direttore di virologia dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo, il direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, il direttore della UOC Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma Massimo Andreoni, l’immunologa dell’università di Padova, Antonella Viola, il primario della rianimazione del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, il virologo dello stesso San Raffaele, Massimo Clementi, il virologo della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri e il virologo Roberto Burioni.

Pier Luigi LopalcoSiamo 10-4, anche se non è soltanto una questione numerica alla luce dell’autorevolezza degli esperti in questione. Ce n’è anche un altro che si è detto contrario al lockdown: si tratta di Pierluigi Lopalco che oltre a portare la partita sull’11-4 è noto per la sua fulminante carriera politica dovuta al Covid. Nato a Mesagne, prima del Covid era un ignoto docente di Igiene all’Università di Pisa con il consueto sbattimento dell’insegnamento per un normale stipendio da insegnante universitario. “Tranne che in casi eccezionali garantisco una risposta entro 24 ore“, scriveva sulla sua pagina accademica istituzionale rivolto ai suoi studenti dimostrando professionalità, disponibilità, passione per il proprio lavoro ma anche… tanto tempo libero! Poi la pandemia, l’esposizione mediatica, le comparsate in TV e… la candidatura alle elezioni Regionali dello scorso autunno in Puglia. Sono bastati pochi mesi di visibilità per la pandemia, e Lopalco ha battuto tutti: 14.500 preferenze, il più votato di tutta la Puglia, doppiati tanti big che fanno politica da 30 anni. Il governatore Emiliano l’ha nominato addirittura Assessore alla Sanità, e adesso guadagna più di cinque volte quanto prima.

massimo clementiLa sua candidatura ha fatto molto discutere medici, virologi, epidemiologi. Il collega del San Raffaele, Massimo Clementi, ha detto: “Lopalco non sarà l’ultimo: vedo altri colleghi che hanno atteggiamenti che preludono ad una discesa in campo. Fremono per fare politica. Anzi, il caso di Lopalco è diverso da altri perchè il suo va contestualizzato in un ambito locale dove stava già lavorando come consulente per l’emergenza Covid. Poi ci sono alcuni colleghi che filtrano con la politica nazionale“. E allora torniamo al giuramento del governo Draghi: chissà quanti avevano sperato, tra i tecnici della pandemia, che si andasse alle elezioni. I partiti avrebbero fatto a gara per accaparrarseli, vista la loro enorme popolarità ottenuta durante la pandemia. E avrebbero potuto fare il grande salto dalle ragnatele dei laboratori degli ospedali di periferia a Montecitorio e Palazzo Madama, decuplicando stipendi e privilegi. Saltate le elezioni, c’è la disperata necessità di rimanere popolari fino alla scadenza della legislatura. E allora è urgente un nuovo lockdown nazionale, dobbiamo tornare in tv, nelle radio, sui giornali. Tutti devono parlare di noi, altrmenti fino al 2023 la gente si dimenticherà che esistiamo e nessuno ci vorrà più candidare.

Sarà soltanto un caso che tutti i virologi contrari al lockdown, della politica proprio non ne vogliono sapere. “Mai, non mi interessa. Se non c’è passione in quello che fai, il lavoro viene male” dice Massimo Clementi. “No, mai, non lo farei mai” chiosa Zangrillo. “Amo il mio lavoro, non potrei mai fare politica” ha detto Bassetti.

Una situazione analoga si sta verificando un po’ in tutti i Paesi del mondo, ma è inaccettabile per una società evoluta e civilizzata. In Francia l’ha capito il Presidente Macron che proprio nei giorni scorsi ha chiesto (e ottenuto) dalle tv la scomparsa dei virologi, che creavano confusione e allarmismo. Il Presidente transalpino ha imposto una comunicazione più sobria, esclusivamente legata ad evidenze scientifiche e fatti. Potrebbe essere un bell’esempio da seguire anche in Italia. Anche perchè alle elezioni politiche mancano più di due anni e il nostro Paese, già duramente provato da un anno di sacrifici enormi, non merita questo terrorismo mediatico soltanto da parte di qualche insoddisfatto vuole speculare sulla pandemia per svoltare la propria vita.