Il 4 febbraio del 2004 nasceva ufficialmente Facebook, il social network più famoso e utilizzato del mondo, si conta infatti che oggi gli utenti attivi in un mese siano circa 2 miliardi e mezzo e che il 74% degli utenti visitino la piattaforma giornalmente.
Ma come è nato questo fenomeno sociale in grado di modificare le abitudini di tutti sul pianeta e trasportarci in quella che viene definita era social? È nato dall’intuizione di uno studente appena diciannovenne che al ritorno da un appuntamento disastroso si mise al computer ideando una sorta di annuario digitale per riconoscere attraverso le foto gli studenti del suo ateneo universitario. Era Mark Zuckerberg ed erano i primi passi di quello che avrebbe portato alla nascita di Facebook.
Come nacque Facebook
La data di nascita di Facebook può essere identificata nell’anno in cui il famoso social network venne avviato come servizio di rete sociale: parliamo del 2004, e in particolare del giorno del lancio che avvenne il 4 febbraio.
Mark Zuckerberg nacque nel 1984 e già da piccolo manifestò una passione sfrenata per l’informatica e la programmazione. A soli 12 anni utilizzò Atari Basic per creare “ZuckNet” una sorta di messenger che permetteva di trasferire i messaggi tra reti di computer collegati tra loro e che venne subito messo all’opera per far comunicare il padre dallo studio dentistico alla famiglia Zuckerberg stessa in casa.

Durante il liceo creò Synapse un media player per le playlist MP3 che studiava le preferenze di ogni utente e che suscitò grande interesse in colossi come Microsoft e AOL che si dissero interessati ad acquistare il programma e ad assumere Mark anche se non è laureato ma il ragazzo rifiuta e prosegue i suoi studi.
La genesi di Facebook è da rintracciarsi proprio tra le mura dell’ateneo e risale al 28 ottobre 2003 quando l’allora diciannovenne studente di Harvard, Mark Zuckerberg , diede vita a Facemash, un sito su cui caricare tutte le foto degli studenti dei college e che necessitò di un’intrusione nelle aree protette della rete dell’università per concretizzarne l’idea.

Si trattava di una sorta di directory online con tutti gli studenti dell’Istituto e l’idea era quella di permettere ai ragazzi residenti nel campus di identificarsi a vicenda e di riconoscere anche i membri di altri dormitori e residenze universitarie.
Bastarono poche ore, appena 4, per registrare una visualizzazione di 22.000 fotografie e oltre 450 visitatori, tanto che il sovraccarico di dati non previsto mandò in crash i server dell’ateneo.
Il sito venne immediatamente chiuso e Zuckerberg accusato della violazione della sicurezza, dei copyright e della privacy individuale, cosa che gli costò la sospensione per 6 mesi.
Tuttavia, la potenza del fenomeno era indiscutibile e non poteva passare inosservata tanto che arrivarono anche le prime cause legali per Zuckerberg.
Pochi giorni dopo la nascita di Facebook, infatti, Divya Narendra e i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, tutti studenti di Harvard, accusarono Mark di truffa, in particolare, di aver promesso loro un aiuto nello sviluppo di un servizio di rete sociale, “HarvardConnection.com”, con l’intento di sottrarre loro l’idea e creare un sito concorrente.
Da quel momento in poi, comunque, il successo aumentò costantemente e l’accesso fu man mano consentito a un numero sempre maggiore di utenti: diffondendosi prima tra gli studenti delle altre università della cosiddetta Ivy League (Columbia University, Stanford University, etc…), poi agli altri atenei e agli studenti delle scuole superiori.
Il 4 febbraio del 2004, il nuovo sito web, registrato con il dominio thefacebook.com, fu programmato dallo stesso Zuckerberg e da Andrew McCollum, mentre l’azienda era gestita da Eduardo Saverin.
La promozione del sito fu affidata a Chris Huges e la grafica venne curata da Dustin Moskovitz il servizio si allargò sempre di più anche al MIT, alla Boston University, al Boston College e presto anche agli altri istituti di istruzione superiore di tutti gli Stati Uniti e del Canada.
Verso la metà del 2004 avvenne la nascita Facebook Inc., una corporation che permise di gestire al meglio (dal punto di vista finanziario) il grande successo ottenuto. Questa aveva come presidente l’imprenditore e cofondatore di Napster Sean Parker, l’informale consigliere di Zuckerberg.
Il primo investitore fu Peter Thiel, tra i fondatori di PayPal, che acquisì il 10,2% delle quote societarie con un investimento di mezzo milione di dollari. Le quotazioni di Facebook, tuttavia, salirono così in fretta che quando Microsoft decise di investire nel social network, nell’ottobre del 2007, dovette impiegare 240 milioni di dollari per rilevarne appena l’1,6%.
Le successive tappe della fortuna di Facebook furono: la possibilità dal 2006 di far utilizzare il social a tutti i maggiori di 13 anni; il superamento del diretto concorrente MySpace che avvenne nel 2008, l’acquisto di Instagram avvenuto nel 2012 e quello di Whatsapp nel 2014 (momento essenziale perché nonostante Facebook avesse un proprio servizio di messaggistica istantanea, cioè Messenger, in questo modo ottenne un enorme ampliamento degli users).
Nel 2012 Facebook sbarca a Wall Street con una delle offerte pubbliche di vendita (IPO) più grandi della storia degli Stati Uniti. Nella prima giornata di contrattazioni Facebook riesce a vendere azioni per 16 miliardi di dollari, facendo salire la propria valutazione a 104 miliardi di dollari.
Tutti i numeri di Facebook oggi
Oggi si calcola che gli utenti attivi in un mese su Facebook siano circa due miliardi e mezzo e che il 74% degli utenti visiti la piattaforma digitale almeno una volta al giorno e vi passano una media di 38 minuti al giorno.
Facebook è disponibile in 101 lingue, l’India è il Paese più presente sul social seguito dagli Stati Uniti e gli utenti sono costituiti per il 54% da donne e per il 46% da uomini, mentre la media del numero di amici degli utenti è di circa 155.
In media vengono scritti 5 miliardi di commenti al mese mentre il famoso pollice in su (il like, mi piace) è stato utilizzato per il numero da capogiro di 1,13 trilioni di volte.
Sono 100 milioni le ore passate a guardare video e 147.000 le foto postate ogni 60 secondi, 120 milioni invece sono i profili fake.
Gli introiti di Facebook derivano dagli oltre 7 milioni di inserzionisti e in Italia si calcola che nelle campagne PPC 2020 il 33,3% abbia utilizzato Facebook Ads, in effetti, Facebook detiene quasi il 20% di share del settore advertising digitale.
Facebook, nella sua galassia annovera anche le piattaforme Instagram e WhatsApp, e ha chiuso il terzo trimestre del 2020 registrando un utile netto pari a 7,85 miliardi di dollari, con una crescita del 29% rispetto ai 6,09 miliardi del terzo bilancio trimestrale del 2019 (1° luglio – 31 settembre).
Dopo Amazon, sembra che la seconda big tech a beneficiare degli effetti della pandemia con ritorni tangibili a bilancio sia stata proprio Facebook, per il quale si attesta una crescita del 22% rispetto all’anno precedente, per un importo pari a 21,47 miliardi di dollari.
La notizia positiva è che sono aumentati anche i dipendenti di Menlo Park, che al 30 settembre 2020 risultano essere 56.653 con una crescita del 32% della forza lavoro rispetto alla stessa data del 2019.


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