Ritirato un lotto di vaccini anti Covid AstraZeneca: una morte e un ricovero dopo la somministrazione

Embolia polmonare e trombosi: queste le diagnosi della morte di una donna e del ricovero di un'altra dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca

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Ritirato un lotto del vaccino anti Covid AstraZeneca. E’ accaduto in Austria, dove l’ufficio federale per la sicurezza sanitaria ha reso noto di aver sospeso la somministrazione del lotto in questione in seguito al decesso di una donna ed il ricovero di un’altra per un’embolia polmonare, che fortunatamente è in via di guarigione, dopo la somministrazione di due dosi del vaccino. Entrambe le donne, si precisa nella nota dell’ente, avevano ricevuto dosi dello stesso lotto, anche se allo stato attuale non ci sono prove che sia stato il vaccino a provocare le patologie. Le cause sono al vaglio dei medici e il ritiro è stato esclusivamente precauzionale.

In base ai dati clinici raccolti dagli operatori sanitari, la trombosi che ha causato la morte della donna “non risulta essere tra gli effetti collaterali noti o tipici del vaccino. E anche le analisi internazionali immediatamente avviate non hanno evidenziati altri casi simili“, si legge sul sito dell’ufficio federale. “Allo stato attuale – prosegue – tutte le indagini necessarie, con il coinvolgimento dei rispettivi esperti, sono in corso a pieno ritmo per poter escludere completamente un possibile collegamento. Per sicurezza, le scorte rimanenti del lotto di vaccino interessato non verranno più distribuite e vaccinate”.

Locatelli, nessuna diffidenza verso vaccino AstraZeneca

Nessuna diffidenza rispetto al vaccino anti-Covid di AstraZeneca. Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css), Franco Locatelli, intervenendo alla trasmissione Che Tempo Che Fa su Rai3. “Il vaccino di AstraZeneca – ha sottolineato Locatelli – è significativamente utile e prolungando la distanza tra la prima e la seconda dose copre nell’82% dei casi da ogni forma di Covid-19 e per le forme più gravi andiamo al 100%“. Il Css, ha aggiunto, “ha fornito un parere che da’ indicazione per impiegare questo vaccino negli over-65 proprio perché il profilo di sicurezza è ottimale”.

“La scelta degli over 80 è assolutamente corretta. Tra le categorie più fragili rientrano ovviamente anche i portatori di disabilità. Persone che hanno bisogno di un’attenzione particolare, penso anche ai trapiantati”, ha detto ancora Locatelli. Sul vaccino russo Sputnik, ha concluso: “Non importa da dove viene il vaccino, l’importante è che sia una garanzia per il nostro Paese, per la disponibilità e per gli standard di qualità“.