SARS-CoV-2, i dati ufficiali sulla mortalità in Italia: a Febbraio meno morti della media storica

Buone notizie sul fronte mortalità in Italia: nonostante la pandemia da SARS-CoV-2, “si continua a rilevare una mortalità bassa, in particolare tra le città del Nord"

Il rapporto del sistema di sorveglianza SISMG, che include i dati di 33 Comuni italiani, illustra un quadro al ribasso sulla mortalità in Italia, nonostante la pandemia da SARS-CoV-2 in atto. “Si continua a rilevare una mortalità bassa, in particolare tra le città del Nord, dove in alcuni casi la mortalità osservata è inferiore al valore di riferimento”, si legge nel rapporto aggiornato al 16 febbraio 2021. “L’andamento della mortalità media giornaliera per settimana e classi di età (Figure 1A-B e 2A-B) evidenzia per la settimana 10 – 16 febbraio una mortalità inferiore all’atteso tra le città del Nord mentre al Centro-Sud la mortalità rimane in linea con l’atteso per tutte le classi di età e nelle età più anziane”. Insomma, a Febbraio in Italia ci sono stati meno morti degli anni precedenti: significa che chi muore con il Covid sarebbe morto lo stesso per altre patologie, oppure che il numero dei morti di quest’anno sarebbe stato inferiore agli anni precedenti (probabilmente abbiamo meno morti provocati dall’influenza o da altre patologie, perchè – come già spiegato dagli esperti – il Covid uccide chi è già molto fragile e sarebbe morto di altre malattie che sembrano scomparse dagli ospedali perchè sono andati tutti a finire nei reparti Covid). Dai grafici possiamo vedere chiaramente come non ci sono più i picchi superiori alle medie della scorsa primavera o dell’autunno, la situazione è pienamente rientrata nella normalità.

Complessivamente l’andamento stagionale della mortalità (Figura 3) mostra un valore in linea con l’atteso. Il grafico evidenzia l’anomalia della mortalità osservata nel 2020 rispetto alle variazioni stagionali (valori massimi nel periodo dicembre-febbraio e valori minimi nel periodo giugno-agosto), osservato nei 5 anni precedenti. Nel 2020 si sono verificati due picchi di mortalità in corrispondenza della prima fase (marzo-aprile) e della seconda ondata (ottobre-dicembre) dell’epidemia Covid-19. Il forte incremento della mortalità osservata (linea rossa) nella prima fase dell’epidemia di COVID-19, è stato seguito da una riduzione che ha riportato la mortalità in linea con i valori di riferimento (linea nera) a fine maggio. A partire dalla seconda metà di ottobre si è osservato il secondo incremento della mortalità che ha raggiunto il picco nella seconda metà del mese di novembre per poi tornare ai valori di riferimento a partire da metà gennaio 2021”, continua il rapporto.

I dati della mortalità relativi al periodo 1-15 febbraio evidenziano sia nei comuni del Nord che in quelli del Centro-Sud una mortalità in linea con l’atteso (-3% al nord, 1% al centro-sud)”. Per la prima metà di febbraio, si osserva “una mortalità in linea o inferiore all’atteso ad eccezione di Bolzano (+35%), Perugia (+54%) e Bari (+32%) dove si continua ad osservare un eccesso di mortalità statisticamente significativo”.