Addio a Michael Collins: l’asteroide intitolato all’astronauta dell’Apollo 11 gli rende omaggio, visibile nelle scorse ore

L’asteroide “6471 Collins”, intitolato a Michael Collins, compianto astronauta della missione Apollo 11, è stato visibile dalla Terra nelle scorse ore

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Ieri, 28 aprile 2021, è arrivata la triste notizia della scomparsa di Michael Collins, uno degli astronauti che prese parte alla storica missione della NASA Apollo 11, che portò il primo uomo sulla Luna. Proprio nelle ore in cui Collins si spegneva, l’asteroide a lui intitolato, chiamato “6471 Collins”, è stato visibile dalla Terra, quasi a voler salutare l’ex astronauta.

L’asteroide e’ stato fotografato dall’astrofisico Gianluca Masi, grazie a uno dei telescopi automatici del Virtual Telescope Project. Nella foto, l’asteroide è il puntino luminoso (indicato dalla freccia) con accanto una scia di luce, traccia del passaggio del satellite Delta 4 R/B.

Mi piace pensare a questo segno come a una impronta della nostra presenza nello spazio, che aveva in Michael uno dei suoi piu’ grandi eroi. Subito dopo avere appreso della sua scomparsa, ho controllato se l’asteroide che porta il suo nome fosse visibile. Lo era, e sono riuscito a catturarne l’immagine, pensando a lui, alla sua eredita’ e al suo esempio“, afferma Masi, che ha vissuto per molti anni a 500 metri dalla casa romana in cui nacque Collins nel 1930.

La missione Apollo 11

A differenza degli altri due membri della spedizione, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, Collins non mise piede sul satellite terrestre. Armstrong diventò il primo uomo a toccare il suolo lunare, Aldrin lo seguì a breve, mentre Collins rimase in orbita ad aspettare i colleghi per tornare sulla Terra. Per questo viene da molti ricordato in quei momenti come “l’uomo più solo” dell’universo.

Michael Collins era alla guida del modulo di comando Columbia, la navicella dalla quale si distaccò il modulo lunare che portò gli altri due astronauti a mettere piede per la prima volta sul suolo del satellite terrestre. Collins restò da solo in orbita intorno alla Luna e successivamente fu artefice del delicato ricongiungimento con il modulo lunare, guidando l’Apollo 11 fino al ritorno sulla Terra. “La cosa che ricordo di piu’ e’ l’immagine del pianeta Terra da grande distanza: piccolo, molto luminoso, blu e bianco. Splendente, bello, sereno e fragile”, racconto’ in seguito.

Collins era nato a Roma il 31 ottobre del 1930, visto che il padre – militare – lavorava in quegli anni all’ambasciata statunitense in Italia. La sua nascita ancora viene ricordata al civico 16 della via nel quartiere Parioli da una targa che celebra “l’intrepido astronauta” di cui la città è “fiera“. La targa fu affissa nell’ottobre del 1969.

Passato per la celebre Accademia militare di West Point, era approdato all’Aeronautica dove era diventato un pilota collaudatore. Nel 1963 era stato scelto dalla NASA per diventare astronauta: la prima missione fu a bordo di Gemini 10, divenendo il quarto essere umano a camminare nello spazio. L’Apollo 11 fu la sua ultima missione: nel 1970, con il grado di generale, lascio’ “il piu’ bel lavoro al mondo” e la NASA – “il piu’ scintillante capitolo della mia vita, ma non il solo” – ed entro’ al dipartimento di Stato. Pochi anni piu’ tardi divenne il direttore dello Smithsonian National Air and Space Museum a Washington, sovraintendendo alla sua costruzione e inaugurazione nel 1976.