Islanda, un nuovo vulcano si prepara all’eruzione: allerta gialla per il Grimsvotn, noto per il comportamento esplosivo e le grandi nubi di cenere

Il vulcano subglaciale Grimsvotn attualmente è il principale candidato per la prossima grande eruzione esplosiva in Islanda: è in allerta gialla, i dati confermano che si sta avvicinando all'eruzione

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Dal 19 marzo scorso, è in corso una piccola eruzione nella Penisola di Reykjanes, nell’Islanda sudoccidentale, che presenta pochi pericoli al di fuori dell’area di eruzione. Ma un vulcano molto più grande attualmente si sta avvicinando all’eruzione in Islanda. Si tratta di un vulcano esplosivo, molto più violento e con impatti storici sulla vita in Europa e nell’emisfero settentrionale. Il vulcano in questione si chiama Grimsvotn e attualmente è il principale candidato per la prossima grande eruzione esplosiva in Islanda. E non sembra essere molto lontano dall’iniziarne una.

L’Islanda è un’isola vulcanica nel Nord Atlantico. È una delle aree vulcaniche più attive del mondo. La storia dimostra che le sue eruzioni a volte possono avere forti impatti su Europa, Nord America e su tutto l’emisfero settentrionale. L’Islanda vive una costante attività sismica perché si trova sul confine tra la placca tettonica dell’Eurasia e quella del Nord America. Questo confine è noto come dorsale medio atlantica. Le placche si stanno allontanando l’una dall’altra, “separando” l’isola. La dorsale medio atlantica entra nella Penisola di Reykjanes, nel sud-ovest del Paese, e va verso est per poi virare verso nord. Proprio sulla dorsale medio atlantica si trovano i principali vulcani dell’isola.

Ciò che rende l’Islanda così speciale dal punto di vista delle eruzioni vulcaniche è un pennacchio verticale di roccia fusa calda dal mantello, chiamato hotspot, che si trova sotto l’isola. Il magma ad alta pressione dalle profondità della Terra ha trovato la sua strada verso la superficie. Seguendo il percorso con la minor resistenza, il magma si è spinto attraverso le fratture tra le placche tettoniche, iniziando a costruire l’Islanda. Questo pennacchio di magma ha i suoi cicli, provocando periodi di attività vulcanica più intensa o meno intensa in Islanda. Negli ultimi anni/decenni, siamo entrati in un nuovo periodo di maggiore attività. Questo pennacchio si trova sotto l’intera Islanda, ma il suo centro si trova sotto il più grande ghiaccio islandese, chiamato Vatnajokull.

Vatnajokull è anche la più grande calotta glaciale in Europa, coprendo circa 7.900km². Sotto questo ghiacciaio, sono nascosti molti vulcani, coperti da centinaia di metri di ghiaccio e neve. I due vulcani più importanti sono Bardarbunga e Grimsvotn. Il Bardarbunga ha eruttato l’ultima volta nel 2014, ma l’eruzione si è verificata al di fuori del ghiacciaio, poiché il magma ha viaggiato sotto il suolo per oltre 40km verso nord-est, prima di eruttare. L’eruzione è stata dello “stile hawaiiano”, più dolce, ed è durata per 6 mesi, dall’agosto 2014 al febbraio 2015. Alla fine dell’eruzione, il campo di lava copriva 85km².

L’altro grande vulcano sotto il ghiacciaio è Grimsvotn. Ha eruttato l’ultima volta nel 2011 e, a differenza del dolce flusso di lava del Bardarbunga del 2014, è stata molto esplosiva. Grimsvotn è uno dei principali candidati per la prossima eruzione esplosiva in Islanda.

In media, in Islanda, c’è un’eruzione vulcanica ogni 4-6 anni. L’ultima eruzione, quella del vulcano Fagradalsfjall, iniziata il 19 marzo 2021, è ancora in corso, con un dolce flusso di lava nel sito dell’eruzione. C’è una costante fuoriuscita di lava dai condotti, che hanno formato dei coni sui punti di eruzione. L’Istituto Meteorologico Islandese (IMO) stima che finora siano stati emessi circa 7,5 milioni di metri cubi di lava.

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Il vulcano Grimsvotn

Eruzione del vulcano Grimsvotn nel maggio 2011

Grimsvotn è un vulcano subglaciale, coperto di neve e ghiaccio. Non è un tipico vulcano a punta, ma un complesso di caldere, composto da singole caldere che si sono formate nel corso di centinaia di anni dopo grandi eruzioni. Una caldera è una depressione nel suolo, formata quando il suolo sprofonda dopo un’eruzione. Il suolo sprofonda nel vuoto sotto il vulcano, che precedentemente era occupata dal magma, poi eruttato. Alcuni dei vulcani più forti del mondo sono in realtà grandi caldere.

Grimsvotn erutta abbastanza regolarmente, con le ultime 3 eruzioni che si sono verificate nel 1998, 2002 e 2011, per una media di circa 6-7 anni tra le eruzioni. L’ultima eruzione è iniziata il 21 maggio ed è terminata il 28 maggio 2011. Sono passati quasi 10 anni da questo evento, che è stato una grande eruzione esplosiva, quindi il sistema vulcanico potrebbero aver bisogno di più tempo per recuperare e ricaricarsi. L’ultima eruzione del Grimsvotn è stata il più grande evento esplosivo in oltre 100 anni in Islanda. Il pennacchio di cenere ha raggiunto i 20km di altitudine, creando una grande nube di cenere che ha alterato il traffico aereo, portando alla cancellazione di circa 900 voli in Europa.

Questo numero, tuttavia, non è niente se paragonato ai 95.000 voli cancellati appena un anno prima, in occasione dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull che ha eruttato nella primavera del 2010, producendo una nube di cenere direttamente verso l’Europa. Ha causato diffuse cancellazioni nel traffico aereo, danneggiando l’economia globale per miliardi di dollari.

L’eruzione del Grimsvotn del 2011 è stata molto più grande dell’eruzione dell’Eyjafjallajokull del 2010, ma ha causato solo l’1% delle cancellazioni totali di voli del 2010. Questo è dovuto ai venti di alta quota che hanno trasportato la nube di cenere lontano dall’Europa e anche alle nuove regole e ai nuovi protocolli del traffico aereo introdotti dopo l’eruzione del 2010. Ora i voli vengono cancellati solo quando viene raggiunta o rilevata una certa concentrazione di cenere al livello di volo degli aerei.

Ma perché alcune eruzioni in Islanda sono flussi di lava molto calmi mentre altre emettono alte nubi di cenere? La risposta è il ghiaccio. Le eruzioni in Islanda possono diventare molto esplosive dai vulcani che eruttano sotto il ghiaccio (eruzione subglaciale). Questo perché il magma incandescente che risale incontra il ghiaccio (o acqua al di sotto del ghiacciaio) nel suo percorso verso la superficie, provocando una reazione esplosiva.

Pronto ad eruttare

Si potrebbe pensare che il vulcano Grimsvotn sia in ritardo per un’eruzione ma in realtà non è così, perché i vulcani possono cambiare il loro comportamento in qualsiasi momento. Il Grimsvotn può restare dormiente per oltre 15 anni senza un’eruzione, ma è un evento relativamente raro nelle registrazioni moderne. I dati attuali indicano che Grimsvotn è entrato nella sua ultima fase prima di un’eruzione. Attualmente è uno dei 3 candidati principali per la prossima grande eruzione islandese, insieme all’Hekla e al Katla nel sud dell’isola. Hekla è una scommessa sicura per un’eruzione in qualsiasi momento, senza grande preavviso e con poche ore di intensa attività sismica prima dell’eruzione. Sul Katla, invece, vedremo qualche giorno/settimana di intensa attività sismica prima che sia pronto per l’eruzione.

Al momento, di questi 3 vulcani, Grimsvotn è l’unico in allerta gialla. Ha regolare attività sismica e i dati GPS confermano che si sta avvicinando ad un’eruzione. Un aumento costante e persistente nell’attività sismica, solitamente, è uno dei segnali principali che un vulcano si sta avvicinando all’eruzione. Al Grimsvotn si registrano un aumento lento e molto costante nel numero di terremoti: a marzo 2020, c’è stato il tasso di terremoti mensili più alto dall’eruzione del 2011.

Altri due importanti fattori per valutare se un vulcano si sta avvicinando all’eruzione sono l’energia rilasciata dai terremoti e il movimento del suolo intorno al vulcano. L’energia rilasciata è collegata direttamente all’aumento di pressione nel vulcano e al momento ci stiamo lentamente avvicinando ai valori eruttivi. La tendenza è aumentata ultimamente e, con terremoti più forti e più pressione nel vulcano, è probabile che il Grimsvotn erutti entro i prossimi 6-12 mesi.

Per quanto riguarda il movimento del suolo, entra in gioco l’inflazione, ossia il processo di accumulo di magma e deformazione del suolo. Il Grimsvotn è uno dei vulcani in inflazione più costante dell’Islanda. Poiché si trova al centro del pennacchio di magma, è alimentato costantemente da materiale fresco nel suo sistema magmatico. Dall’ultima eruzione del 2011, il suolo al Grimsvotn è salito di almeno 60cm. Questo è dovuto al magma che si accumula sotto il vulcano e provoca una pressione sufficiente a sollevare il suolo. È un evento normale nella maggior parte dei vulcani che si preparano a eruttare, ma non ci sono regole che spieghino quanto un vulcano debba gonfiarsi prima di eruttare.

Grimsvotn è un candidato molto probabile ad avere una grande eruzione esplosiva nel prossimo futuro. È abbastanza potente da avere impatti sull’Europa e intorno all’emisfero nord. Un’altra grande eruzione esplosiva, come quella del 2011, potrebbe limitare seriamente il traffico aereo se il vento conducesse la cenere verso l’Europa. Naturalmente, bisognerebbe considerare anche l’impatto diretto della cenere sulla vita quotidiana in Islanda.

L’eruzione del Laki

Nel 1783, in Islanda, si è verificata un’eruzione lungo la linea di fessura del Laki, che fa parte del sistema vulcanico di Grimsvotn. L’eruzione della fessura vulcanica del Laki nel sud dell’Islanda è considerata da alcuni esperti come la più devastante nella storia dell’Islanda, causando la più grande catastrofe ambientale, sociale ed economica dell’isola: morì il 50-80% del bestiame dell’isola, che portò una carestia responsabile della morte di un quarto della popolazione islandese. Il volume di lava eruttato fu grande: quasi 15km³, il secondo più grande mai registrato sulla Terra nello scorso millennio.

L’impatto dell’eruzione fu enorme e si estese ben oltre l’Islanda. Le temperature globali si abbassarono, con raccolti mancati e carestia in Europa a causa di milioni di tonnellate di anidride solforosa e nubi di acido fluoridrico rilasciate nell’emisfero nord. Ma un’altra eruzione nello stile e dalle dimensioni del Laki è improbabile nel corso della nostra vita. I principali effetti globali nel prossimo futuro saranno grandi nubi di cenere che possono alterare il traffico aereo, colpendo l’economia mondiale.

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