La caccia alla vita su Marte è il motore della ricerca spaziale: il pianeta “sarà l’avamposto per esplorare Giove e Saturno”

Tante missioni, sonde e lander su Marte alla ricerca di vita: il Pianeta Rosso sempre più al centro dell'esplorazione spaziale

Un gran numero di sonde, lander e rover è stato inviato o sarà presto inviato su Marte, diventato ormai uno degli obiettivi più importanti dell’esplorazione spaziale che punta non solo a riportare l’uomo sulla Luna ma anche oltre. A muovere la ricerca spaziale sul Pianeta Rosso in questo momento è la ricerca della vita, missione in cui è impegnato il rover Perseverance della NASA, giunto su Marte il 18 febbraio scorso. Nei sogni del miliardario Elon Musk, fondatore di SpaceX, c’è anche una colonia umana sul Pianeta Rosso che, in questo modo, diventerebbe un avamposto per l’esplorazione di altri pianeti, come Giove e Saturno e le loro lune che sotto i ghiacci nascondono oceani.

E’ lo scenario presentato nel seminario organizzato dalla Commissione Aerospazio dell’Ordine Ingegneri di Roma e Provincia in collaborazione con Thales Alenia Space Italia, Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enea e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). “Su Marte si sta facendo tanta ricerca e il motore e’ la caccia alla vita“: se in futuro si dovessero scoprire resti di vita fossile su Marte “sarebbe la piu’ grande scoperta scientifica di tutti i tempi“, ha detto la responsabile dell’unita’ Volo umano e sperimentazione scientifica dell’Asi, Barbara Negri.

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Credits: NASA/JPL-Caltech/USGS

Le tracce di quelli che sono stati probabilmente antichi fiumi che scorrevano sul pianeta, “ci parlano di un passato in cui Marte era caldo e umido”, ha detto Roberto Orosei, dell’Inaf, fra i protagonisti della scoperta di una rete di laghi di acqua salata nel sottosuolo marziano. “L’idea nuova che si sta facendo strada – ha aggiunto – e‘ che Marte sia stato umido solo per tempi limitati, come i periodi di forte attivita’ vulcanica nei quali i gas serra facevano alzare la temperatura“: e’ uno scenario diverso da quelli ipotizzati finora, ma “fa comunque di Marte un candidato alla vita“, ha osservato.

L’ipotesi che sta diventando prevalente e’ che alcuni pianeti abbiano le condizioni della vita, ma che poi si evolvano fino a diventare ostili, portandola all’estinzione. “L’universo – ha osservato Orosei – sarebbe pieno di pianeti come Marte, nei quali la vita si sviluppa e muore”.

Nel frattempo si raccolgono indizi sulla vita passata di Marte: non solo le tracce dell’acqua che un tempo scorreva sulla superficie ma le molecole organiche che sono i principali ingredienti della vita, come quelle di zolfo, azoto, ossigeno, fosforo e carbonio, ha detto Francesca Esposito, dell’Osservatorio Capodimonte dell’Inaf. “Marte e’ stato abitabile in passato e potrebbe esserlo ancora oggi”, ha aggiunto.

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