Vaccino AstraZeneca, EMA: “Sì alla seconda dose, effetti collaterali gravi in un caso su 100 mila”

Nuovo aggiornamento dell'EMA sul vaccino AstraZeneca: l'agenzia raccomanda di somministrare la seconda dose tra 4 e 12 settimane dopo aver somministrato la prima in linea con le informazioni sul prodotto

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Il comitato dell’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) ha raccomandato di continuare a somministrare la seconda dose di Vaxzevria, il vaccino sviluppato da AstraZeneca contro il virus SARS-CoV-2, tra 4 e 12 settimane dopo aver somministrato la prima in linea con le informazioni sul prodotto. “Il comitato ha preso in considerazione le raccomandazioni di somministrare la seconda dose di Vaxzevria dopo un intervallo piu’ lungo delle 4-12 settimane raccomandate, di non somministrare affatto una seconda dose o di somministrare un vaccino a mRNA come seconda dose”, spiega l’agenzia in una nota. “L’esposizione e il tempo di follow-up non sono stati sufficienti per determinare se il rischio di coaguli di sangue con basse piastrine dopo una seconda dose differira’ dal rischio dopo la prima dose. Al momento non ci sono dati o sono limitati per modificare le attuali raccomandazioni“, continua l’EMA.

vaccino AstraZeneca
Foto di Matteo Bazzi / Ansa

Il vaccino AstraZeneca “e’ efficace nel prevenire ricoveri, ricoveri in unita’ di terapia intensiva e decessi dovuti al Covid-19. Gli effetti collaterali piu’ comuni sono generalmente lievi o moderati e migliorano entro pochi giorni. Gli effetti collaterali piu’ gravi sono casi molto rari di coaguli di sangue insoliti con piastrine basse, che si stima si verifichino in 1 su 100 mila persone vaccinate. Le persone, se hanno sintomi, dovrebbero cercare assistenza medica“.

“I dati disponibili in tutta l’Ue non sono sufficienti per fornire ulteriore contesto sui benefici e sui rischi in relazione al sesso” e dunque per confermare o smentire la potenziale maggiore esposizione della donne ai casi di trombosi. “Il rapporto rischi-benefici del vaccino di AstraZeneca rimane positivo per gli adulti in tutte le fasce d’eta’. I benefici della vaccinazione aumentano con l’aumentare dell’eta’ e dei tassi di infezione“, aggiunge l’EMA.

Non sappiamo quale sia il meccanismo che c’è dietro alle trombosi rare rilevate in persone che hanno ricevuto le dosi di Astrazeneca, e di Johnson&Johnson, il fatto che si siano verificate in due vaccini ad adenovirus porterà a una valutazione sull’ipotesi che altri vaccini ad adenovirus, come Sputnik V possano avere gli stessi effetti collaterali”. Lo ha detto il responsabile della task force sull’analisi dei dati Peter Arlett rispondendo alla domanda di un giornalista se l’EMA si aspetta lo stesso problema di trombosi rare con il vaccino russo.