Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

La nona puntata dell'avventura di MeteoWeb tra geofisica e letteratura: la Divina Commedia di Dante Alighieri analizzata con l'occhio della scienza

L’ormai consueto appuntamento con il viaggio di MeteoWeb nei cunicoli più nascosti della Terra guidati dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, giunge oggi al suo nono appuntamento. In questa puntata, attraverso la quale come sempre ci guideranno il sismologo prof. Giuliano Panza e la prof. Rita Zoccoli, attraverseremo l’Inferno, parleremo di grandi pensatori del passato, ma anche di Umpty Dumbty, per poi tornare tra le viscere del nostro pianeta, teatro vero e proprio del nostro racconto, che ha già visto otto precedenti puntate, consultabili cliccando sui link a margine dell’articolo.

Ecco di seguito la nona puntata:

Uno dei Dialoghi Minori

Si tratta di un dialogo tra il filosofo Socrate, l’Alchimista Merlino, il Laputiano(9) Simplicio, sul tema dei vulcani.

Socrate Puoi dirmi, Simplicio, perché i vulcani eruttano, visto che ne abbiamo molti da queste parti?

Simplicio Volentieri, mio caro Socrate, ho riflettuto a lungo su questo argomento. Hai mai visto un maiale sgozzato?

Socrate Oh, sì. 

Simplicio Quindi hai visto il suo sangue sgorgare in spruzzi color cremisi.

Socrate Sì, ma questo è perché il cuore continua a pompare  fluidi attraverso strette arterie o vasi sanguigni.

Simplicio Proprio così, Socrate. 

Socrate Mi stai dicendo che la Terra ha un cuore? Certamente questo è troppo. 

Simplicio Ma il druido Lovelock(10) ci ha detto che è proprio così.

Socrate Lovelock? Che strano nome. Perché si chiama così? Tutti gli abitanti di questa terra hanno nomi del genere?

Simplicio Sono un popolo strano. Uno dei colleghi di Merlino si chiama Onions (Cipolle). Molti druidi prendono il nome da quello che fanno: Fabbri, Impagliatori, Tessitori, Venditori. Lovelock è colui che ha congelato l’essenza di un uomo, in modo che possa essere utilizzata in seguito.

Socrate Oh, capisco, serratura d’amore. Ma cosa dice della nostra dimora planetaria?

Simplicio Dice che la nostra dea madre Gaia è la Terra e che essa vive e respira.

Socrate Ah, capisco. E il cuore di Gaia è collegato con tubi stretti a ogni vulcano.

Simplicio Proprio così.

Merlino Deve essere proprio così, dal momento che i vulcani eruttano questa essenza pura: che è di Gaia.

Socrate Ma come si può dire che è pura essenza?

Merlino Perché contiene pezzi di ferro, erba, aria, acqua e minerali.

Socrate Ma non è ciò che l’animale ha mangiato e respirato? Non è che si tratta semplicemente del materiale riciclato di cui l’animale vive?

Merlino Ebbene, Socrate, è molto più puro rispetto agli altri fluidi che escono da un maiale sgozzato, quindi deve essere l’essenza primordiale.

Socrate Sia come sia, dimmi Simplicio, hai un fiasco di vino fatto di pelle di capra?

Simplicio Sì ce l’ho, Socrate.

Socrate E che cos’è che trattiene il vino all’interno dell’otre ?

Simplicio Mi stupisci, Socrate. Perché, di sicuro, è la robustezza della pelle di capra che lo trattiene.

Socrate E che cosa succede se si fora la pelle di capra?

Simplicio Il vino uscirà dal buco.

Socrate E vuoi dire che il cuore dell’otre pompa fuori il vino?

Simplicio No, non direi. La pelle di capra non ha il cuore. Il vino scorre fuori perché c’è un buco. E questa è la natura del vino.

Socrate Proprio così. E se si pompa il vino nell’otre, che cosa succede?

Simplicio La pelle di capra si tende.

Socrate Poi?

Simplicio Scoppierà e il vino si verserà fuori.

Socrate Vuoi dire che il vino può effettivamente rompere l’otre?

Simplicio Sì, suppongo che possa. Vino forte.

Socrate Ora, quando si fora un otre, dal foro esce un sottile flusso di vino?

Simplicio Certamente sì.

Socrate Ed è perché c’è un flusso ristretto di vino che scorre dal cuore dell’otre?

Simplicio No, certo che no. Il vino scorre da ogni parte dell’interno verso il foro.

Socrate E quanto in alto arriverà il getto?

Simplicio Oh, non molto lontano. Una spanna al massimo.

Socrate E che mi dici a proposito del sangue del maiale sgozzato?

Simplicio Oh, che sgorga a diversi cubiti. E’ divertente da guardare.

Merlino Sì, davvero!

Socrate E perché schizza così in alto?

Simplicio Perché viene dall’interno  del maiale, pompato dal cuore, come dici tu.

Socrate E nel caso del vulcano, la roccia fusa non è più leggera della roccia solida?

Simplicio Infatti.

Socrate E quanto in alto arriva?

Simplicio Alla cima del vulcano.

Socrate E per caso il nostro amico Archimede non ci ha detto a quale altezza può risalire un liquido, se ne ha la possibilità?

Simplicio Mi ricordo il pazzo che attraversa le strade nudo, gridando “Eureka!”

Socrate Sì, ciò è accaduto quando ha fatto la sua grande scoperta in bagno. Nerone non ne era contento.

Merlino No. L’Imperatore era nudo(11)

Simplicio Credo che questo sia ciò che Socrate intende.

Socrate A quale altezza credete che la lava fluirebbe se provenisse dal centro della Terra e fosse sotto pressione?

Merlino Io non faccio i calcoli. Sono troppo occupato con i miei fluidi e le mie essenze. Simplicio è il Laputiano. Come altri Laputiani non ha buon senso, ma può pensare in modo astratto.

Simplicio Grazie Merlino. Ho appena fatto il calcolo. Immagino che i vulcani avrebbero la forma di coni pitagorici, raggiungerebbero un’altezza di 3 milioni di cubiti e alla base sarebbero vasti come la Grecia.

Socrate Non credo che i vulcani siano così grandi.

Simplicio Non lo sono? 

Socrate Quello sulla costa orientale dell’isola dei Ciclopi e delle vergini Vestali è alto solo 3000 cubiti.

Simplicio Non lo sapevo.

Socrate Quindi, quanto dovrebbe essere spesso un otre per avere una tale tumefazione?

Simplicio La pelle della Terra, se è questo che vuoi dire, sarebbe spessa come la distanza che puoi percorrere in tre giorni di cammino con le tue capre, se tu potessi  andare dritto verso il basso. Molto, ma molto più profondo del pozzo di Siene. Dovresti arrivare fino al fiume Acheronte.

Socrate Quindi questa pelle, se perforata o stiracchiata, potrebbe consentire la fuoriuscita della lava che formerebbe i vulcani che vediamo?

Simplicio Io faccio i calcoli. Io non mi guardo attorno. Non so che cosa sia un vulcano. Ma, sì, se lo dici tu, Socrate.

Merlino Ma cosa dici a proposito della pura essenza che è contenuta nei vulcani?

Socrate Alludi all’acqua di mare, ai detriti, ai frammenti di crosta?

Merlino Beh, sì. Ma prima  di sapere che era acqua di mare e detriti e frammenti di crosta, abbiamo pensato che fosse pura essenza, dato che era diversa dalle rocce che c’erano su Atlantide.

Socrate Dimmi, Merlino, quando tu scavi un pozzo, bevi la prima acqua che sgorga?

Merlino Ovviamente no. E’ piena di acqua di mare, detriti e frammenti di crosta.

Socrate Questo non significa forse che quello che tu chiami “essenza” proviene dalla parte superficiale della Terra?

Merlino Certamente.

Socrate Hai mai sentito sapore di acqua pura alla prima apertura di un pozzo?

Merlino No.

Socrate E quando bevi vino da una brocca, non bevi fino all’ultima  goccia?

Merlino No, perché lì c’è depositato il fondo del vino.

Socrate Ma non ti è dispiaciuto bere il vino?

Merlino No, i residui sgradevoli ed amari sono rimasti sul fondo; anche dopo aver agitato il fiasco, sono andati di nuovo sul fondo. Nessun problema.

Socrate Quindi, penso che ora capiamo i vulcani. I vulcani non sono come i maiali scannati, il cui sangue esce dal cuore attraverso i vasi stretti dell’animale. Sono come fiaschi di vino, brocche e pozzi, dove i primi sorsi sono diversi da quelli centrali e da quelli finali. Il fiasco e la brocca contengono il vino. Abbiamo bisogno soltanto di un’apertura o di una falla per svuotare il recipiente.

Merlino Meravigliosamente espresso, credo, Socrate.

Simplicio Qualcuno ha visto mia moglie?

*    *    *

Basalti

Basalto, il Diavolo nero
Prorompe dal più profondo dell’Inferno.
                                                 Goethe, 1788

I basalti, le scure rocce a grana fine che fuoriescono dai vulcani e che inizialmente appaiono come fiumi color cremisi, si distribuiscono in maniera incredibilmente uniforme in tutto il mondo. Quelli che affiorano sulla dorsale medioceanica sono leggermente più poveri in elementi propri dei continenti, rispetto a quelli che passano attraverso la crosta alle Hawaii, alle isole di Pasqua, all’isola Pitcairn e in Islanda. I moderni alchimisti si servono di sensibili spettrometri di massa e possono annusare le differenze tra i diversi “odori” di basalti. Come gli antichi alchimisti dividevano il mondo in cinque elementi – terra, acqua, fuoco, aria e quintessenza – così i geochimici moderni riconoscono cinque “essenze” o “profumi” nei basalti, che hanno nomi senza senso – M1, M2, HIMU, DUM e FOZO (o C oppure Q)(12) – ma che in realtà sono pezzi di sabbia, detriti, liquidi e gas. I basalti possono inquinarsi, proprio come l’acqua di pozzo, ed è compito degli alchimisti catalogarne il grado di contaminazione. Un tempo si credeva che alcuni di questi detriti fossero materia primordiale, proveniente dalle profondità più remote della Terra. La scoperta della Materia Primordiale è una piuma sul cappello, un Pennacchio (Plume) sul berretto. Una volta messo lì, non può più essere portato via.

Filosofia della Scienza

La filosofia è un tentativo straordinariamente ingegnoso di
pensare in modo fallace.
                                                        Bertrand Russell

Dante e Virgilio incontrano Socrate, Platone e Aristotele nel Limbo, luogo in cui risiedono i filosofi, insieme con Adamo, Noè, Mosè, Davide e Salomone.

Mio figlio era uno specializzando in filosofia presso l’Università di California a San Diego. Quando era matricola, mi diede la copia di un libro del filosofo Paul Feyerabend, che aveva prodotto una cerchia di seguaci. A prima vista sembrava un libro contro la scienza. In effetti Feyerabend vi affermava che non esisteva alcun metodo scientifico. Gli scienziati non gli hanno dato peso, ma i filosofi della scienza erano indignati, perché protettivi nei confronti del loro settore che sanno essere razionale, sistematico, organizzato e circondato da generale consenso. Non ho capito o apprezzato la filosofia di Feyerabend per molti anni.

Feyerabend nel suo saggio Contro il Metodo sostiene che la filosofia non è in grado di fornire una spiegazione razionale per la scienza, poiché non vi è nulla di razionale da spiegare; ha cercato inoltre di dimostrare che non vi è alcuna logica nella scienza. Gli scienziati creano teorie scientifiche e vi aderiscono per ragioni che sono soggettive e persino irrazionali. Essi, come tutti, possono e devono fare tutto il necessario. Per progredire “può andar bene qualsiasi cosa!” Feyerabend una volta osservò che il modello sociopatico del cambiamento scientifico formulato da Kuhn si applicava bene alla criminalità organizzata. Una volta ha paragonato la scienza al voodoo, alla stregoneria e all’astrologia. Talora i filosofi della scienza maltrattano la terra che li genera.

Feyerabend, insieme a Kuhn e Lakatos, ha sostenuto che le teorie e i paradigmi procedono sempre in un oceano di anomalie e confutazioni apparenti. Gli scienziati in genere non rinunciano alle loro teorie quando fanno previsioni sbagliate. Paul

Umpty Dumpty ovvero l’Uovo Cosmico, la candela-pennacchio che si estende nella coda del Gatto del Cheshire, riflesso nello specchio di Alice.

Feyerabend è considerato da alcuni come il Bad Boy, l’Anarchico, tra i Filosofi della Scienza. Altri pensano che sia semplicemente un dadaista irriverente, non un vero e proprio anarchico. La prima metà di questo mio libro sostiene la tesi di Feyerabend.

Altri filosofi vedono Feyerabend come una sorta di buffone di corte, un ruolo non contestato da lui. I suoi libri sono Addio alla Ragione e Ammazzando il Tempo.

Secondo Feyerabend gli scienziati si aggrappano alle loro teorie preferite non per ragioni razionali o scientifiche, ma per motivi estetici, di gusto, metafisici, religiosi, dogmatici o di pura testardaggine. Alcuni preferiscono le motivazioni di Susan Blackmore: l’amore, il potere, il piacere, il sesso …

L’Uovo Cosmico emerge dal Caos Primordiale. Il Neutronio, materia ed energia compressa, sulla spalla del gatto del Cheshire.

In breve, Feyerabend non crede che ci sia un metodo scientifico o che la scienza sia governata dai fatti e dalla logica. Dice che “può andar bene qualsiasi cosa!” Si possono trovare esempi in tutta la Storia della Scienza, in particolare delle scienze della Terra, nei quali si deve ammettere che questo Bad Boy potrebbe essere nel giusto. Questo aspetto è molto più evidente nel dopo-caduta, rispetto a quando si sta gioiosamente alla guida del carrozzone.

I libri su Il Metodo Scientifico o Filosofia della Scienza  non contengono sezioni di satira, umorismo, parodia, ridicolo, prestigiatori, Cavalli di Troia, coincidenze, Vaglio dei Pari, sesso, potere, testardaggine, miti o metafore. In questo mio libro, invece, ci saranno.

INTERMEZZO

Nella straordinaria traduzione dell’Inferno di Dorothy L. Sayers, pubblicata da Penguin Classic, l’autrice premette settanta pagine di introduzione, ricche di informazioni generali e propedeutiche, presentate allo scopo di mettere in condizioni il Lettore di intraprendere il viaggio dantesco.

Alcuni Lettori si chiedono perché debbano essere informati sul contesto storico e sociale, i miti, i giganti, i dogmatismi, le metafore e la cosmologia, prima ancora di arrivare al Libro Primo della grande Commedia. Si chiedono perché vengano introdotti ed analizzati gli Antichi – poeti e filosofi – gli Alchimisti, le parole attinenti all’Oltretomba. Questi Lettori possono andare direttamente all’INFERNO, cioè al Libro Primo di La Commedia di Dante Alighieri.

LIBRO PRIMO 

ALLA SCOPERTA DELLA TERRA

PARTE PRIMA: trucchi del mestiere

Il corso della Scienza. Regole per decidere quando un dogma non può essere giusto. Perché si dovrebbe assaporare il paradosso. Trucchi del mestiere. Come pensare in grande.

Le grandi intuizioni relative alle Grandi Questioni della Scienza non sono prerogativa di scienziati razionali in camice bianco che applicano il Metodo Scientifico, mentre i loro colleghi dalla mentalità aperta attendono con ansia la Risposta. Le domande sull’origine dell’Universo, l’origine della Terra, l’origine della Vita e la Natura delle Cose non fanno parte della scienza ordinaria. Questo tipo di scienza richiede tipi di persone diversamente dotate – Prestigiatori e Scienziati Straordinari – e diversi strumenti – giochi di prestigio, satira, ridicolo, testardaggine e congetture. L’opposizione utilizza semantica, vaglio dei pari, satira, ridicolo, opinione comune ed etichette per proteggere lo status quo. Le opinioni nuove sono create basandosi su paradossi, coincidenze ed errori del vecchio sistema. Le nuove scoperte devono trionfare, non solo sulla Natura, ma sul Sistema. La verità non solo è sfuggente, ma raramente riconosciuta, in particolare quando si erge, palese, di fronte a noi.

Satira, Ridicolo e Parodia

Le loro armi sono l’ironia, la satira, il sarcasmo, il
ridicolo. I loro bersagli sono finzione, presunzione, conformità,
incompetenza … i loro obiettivi sono ovunque e vanno
moltiplicandosi come Puffi.
                                                          Jon Winokur
                                              Il Bisbetico portatile

“Mi dispiace, il mio karma si è scontrato con il vostro
dogma”
                                                             Anonimo

Satira, ridicolo, ironia e parodia non compaiono tra i peccati nell’Inferno. I peccati più lievi, quelli dell’Alto Inferno, sono l’ignavia, la lussuria, la gola e l’avarizia. Adulatori, ipocriti, ladri e falsari sono peccatori gravi, condannati per l’eternità nell’Abisso del Basso Inferno.

Non si dovrebbe essere ignavi o ipocriti. Uno non dovrebbe essere un ladro o un falsario. Questo è il Credo degli Apostoli della Scienza, questi sono i requisiti minimi di uno scienziato, ma uno Scienziato Eccezionale esige molto di più.

Samuel Johnson ha definito la satira “una poesia in cui viene censurata la malvagità o la stoltezza”. La satira, cantata e recitata si trova ovunque l’ingegno sia usato per mettere alla berlina qualcosa di sciocco o di vizioso.

I grandi autori satirici spesso hanno scritto sotto altri nomi. Eric Arthur Blair ha scritto romanzi satirici ferocemente irosi come “La fattoria degli animali” e “1984”. A noi è noto come George Orwell. François-Marie Arouet combatté contro la tirannia, il fanatismo e la crudeltà. Il suo nom de plume era Voltaire. Fu imprigionato alla Bastiglia ed esiliato in Inghilterra.

La satira è stata a lungo utilizzata come arma contro la boria e la radicata chiusura di pensiero, ma anche contro le nuove idee scientifiche. I nemici di solito sono rappresentati da politici e da dittatori. A volte sono le debolezze della società stessa ad essere prese di mira dalla satira. La scienza e il pensiero razionale una volta erano in leale competizione, ma la scienza è diventata più astratta e, appena le “due culture” si sono allontanate, scrittori e fumettisti hanno rivolto la loro attenzione altrove. I politici sono così vulnerabili e gli scienziati sono così lontani dall’adeguare il loro linguaggio anche allo scrittore più colto, che tocca agli scienziati vigilare e satireggiare se stessi.

Satira e sarcasmo hanno sempre giocato un ruolo importante nell’interazione tra poeti, politici, critici, drammaturghi e l’arroganza dilagante. Gli scienziati non ricevono, da altre parti della intellighenzia creativa, la satira critica che meritano, ma ricevono più attenzione di quanto vorrebbero da parte degli  stereotipisti saccentoni di Hollywood.

Viaggio a Brobdingnag

Jonathan Swift, nato a Dublino nel 1667, si unì ad un club letterario, impegnato a scrivere satire che denunciavano vari abusi didattico-scientifici. I contributi di Swift divennero I Viaggi di Gulliver, un capolavoro scaturito dall’incarico affidato a Swift da parte del suo club. Il tema assegnato a Swift era quello di satireggiare le stoltezze e i vizi di uomini dotti, dotati di moderna cultura scientifica, schernendo, in particolare, i numerosi e popolari volumi che descrivono viaggi in terre lontane, i famigerati libri di viaggio. 

A questo proposito Swift e Cervantes avevano obiettivi simili. Le loro satire sono state riassunte e adattate, divenendo libri di successo per bambini. Analogamente il Mago di Oz è un ottimo libro di satira, ma anche di divertimento. I prestigiatori divulgano le loro idee fra il pubblico con mezzi non convenzionali. Dante fu maestro in questo: l’Inferno contiene ironia e sottile satira.

Swift non solo fa la parodia dei libri di viaggio, ma attacca i vizi più evidenti dell’uomo, dando concretezza a concetti astratti. Infatti le idee sono da lui metamorfizzate in esotiche creature grottesche. Abitudini assurde sono rappresentate da oggetti assurdi. Ciò che è familiare, diventa nuovo e sorprendente: infatti siamo costretti a osservare ciò che è familiare e a pensarlo in una nuova prospettiva. Il progresso nella scienza a volte richiede questo tipo di azioni traumatiche, ma nel mondo aristocratico della ricerca scientifica gli strumenti della satira e della parodia sono utilizzati raramente (eccetto in recensioni anonime di proposte presentate per ottenere finanziamenti o di articoli scientifici presentati per la pubblicazione).

A volte è importante fare marcia indietro e riesaminare le cose che di solito diamo per scontate. Gulliver è il tipo di interlocutore ingenuo, che ha una lunga storia nella letteratura occidentale. 

Socrate si propose come uno in grado di far cadere altri filosofi in trappole logiche.

Swift attacca arroganza, ipocrisia e disonestà, inducendo gli uomini a ridere delle loro assurdità. A volte nella scienza il progresso viene bloccato, perché una cosa assurda viene considerata come se fosse una idea nuova – un’onda, un movimento, un modo di essere, una nuova forza, una tensione, una struttura. Le onde luminose sono vibrazioni, che viaggiano nel nulla. Il calore è una vibrazione, non è un fluido. L’universo si espande e accelera a causa di una nuova forza o rallenta a causa di invisibili oggetti oscuri? Il verdetto è ancora incerto. Il magma irrompe attraverso la roccia e forma vulcani, a causa di sforzo e pressione, non perché venga spinto da qualcosa d’altro. Ma le persone si sentono più a loro agio con oggetti – anime, angeli, UFO, etere … – anche se a volte la fede è il sostituito per oggetti che trascendono la nostra comprensione. A volte, quando moltiplichiamo le ipotesi e gli oggetti, finiamo anche col moltiplicare problemi e paradossi.

La terra di Laputa, scoperta da Gulliver, è la più significativa denuncia di ridicolo per la scienza. Si tratta di un’isola volante, abitata da una razza di visionari privi di senso pratico. Gli uomini di Laputa sono perennemente occupati a riflettere su scienza e matematica. I Laputiani passano il loro tempo ad ascoltare la musica delle sfere celesti e a lodare le loro donne in termini geometrici. La loro principale e costante preoccupazione è che il sole si spenga. I mariti laputiani sono così assorbiti in calcoli matematici e considerazioni musicali, che non sanno che le loro mogli sono adultere.

I Laputiani sono filosofi speculativi e razionalisti, ma sono squallide frane – come filosofi, come logici e come uomini. Sono dediti alle più eteree delle discipline astratte – musica e matematica – ma non sono in grado di suonare o calcolare correttamente e sono degli incompetenti nelle questioni pratiche. Swift lascia quindi intendere che l’astratto orgoglio intellettuale è immorale. Il nome Laputa deriva dallo spagnolo e significa “la puttana”. Martin Lutero definì la ragione in modo iroso: “Quella Grande Prostituta, la Ragione!”, in quanto la ragione continuava ad essere usata per negare la fede. Lutero approverebbe le recenti tendenze, nel campo della fisica, nei confronti della fede e di Dio.

Swift fece la parodia della Royal Society, sbeffeggiando la sua predilezione per il concreto linguaggio tecnico e per il suo amore nei confronti dei diagrammi matematici e pseudo-matematici. La satira di Swift ci coglie di sorpresa, ingrandisce, miniaturizza e ci costringe a vedere il mondo in una nuova luce. Swift è un prestigiatore-illusionista.

Swift e Cervantes posero fine entrambi, temporaneamente, alle professioni che avevano ridicolizzato, così come Lavoisier pose fine al flogisto.

Il Don Chisciotte fu scritto con intento parodistico nei confronti dei libri sui cavalieri erranti, libri che a quel tempo inondavano l’Europa, quanto fanno oggi i romanzi rosa. Cervantes ridicolizzò a tal punto quel genere letterario, da farlo scomparire dalla scena. A volte il ridicolo è l’unica soluzione per sradicare la boria e i luoghi comuni. A volte si tratta di giostrare con i mulini a vento.

“… Don Chisciotte della Mancia, abbandonando le indolenti piume, montò sul suo famoso cavallo Ronzinante …” 

Jonathan Swift vide il suo ruolo in tal modo:

Come una visione del mondo progettato
per curare i vizi dell’umanità:
la sua vena, ironicamente severa,
smascherò lo sciocco e frustò il furfante.

Gulliver e Don Chisciotte furono i messaggeri di Swift e di Cervantes; smascherarono il buffone e frustarono il furfante. “Donchisciottesco” è un termine giunto fino a noi con il significato di “impresa persa in partenza o senza speranza”, ma il genere letterario bersagliato da Cervantes sparì presto dalla scena, anche se i mulini a vento continuarono a girare.

“Erano otto anni che si dedicava al progetto di estrarre raggi di
sole dai cetrioli e chiuderli in fiale sigillate ermeticamente, da cui si
dovevano far uscire per riscaldare l’aria nelle stagioni crude ed
inclementi”.
                                                         “Viaggio a Laputa”
                                                           I viaggi di Gulliver

Pseudonimi (Noms de plume)

Gulliver scopre l’isola volante di Laputa

Jonathan Swift era membro di un club, un gruppo di ricerca, il Martinus Scriblerus, composto da Arbuthnot, Swift, Gay, Parnell, Congreve, Lord Oxford, Atterbury e Pope. Questi personaggi si radunavano nelle sale di Arbuthnot presso Palazzo St. James, a Londra, trascorrendovi le serate. C’è qualche dubbio circa la paternità della produzione di questo circolo di scrittori. Può essere divertente, se non utile, sapere che to plume significa, tra le altre cose, scarabocchiare. Un pennacchio, naturalmente, è una penna o una piuma e significa anche pavoneggiarsi. Martinus Scriblerus è uno pseudonimo (nom de plume).

Swift ha scritto in Una fiaba di un mastello: “Ma non divagare ulteriormente nel bel mezzo di una digressione, come fanno alcuni autori, che incapsulano una digressione dentro l’altra, come scatole cinesi … “

Si ricorda, prego (altra digressione), che i Laputiani credevano in isole volanti, il che è contrario alla visione corrente secondo cui le isole sono le uniche parti del nostro mondo che non si muovono.

*    *    *

Dialogo

DA Il mio cuore piange per Swift, che cercò di curare i vizi dell’umanità.

V Ha imparato molto dai nostri lunghi poemi.

DA Ora che ho imparato la metodologia scientifica, qual è il prossimo punto all’ordine del giorno?

V Verremo a conoscenza di una panoramica del nostro viaggio, proprio come si svolse nel Canto I dell’Inferno, ma impareremo  anche la scienza ordinaria e il suo opposto, e capiremo qualcosa sulle origini, che erano ancora più calde di quanto non sia la nostra meta finale. Vi incontreremo i frati Occam e Burnett e poi Newton e Kelvin con lo scopo di imparare come si fa a pensare, al fine di imparare a pensare.

DA Che dire della redenzione?

V Ne saremo informati su in Purgatorio, che gli studiosi hanno collocato nei pressi dell’isola di Pasqua. E’ in programma anche una lezione di geologia e perfino qualche polemica.

DA C’è molto da imparare e non abbiamo nemmeno iniziato!

*    *    *

Paradosso

pará – breve spazio accanto, di fianco a, vicino, fianco a fianco, oltre …
dóxa – opinione, credenza.

Che cosa è un paradosso, se non la verità contrapposta ai
pregiudizi del volgo, ignorato dalla maggior parte dell’umanità, la
quale è preclusa dal venirne a conoscenza per colpa
dell’inesperienza corrente? Ciò che è un paradosso per noi oggi,
sarà la verità dimostrabile per i posteri.
                                                                                  Diderot

Molto spesso è il paradosso che scuote le placche tettoniche della conoscenza.
                                                                                   Klein
                                                                    Conversazioni con la Sfinge:
                                                                   Paradossi in Fisica (p. 92)

Etienne Klein ha scritto un delizioso libello dal titolo Conversazioni con la Sfinge: Paradossi in Fisica, che ha dedicato a Don Chisciotte, Raymond Devos, Paul Valéry e Richard Feynman e a tutti coloro che hanno il coraggio di affrontare il vero in ciò che è strano e viceversa.

Klein fa notare che i paradossi sono parte integrante della scienza. Lungi dall’essere mostri ingombranti al punto da dover essere soppressi o abbandonati, i paradossi sono il carburante del progresso scientifico. La verità nella scienza, o quello che passa per verità, è quasi sempre un paradosso risolto o un errore rettificato.

Come Yin e Yang, Jekyll e Hyde, Tuideldum e Tuideldì, notte e giorno, paradosso e paradigma sono complementari, ma opposti, e si  eliminano reciprocamente. Un paradosso distrugge un paradigma, ma la sua sostituzione elimina il paradosso. Entrambi sono costrutti temporanei. Essi dipendono l’uno dall’altro, ma il successo di uno distrugge l’altro. Non vi è alcun ricordo di un paradosso, quando il paradigma, che da lui è nato, viene da lui distrutto. Un paradigma genera paradossi, che alla fine lo distruggono.

Un paradosso può segnalare una inadeguatezza del modo in cui ci
poniamo di fronte a una domanda, suggerendo così un approccio
diverso e più fecondo
                                                               Ferris
                                                               Coming of Age in the Milky Way 

Probabilmente non esiste un ramo della scienza in cui ci sono più paradossi che nei Modelli Standard sull’origine ed evoluzione della Terra. Chiaramente c’è qualcosa che non va. I paradossi servono molte volte a dimostrare l’infondatezza dei Modelli Standard, ma indicano anche la strada per la soluzione; questo è il paradosso dei paradossi. A volte abbiamo bisogno di prendere l’altra estremità del bastone, a volte non siamo in grado di vedere oltre, “né di essere noi pigmei sulle spalle di voi giganti,” perché stiamo guardando nella direzione sbagliata o perché la luce non è ancora giunta a noi. La parola paradosso, insieme a contro-intuitivo e inaspettato, contesta i testi dei professionisti del paradigma dominante – segno sicuro di un paradigma in difficoltà.

PARTE SECONDA: Il caldo, vecchio pianeta

Una volta che gli antichi gettarono le basi e ci diedero la lingua per dissertare sul Mondo Sotterraneo, i nostri progenitori e progenitrici misero a punto una visione del nostro mondo a forma di uovo. Dante diede un nome a ciascun guscio del modello-uovo, Bullen li ha identificati con lettere.

Impariamo come usare il Rasoio di Occam, per cogliere l’essenza delle cose. Raggiungiamo il vestibolo dell’Inferno per apprendere i fondamenti della Sacra Teoria della Terra. Viaggiamo nel tempo, da Newton e Burnet fino a Kelvin; ed infine guardiamo alla nascita della moderna scienza della Terra profonda.

Si afferma che la Terra, nel profondo, è calda, ma non mescola se stessa molto bene. Né lo fa una pentola di zuppa Campbell.

NOTE:

9.  Abitante dell’isola di Laputa, da J. Swift, “I viaggi di Gulliver”.
10.
 J.E. Lovelock, “La teoria di Gaia”.
11.
Si allude alla fiaba di H.C. Andersen, “Il re è nudo”, nota in Italia col titolo: “I vestiti nuovi dell’Imperatore”.
12. The Interdisciplinary Earth: A volume in Honor of Don L. Anderson, GSA, vol. 514, 2015.

Puntata 1: Dante Alighieri: un testo inedito potrebbe svelare un ‘segreto’ nascosto della Divina Commedia

Puntata 2: Dante Alighieri, Marco Polo e il ‘segreto nascosto’ nella Divina Commedia: quando letteratura e geofisica si incontrano

Puntata 3: Dante Alighieri e Alice nel Paese delle Meraviglie: la Divina Commedia riletta tra letteratura, fiabe e geofisica

Puntata 4: La Selva Oscura dell’errore e il Pianeta Patchwork: prosegue il viaggio geo-letterario nella Commedia di Dante

Puntata 5: Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

Puntata 6: Dante, la Terra, la Scienza e Don Vito Corleone: quando il viaggio nella Divina Commedia arriva fino ai tempi moderni

Puntata 7: Da Neruda ne ‘Il Postino’ alla Cosmologia, passando per il monte Olimpo: l’Italia di Dante in una morsa geologica

Puntata 8: Il vento, il terremoto e i vulcani: la Divina Commedia di Dante e i suoi incredibili risvolti sismologici e scientifici

Puntata 9: Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

Puntata 10: Ma lo sai su che pianeta vivi? La nascita della sismologia moderna e l’Inferno di Dante Alighieri

Puntata 11: La Creazione, la Terra e la sua formazione, l’Inferno di Dante Alighieri: qual è il nesso?

Puntata 12: Satana cadendo dal cielo raggiunge il centro della Terra, creando per reazione il monte Purgatorio: Dante Alighieri tra geologia e religione