Il 29 maggio 1953 avveniva la conquista dell’Everest

Fu il 29 maggio 1953 che il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay compirono un'impresa leggendaria: la conquista dell'Everest. Da allora il mito della vetta più alta del mondo non è mai svanito e ad oggi in oltre 7.000 sono riusciti nella scalata

La conquista dell’Everest, monte parte della catena dell’Himalaya che si trova al confine tra Cina e Nepal, avvenne il 29 maggio 1953, quando il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay raggiunsero la vetta del monte più alto del pianeta.
Un’impresa che rimase nella storia alpinistica e non solo perché sembrava che l’uomo non dovesse proprio riuscire a scalare il tetto del mondo mentre ad oggi la scalata è riuscita ad oltre 7.000 alpinisti.

La premesse e le altre spedizioni

everestNella data del 29 maggio 1953 per la prima volta venne calpestato il punto più alto del pianeta, che grazie alle nuove misurazioni (avvenute nel 2004 a cura dell’organizzazione italiana EvK2Cnr) sappiamo essere di 8.848 metri e non 8.840 metri come creduto al tempo della scalata.

Il più noto e discusso tentativo precedente è di certo quello compiuto da George Mallory ed Andrew Irvine, di cui sappiamo che arrivarono vicini alla vetta nel 1924, ma non riuscirono a tornate vivi dall’impresa.
Il primo approccio degli inglesi alla vetta era invece avvenuto nel 1921, quando l’Everest aveva vinto su 10 grandi spedizioni e 2 tentativi di scalata in solitaria.

cascate khumbuNel 1950 era avvenuta una svolta essenziale, la scoperta dell’approccio meridionale che proponeva l’attacco della salita dal versante nepalese, solo da poco tempo accessibile.
L’anno seguente era stata portata a termine la prima ascesa alle insidiose Cascate Khumbu, mentre nel 1952, la squadra svizzera guidata dal leggendario alpinista Raymond Lambert aveva percorso la ripida parete del Lhotse raggiungendo il colle sud. Con l’aiuto dello sherpa Tenzing Norgay, prima di tornare indietro, erano arrivati sulla Cresta sud-est a un’altezza mai raggiunta prima: 8.598 metri.

La spedizione britannica del 1953

edmund hillaryLe basi erano state poste e i tempi erano maturi per la spedizione degli inglesi che si apprestarono a sfruttare ogni possibile vantaggio, compreso l’ingaggio dello sherpa Tenzing Norgay.
La spedizione britannica del 1953, fu organizzata e finanziata dal Joint Himalayan Committee britannico, e avvenne sotto la guida di Sir John Hunt.
Fu un’impresa titanica che comprendeva oltre ai 15 alpinisti anche: 350 portatori, 20 sherpa e tonnellate di provviste e attrezzature necessarie a sostenere lo sforzo degli scalatori.

Si trattava di un’occasione da non perdere per il Regno Unito, l’ultima che sarebbe stata concessa da lì a un paio d’anni almeno. Il governo nepalese, infatti, dopo avere concesso per molti anni l’accesso al monte Everest dal Nepal solo agli inglesi, per i due anni seguenti aveva in programma altre spedizioni, che avrebbero escluso i britannici almeno fino al 1956.

monte everestTra il 26 e 27 marzo il gruppo arrivò a Tengboche, un villaggio nel Khumbu, nella zona nord-orientale del Nepal, dove i membri della spedizione rimasero fino al 17 aprile per prepararsi in vista della scalata vera e propria.

Il piano – come dichiarato da George Band – era di fare due tentativi verso la cima compiuti da una coppia di alpinisti con un eventuale terzo tentativo, se necessario. In questo tipo di spedizione il Leader sceglie le coppie che devono raggiungere la vetta in base al comportamento degli scalatori durante la missione.

L’allora trentatreenne Edmund Hillary era uno dei potenziali candidati con maggiore potenzialità di portare a termine la scalata, poiché le cime ghiacciate della Nuova Zelanda si erano rivelate un perfetto terreno di allenamento e l’alpinista aveva già ultimato altre 3 spedizioni himalayane in poco più di due anni ed era al massimo della sua forma fisica.

Hillary aveva, inoltre, anche ottenuto il rispetto della spedizione perché veniva riconosciuto come una persona che porta a termine gli obiettivi, come quello della scalata della Cascata di ghiaccio del Khumbu.

Non tutto andò come previsto, vi furono dei ritardi dovuti alle condizioni ambientali, ai problemi di ossigeno e a una generale disorganizzazione che ritardò l’arrivo al Colle sud che avvenne solo il 21 maggio. A quel punto i tempi erano strettissimi perché il monsone che avrebbe portato pesanti nevicate era previsto per i primi giorni di giugno.

percorso hillary everestIl piano di Hunt prevedeva che i primi a raggiungere la vetta fossero Evans, un neurochirurgo e Bourdillon, ex Presidente dell’Oxford Mountaineering Club, i quali raggiunsero la cima sud a 8.748 metri, fermandosi a soli 101 metri dalla vetta prima di esaurire le scorte di ossigeno.
Per non rischiare la vita decisero di tornare indietro, lasciando quindi spazio al tentativo di Hillary che fu affiancato da Tenzing, la cui partecipazione nelle intenzioni di Hunt doveva rappresentare un riconoscimento del contributo inestimabile degli sherpa a queste spedizioni.

Tenzing, inoltre, era il più esperto veterano delle scalate dell’Everest poiché aveva partecipato a ben sei salite sul monte dal 1935. Hillary, inoltre, si era sforzato di ottenere la migliore delle collaborazioni con lo sherpa.
La coppia partì da un campo più in alto rispetto a quello di Evans e Bourdillon e raggiunsero il vertice alle 9 del mattino, bloccandosi poi davanti a un pilastro roccioso di circa 12 metri.

La conquista dell’Everest

norgay- hillaryFu allora che Hillary si spinse tra il ghiaccio e la parete rocciosa per superare l’ostacolo che porta il nome di Gradino di Hillary.
La conquista dell’Everest avvenne il 29 maggio del 1953 alle 11 e 30 del mattino e dopo una formale stretta di mano i due si abbracciarono.
Rimasti sulla vetta per soli 15 minuti, scattarono delle fotografie, seppellirono alcuni dolci e piantarono una piccola croce in mezzo alla neve; allo scarseggiare dell’ossigeno si apprestarono dunque alla discesa.

Sul cammino del ritorno i due incontrarono il compagno di strada neozelandese George Lowe a cui Hillary rivolse una frase che rimase leggendaria: “Beh, George, l’abbiamo battuto questo bastardo!”.
Il trionfo dovuto alla realizzazione della leggendaria impresa si accolse già al rientro a Kathmandu, dove si mobilitò sia il mondo politico, sia la stampa nepalese e indiana che bramava di sapere chi dei due avesse toccato per primo la vetta.

Hillary, Tenzing e Hunt decisero di comune accordo di non rivelare chi fosse stato poiché: “Per un alpinista, non è importante chi mette il piede per primo. Spesso chi si sforza nella salita fa un passo indietro e lascia il suo partner arrivare in cima.
Il segreto venne conservato fino all’uscita della biografia dello sherpa, in cui con grande onestà Norgay rivelò che il primo a calpestare la vetta era stato proprio Hillary.

Yuichiro MiuraSebbene Hillary fosse convinto che raggiunto l’obiettivo l’interesse nei confronti dell’Everest sarebbe scemato, in realtà da allora, moltissime persone si cimentarono nella scalata riuscendoci in oltre circa 4000 occasioni.

I record poi si moltiplicarono, ad esempio: Reinhold Messner fu il primo a scalare la montagna da solo senza ossigeno nel 1980; la più giovane persona a riuscire nell’impresa fu il quindicenne statunitense Jordan Romero, nel maggio 2010; mentre nel 2013 l’ottantenne giapponese Yuichiro Miura divenne la persona più vecchia di sempre ad arrivare in vetta all’Everest.