I cerchi delle fate nel deserto della Namibia

Nel deserto della Namibia oltre 2000 chilometri sono ricoperti da quelli che vengono definiti "cerchi delle fate". Per la popolazione locale degli Himba sarebbero impronte di spiriti o soffi di draghi, ma per la scienza si tratta della competizione tra specie naturali

Nel deserto della Namibia vi sono migliaia di strani cerchi irregolari le cui origini sono rimaste a lungo ignote agli scienziati.
Oggi gli studiosi hanno svelato cosa si cela dietro il mistero dei cerchi delle fate, ma la spiegazione non ha assolutamente scalfito il fascino che questo fenomeno della natura ha sui viaggiatori di tutto il mondo, i quali continuano ad avvicendarsi anche adesso che il mistero non è più insoluto.

I cerchi delle fate nel deserto della Namibia

namibia mappaNel deserto del Namib sono migliaia i cerchi irregolari che spuntano dal manto erboso di un territorio sterminato e selvaggio che sembra essere stato colpito da numerosissime piccole bombe.

Si tratta di uno spettacolo della natura che gli scienziati hanno soprannominato come fairy circles cioè “cerchi delle fate”. Il diametro di questi cerchi varia tra i 2 e i 20 metri ed è rappresentato da zone che si mostrano prive di vegetazione, quindi all’apparenza sterili, ma circondate da anelli di erba alta.

Si sviluppano su una fascia di circa 2000 chilometri e si stagliano lungo il margine orientale del deserto meridionale della Namibia, dalla zona nord-est del Sudafrica all’Angola.

Sappiamo che vivono approssimativamente 24 anni ma in alcuni casi la loro durata è stata dimostrata fino a un massimo di 75 anni; la loro maggior concentrazione, invece, si trova all’interno della NamibRand Nature Reserve, un’area protetta situata a sei ore di auto dalla capitale Windhoek.

Ipotesi e leggende sui cerchi delle fate della Namibia

cerchi delle fate namibiaQuesto particolare fenomeno rappresentato dai cerchi delle fate in Namibia ha per lungo tempo affascinato e intrigato semplici visitatori così come attenti studiosi che si sono interrogati sulla loro origine.

La comunità scientifica si è spesa in numerose missioni di ricerca con la missione di spiegare le cause dell’insolito paesaggio e sono state numerose le teorie sorte intorno a questo mistero.
Alcuni hanno immaginato che le zone aride dei cerchi fossero generate da una sostanza sterilizzante presente nel terreno, dalla presenza di funghi o dalla diffusione di radici microscopiche. Secondo questa ipotesi poteva essere un espediente usato dalla natura della vegetazione per poter sfruttare la poca umidità disponibile.

Un’altra causa naturale congetturata era quella che riteneva che gli anelli di erba potessero essere stati creati di termiti, formiche o roditori.
Altri hanno immaginato che il fenomeno potesse essere causato dalla presenza di un gas tossico nel sottosuolo, il quale durante la sua risalita avrebbe annullato ogni forma di vita presente all’interno dei cerchi.

cerchi delle fateLe spiegazioni più fantasiose sono quelle che hanno pensato a possibili effetti collaterali di test segreti di tipo nucleare, altre si sono spinte fino ad affermare che potessero essere opera di extraterrestri sbarcati proprio nel deserto del Namib con le loro navicelle.

Le narrazioni più suggestive sono quelle delle popolazioni locali come gli Himba secondo i quali si tratterebbe di impronte di spiriti e divinità.
Un’altra antica tradizione locale, invece, spiega i cerchi delle fate con la presenza di un drago che dimorerebbe sottoterra e che sbuffando lascerebbe le tracce del suo passaggio proprio nei bizzarri anelli che attraggono visitatori entusiasti dell’apparente mistero.

Svelato il mistero dei cerchi delle fate

namibia cerchi fateDalla rivista Nature proviene la spiegazione di questo mistero: secondo i risultati pubblicati da un’accurata ricerca condotta sul campo da un’équipe di ricercatori dell’Università di Princeton, guidata dalla biologa Corina Tarnita, i cerchi delle fate sarebbero generati dalla competizione tra insetti e piante.

L’azione combinata delle colonie di particolari termiti (Psammotermes allocerus) che vivono nel sottosuolo e degli arbusti locali che cercano di svilupparsi in superficie. Questa interazione tra organismi naturali è dunque all’origine del fenomeno del quale non si comprende ancora a fondo il meccanismo di funzionamento e quello di auto-organizzazione ecologica.

cerchi fate namibSecondo il parere del biologo tedesco Norbert Juergens, del Biocenter Klein Flottbek dell’Università di Amburgo, gli insetti per sopravvivere nel sottosuolo si nutrirebbero delle radici delle piante emergenti dal terreno dopo la stagione delle piogge.
Con l’assenza delle radici, il suolo assumerebbe un aspetto più compatto e poroso, qui l’acqua piovana si conserverebbe negli strati più profondi del sottosuolo rimanendo a disposizione degli insetti che ne trarrebbero giovamento durante la stagione secca.

Quello che è certo, come affermato dalla scienziata a capo dell’equipe statunitense, è che le prime deduzioni delle ricerche “possono già fare piazza pulita di tante teorie strampalate e interpretazioni mitologiche”.