Il linguaggio della scienza dalla Torre di Babele alla Divina Commedia, dai Giganti a Dante Alighieri

La quindicesima puntata dell'avventura di MeteoWeb tra geofisica e letteratura: la Divina Commedia di Dante Alighieri analizzata con l'occhio della scienza

Il nostro viaggio attraverso la Commedia di Dante Alighieri letta in chiave scientifica prosegue sotto la sapiente guida del prof. Giuliano Panza, e con la collaborazione della professoressa Rita Zoccoli.

Ecco di seguito la quindicesima puntata della nostra avvincente avventura:

Newton e Burnet

Sono incline a pensare che due pianeti, che sono nello stesso
stadio evolutivo, non sono tanto diversi l’uno dall’altro, come lo
stesso pianeta non lo è da se stesso in diversi periodi della sua
esistenza.

                                       Thomas Burnet
                                       La Teoria sacra della Terra (1694) 

Thomas Burnet fu guidato dalla Sacra Scrittura, ma elaborò notevolmente il racconto frammentario narrato nella Genesi. Il frontespizio della Sacra Teoria mostra Cristo in piedi sulla sommità di una corona di globi, che rappresentano le varie fasi del nostro pianeta. La Terra caotica originale era “informe e vuota”, un miscuglio di particelle. Come Burnet ha tentato di rielaborare ed interpretare la Bibbia, così noi possiamo tradurre la metafora di Burnet in termini attuali. La Terra in fase di accrescimento era davvero un miscuglio di particelle, che costantemente colpivano e distruggevano la superficie e che venivano rimestate all’interno. Possiamo ancora vedere i resti del caos originario sulle superfici piene di crateri della Luna e di Mercurio. Successivamente il caos si strutturò, nel tempo, in una serie di lisci strati concentrici: la Terra perfetta del paradiso dell’Eden, un globo liscio senza peculiarità. Questa immagine riproduce la stratificazione gravitazionale ed è simile alla Terra di Jeffreys e Gutenberg.

Frontespizio di “The Sacred Theory of Earth” di Thomas Burnet

I primi sismologi avevano una visione unidimensionale del pianeta, formato da strati concentrici. La Terra primigenia, infatti, era coperta da un oceano di magma. Continenti e montagne vennero dopo. Nella cronologia di Burnet la Terra fu poi erosa da una grande inondazione, in punizione dei nostri peccati. Quando le acque si ritirano, resta la crosta fessurata della nostra attuale Terra, “un caotico e frantumato cumulo di corpi”. La Terra infatti è un mosaico di pezzi rotti e crepe gigantesche. Come predissero i profeti, la Terra di Burnet venne poi consumata dal fuoco e poi ridivenne liscia, per il precipitare di particelle, in ordine di densità, in strati concentrici. Vecchi pianeti freddi non “fanno geologia”,  né fanno montagne. I pianeti freddi e aridi non fondono, ma si bloccano come l’arrugginito Boscaiolo di Latta nel Mago di Oz.

 Burnet ammette che la pura ragione e l’osservazione possono ricostruire gli eventi del passato, ma che esse devono essere abbandonate quando si costruiscono i dettagli di un futuro non osservabile. “Benvenute, Sacre Scritture, oracoli di Dio” e, alla ragione “addio allora, cara amica, devo prendere un’altra guida … “. Anche Dante alla fine abbandonò la ragione per la fede nella sua visione del funzionamento dell’universo e sulla collocazione dell’uomo in seno all’ordine eterno. Virgilio lo guidò attraverso l’Inferno ed il  Purgatorio, ma la fede e Beatrice lo guidarono in Paradiso.

Newton e Burnet erano amici. Newton suggerì a Burnet che la topografia della Terra si fosse modellata nelle fasi iniziali della sua formazione dal caos primordiale e che non fosse stata scolpita dal diluvio di Noè. Burnet contestò l’ipotesi della Terra primordiale di Newton, secondo la quale tutte le caratteristiche essenziali della Terra si sono formate al momento della sua comparsa. Newton non esitava a invocare la mano di Dio “nei momenti più opportuni” e per integrare cause naturali.

Newton, il più grande di tutti gli eroi scientifici, si appellò alla Scrittura e al miracolo, contro Burnet, il teologo, che invece cercava spiegazioni fisiche razionali. La guerra tra scienza e religione prende una strana piega! La guerra tra geologia e fisica era appena all’inizio. La disputa sul tema pianeti primordiali contro pianeti screpolati continua. Al momento i Primati stanno vincendo. Né Newton né Kelvin ebbero una buona percezione del tempo e del cambiamento, nella loro prospettiva fisica. I geologi ed i cosmologi sono i custodi del tempo arcano. I biologi ed i geologi hanno una buona percezione del cambiamento. Gli animali si evolvono. Così fanno i pianeti.

CANTO X                                                                             BABELE

Il linguaggio della scienza: terroso e mondano. Linguaggio, verità e logica. Gergo, incomprensibile e senza senso. Nimrod, il costruttore della Torre di Babele, socializza con i Giganti intorno al Pozzo nel fondo dell’Abisso.

“Lasciànlo stare e non parliamo a vòto;
chè così è a lui ciascun linguaggio
come ’l suo ad altrui, ch’a nullo è noto.”
                            Inferno, XXXI,79-81

Quello successivo verso il basso è Il Nono Cerchio, il Lago ghiacciato di Cocito, che riempie il fondo della Fossa ed ospita le anime dei Traditori.

Linguaggio e Stile nella Scienza

“Quando io uso una parola, significa quello che io voglio farla
significare – né più né meno.”
                                            Humpty Dumpty

“La domanda è, se è possibile dare alle parole tanti significati
diversi.”
                                             Alice

“Quando faccio fare ad una parola così tanto lavoro, le pago
sempre lo straordinario.”
                                              Humpty Dumpty

John McPhee definisce il linguaggio geologico una fonte di metafora. La geologia è una scienza descrittiva, una scienza storica, e nel settore sembra esserci una larga parte di scienze umane. McPhee sottolinea che il linguaggio geologico avrebbe attratto Gilbert e Sullivan(12). L’acqua meteorica è la pioggia; essa scorre in discesa sotto forma di rivoli consequenti, subsequenti, obsequenti, resequenti e insequenti. Parti della Terra sono epieugeosinclinali. Una cactolite è una chonolite quasi-orizzontale, composta da ductoliti anastomotiche, le cui estremità distali si arricciano come un’arpolite, sottile come una sfenolite, o si rigonfiano in modo discordante come un’akmolite o una ethmolite. Le metafore sono spesso utilizzate per descrivere cose nuove con termini famigliari. In geologia le metafore descrivono il non  famigliare con termini incredibili.

Strunk e White, i Miss Manners(13) di un buono stile di scrittura, consigliano, “Usa la forma attiva.” I buoni scrittori non hanno paura di nominare l’agente dell’azione, anche quando è ‘io’. Nella scrittura scientifica l’uso della prima persona è malvisto, fatta eccezione per un occasionale plurale  majestatis ‘noi’, anche se  logicamente dovrebbe essere ‘io’. Gli scrittori sono messi in guardia in questo senso da giudici di articoli scientifici, critici e curatori editoriali, che hanno gusti diversi. ‘Prendere’ diventa ‘ottenere’, ‘usare’ diventa ‘utilizzare’, ‘metodo’ diventa ‘metodologia’ (che non è lo stesso) e così via. Un ‘risultato’ o una ‘congettura’ diventa una ‘inferenza’. ‘Contorto’ diventa ‘sofisticato.’

La scrittura scientifica è diventata oscura, insulsa e incomprensibile per i non addetti ai lavori. Molti scienziati e curatori editoriali non sanno distinguere la dignità dalla vanagloria. Uno stile vivace è equivalente a mancanza di serietà. Il Paradigma è una cosa seria e gli operatori devono essere conformi alle regole. I membri della gilda sono sempre allerta nei confronti di devianti e innovatori.

Humor? Non ammesso. La scienza dogmatica è una faccenda seria. C’è lavoro da fare. Non è stato sempre così.

Le comunità scientifiche spesso pensano in modo convergente. Lo humor sviluppa il pensiero divergente, un aspetto importante della creatività. L’arguzia spesso può trasformare un ragionamento in una modalità di percezione nuovissima. L’umorismo soprattutto comporta, di solito, la fusione momentanea di due quadri di riferimento abitualmente incompatibili … libera la mente dai vincoli della decisione logica e razionale (induzioni) …

                                                                                   Charles Darwin
                                                                                   Origine delle Specie

L’umorismo è un’arma segreta; pochi scrittori si rendono conto che a volte l’umorismo è l’unico strumento per affermare qualcosa di importante. Joseph Heller, Stanley Kubrick e Garry Trudeau l’avevano capito, come pure Voltaire, Swift e Cervantes. Comma-22 e il Dr. Stranamore innalzarono la verità ad un tale livello di esagerazione, da farla apparire come pazzia. I sermoni sono spesso il bacio della morte, ma, per alleggerire un argomento serio, può essere utilizzato qualche espediente comico – satira, parodia, ironia, canzonatura, nonsense. Persone serie, da Mark Twain a Garrison Keillor, lo hanno capito. I Premi Pulitzer, tuttavia, vanno ad autori ‘seri’ come Ernest Hemingway e William Faulkner, non ad Art Buchwald, Jules Feiffer e Woody Allen.

Tutte le scienze sono afflitte da gergo, linguaggio pomposo e senza senso. Questo linguaggio e le parole troppo lunghe tendono a mantenere le gilde libere da potenziali facinorosi e non credenti. Come posso criticare ciò che non capisco oppure non crederci? Una scienza assennata e sicura di sé si sforza di migliorare la comunicazione. Alcune scienze avvolgono le loro dichiarazioni nel mistero, nella polisillabazione e nel temuto acronimo. I geochimici, in particolare, sono acro-ninfo-maniaci seriali. Le scienze, quando sono incerte, assumono le caratteristiche di una Alice nel Paese delle Meraviglie, con relativo linguaggio. Se ti senti dubbioso, parlotta, urla oppure parla con sicurezza. Dante collocò Nimrod, il costruttore della Torre di Babele, nella fossa centrale di Malebolge, vicino al centro dell’Inferno.

La definizione di tutte le parole che sono necessarie per intraprendere un’indagine sulla Terra è un compito immane. La Postfazione di questo libro può risultare utile. Per ragioni di economia di spazio, ho incluso solo le P-parole. Si noti la prima Persona e la forma verbale attiva, nella quale io scivolo di tanto in tanto.

Gli articoli scientifici sono scritti in uno stile formale, impersonale. In un recente articolo, pubblicato su Physical Review Letters, gli autori attaccano una teoria predominante come idea impossibile e fallace. Il loro ultimo paragrafo è “La tragedia delle belle teorie, osservò una volta Aldous Huxley, è che spesso vengono massacrate da dati di fatto sgradevoli. Si può forse aggiungere che il dramma di teorie non tanto belle, è che esse non possono neppure essere distrutte, in quanto, come figure in un cartone animato, continuano a godere di un’esistenza più che seducente fino all’esaurimento della celluloide.” Anche se fu Thomas H. Huxley, non Aldous Huxley, che fece il summenzionato commento sul destino delle teorie belle benché errate, gli autori della teoria predominante non  risero dell’equivoco. Costoro, anzi, contrattaccarono, affermando che  l’articolo incriminato aveva utilizzato approssimazioni inesatte, cattivo uso della teoria e che nessuna teoria, bella o brutta che sia, può essere distrutta da brutte alterazioni. Si ritennero offesi dalla citazione tratta da Huxley, che definirono “feroce e assolutamente immotivata” [Peter Rodgers, Science, 281, pag. 1427, 1998]. Altri fisici sono intervenuti, definendo il documento “inutilmente polemico” e, per sciorinare la loro erudizione, aggiunsero “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Questa violazione della prassi corrente fu un episodio di così rara gravità, che fu degno di un articolo di due colonne, pubblicato dall’incredulo direttore di Physics World sulla rivista Science, con il titolo ‘Disputa su Teoria Scientifica Diventa Letteraria e Sgradevole’. La mite citazione di Huxley è stata descritta come “il decadente impiego di riferimenti letterari”. Questi fisici considerano i cartoni animati alla stregua di alta letteratura, e l’aforisma ‘bellezza-osservatore’ come pungente motteggio. Non è opportuno scherzare con la teoria che qualcuno predilige. L’ordine costituito – “l’artiglio del vortice” come James Thurber dice – alla fine ci assorbe tutti.

Wolfgang Pauli ha stabilito il criterio per una educata critica scientifica:

“Non solo questo non è giusto, non è nemmeno sbagliato!

Semantica, Scienza e Sillogismi

“Le convinzioni sono nemici più dannosi alla verità di quanto non
lo siano le menzogne.”

Nietzsche

Ogni volta che possiamo veramente affermare di possedere una scienza, abbiamo trovato qualche principio per cui cose diverse sono in relazione tra loro, proprio come tante forme di un unico substrato o materiale e, tutto ciò che può essere considerato come una nuova variante, appartiene a quella scienza.

La Lettrice

Quando la scienza era una branca della filosofia, a tutti gli studenti venivano insegnati i principi della logica aristotelica, compresi i sillogismi un tempo noti come “Se P allora Q”. La comprensione della logica formale, inclusa la logica simbolica e le tabelle di verità(14), ha impedito molti errori banali ed è essenziale per il funzionamento di computer attendibili. Come la scienza naturale è cresciuta separata dalla scienza fisica, la logica formale è stata abbandonata da molti programmi scientifici, per essere utilizzata soltanto allo scopo di unire le scienze naturali e fisiche nelle zone ora chiamate “interdisciplinari” o “computazionali” o “quantitative”. Per comodità della Lettrice, che può aver smarrito il suo Libro di Logica, ecco un esempio di sillogismo:

Basalti della dorsale medioceanica
provengono dal mantello superiore.
Basalti di isole oceaniche non sono
come basalti della dorsale medioceanica.
Essi, pertanto, non possono provenire
dal mantello superiore.
Se P allora Q
Se non P
Allora non Q
(FALSO!)
ma
Se non Q
Allora non P
è vero!

*    *    *

Dialogo

LEPRE MARZOLINA Dovresti dire quello che intendi dire.

ALICE  E’ quel che faccio, o almeno, io intendo dire ciò che dico.

LEPRE MARZOLINA Non è per niente la stessa cosa! Potresti dire allora che “vedo quello che mangio” è lo stesso di “mangio quello che vedo”! 

GHIRO (parlando nel sonno) Altrettanto potresti dire “respiro quando dormo” è la stessa cosa di “dormo quando respiro”! 

CAPPELLAIO Nel tuo caso sono la stessa cosa.

TUIDELDÌ Al contrario. 

*    *    * 

Lord Kelvin sopravvalutò in modo piuttosto grossolano la velocità di raffreddamento della Terra. “Ai fini del calcolo, la Terra può essere trattata come una sfera solida, uniforme, indifferenziata … l’età della Terra è quindi 108 anni.” [Lord Kelvin, 1863]. La sua logica era impeccabile, ma i suoi presupposti erano sbagliati. I geologi, con informazioni diverse, hanno vinto il dibattito circa l’età della Terra. Sir Harold Jeffreys ha sostenuto, in modo convincente, che la deriva dei continenti è impossibile, perché egli considerava alla stessa stregua la risposta allo sforzo, sia quello agente a lungo termine nel mantello, sia quello agente a breve termine quando le onde sismiche attraversano le rocce. E Jeffreys era un logico-matematico superbo. Questo errore è analogo alla confusione attuale da parte di molti geologi tra lid e litosfera. I cosiddetti scienziati quantitativi, inclusi i fisici teorici (in particolare quelli che praticano scienze della Terra) spesso commettono errori imputabili ad informazioni insufficienti o all’aver trascurato dati rilevanti o ad ipotesi sbagliate. Gli errori di natura diversa, errori di logica, errori semantici, sono spesso commessi da cavillatori, da categorizzatori e da “collezionisti di francobolli”. (Se un francobollo non è della Francia, non può venire dall’Europa. Se è Inglese, non può essere Europeo.)

I geofisici hanno identificato molte zone della Terra, tra cui crosta, litosfera, astenosfera, mantello superiore e così via. I petrologi hanno cercato di associare i loro basalti, uno per uno, alle zone geofisiche della Terra profonda. Alcuni basalti provengono dalla astenosfera o mantello superiore (e “quindi” nient’altro lo può fare. “Se P allora Q. Se non P allora non Q.”). I petrologi continuano poi nell’identificazione dei basalti, non analizzando le loro caratteristiche già note, ma partendo da una fonte congetturata (nemmeno dedotta); ad esempio, basalti di isole oceaniche sono talvolta chiamati “mantello inferiore” o basalti da pennacchio; basalti continentali sono chiamati “basalti litosferici”. Nella misura in cui gli obiettivi di petrologia e geochimica sono quelli di identificare le fonti di vari tipi di basalto, oppure i meccanismi che li generano, allora queste branche scientifiche sono da considerarsi morte; problema risolto! Nella misura in cui tali questioni sono irrisolte, allora queste definizioni premature, attualmente nei libri di testo, hanno un’influenza instupidente e hanno segnato un’involuzione della scienza. Allo stesso modo Lord Kelvin e Sir Harold hanno “risolto” i problemi dell’età della Terra e della deriva dei continenti, fino a quando i paradossi si sono accumulati e sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso dei falsi paradigmi. I problemi scientifici della Terra non sono mai completamente risolti, indipendentemente da quanta semantica si metta al vaglio.

L’introduzione del termine ‘magmasfera’ è un trucco semantico che ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sulla presenza quasi universale di roccia parzialmente fusa sotto la litosfera. L’esistenza di un tale strato elimina la necessità di pennacchi e di calore proveniente dal nucleo e costringe a focalizzarsi sulle proprietà della litosfera, il guscio che ci impedisce di essere sopraffatti dai vulcani.

Per quei Lettori che non sono anti-semantici, c’è un utile glossario di termini alla fine del libro, opportunamente e utilmente  intitolato Postfazione, dove mi sono preso la briga di definire alcune parole chiave, insieme ad esempi. Dal momento che il libro è focalizzato su philosophia, paradigmi, pennacchi, pastella di prugne, primordiale, Purgatorio, Paradiso, prima facies, phlogiston e paradosso, ho abbreviato il glossario, conformemente alle parole-P, come indicato in precedenza.

Storia dei Pennacchi – Incarnazione I 

John Holden e Peter Vogt, in un’opera riccamente illustrata, nel 1977 (EOS, 56, 573-580) fecero riferimento al pennacchio del mantello come al più giovane membro di una grande e variopinta famiglia di mode ed abitudini geologiche: diluvialismo e catastrofismo, una Terra in espansione e contrazione, tettonica globale vecchia e nuova . Alcune di queste mode divennero carro dei vincitori e altre divennero intellettuali elefanti bianchi. Holden (illustratore) e Vogt (scrittore) misero a punto una teoria della disciplina della ‘pennacchieria’ e dei ‘plumatici’ (o appassionati del pennacchio) che può essere chiamata la teoria Holden-Illustrata-Vogt. La nuova ‘scienza’, affermano, può essere non più scientifica delle scienze sociali, spirituali o politiche. Proposero il termine ‘aplumatici’ per i miscredenti nel pennacchio, e il termine ‘agnostici’ per quelli troppo deboli di cuore per discutere la questione, sulla base del fatto che i pennacchi non sono mai stati definiti e probabilmente non esistono. Si chiedono che cosa si stesse fumando, quando fu concepita l’idea di pennacchi. Ipotizzano, infine, che la parola pennacchio o tubo sia più importante dell’idea in sé, che è chiaramente sciocca e, in alternativa,  suggeriscono la presenza di una carpa gigante sotto la placca.

Fecero osservare, inoltre, che nel 1972 i pennacchi erano nel bel mezzo di una esplosione demografica, che minacciava di inghiottire la Terra in una catastrofe vulcanica.

La teoria Holden – Illustrata – Vogt (HIV) esplora anche l’ipotesi del tubo di fogna crepato in corrispondenza dei punti caldi. Questi tubi sono alimentati da demoni incontinenti presenti nel mantello. Predissero poi che saranno presto inventati nuovi termini per questa tettonica : gocce di mantello, sgocciolamenti, tonfi, eruzioni e boati. Essi hanno notato che il flusso del pennacchio è correlato con i dinosauri e con il mercato azionario. Inoltre hanno previsto la diffusione dell’HIV.

Sono stati tra i più convincenti della prima generazione di plumatici e gli unici storici rispettabili di quel periodo.

Poco tempo dopo l’apparizione di questo lavoro fondamentale, studi di Bill Kaula, Lynn Sykes, Peter Molnar e di molti altri hanno screditato l’ipotesi del pennacchio. Calcoli di John Elder e Frank Richter hanno dimostrato che i pennacchi non erano necessari. I pennacchi stavano uscendo di scena. Ma alcuni personaggi mitici, come la Fenice e il Vampiro, non sono così facili da sopprimere. Hanno un ascensore di loro proprietà e risalgono sempre. A tempo debito avremo il Pennacchio Fenice.

Il Filosofo della Terra primordiale era René Descartes, il quale pensò – quindi fu. Pensò anche che la Terra profonda fosse di materiale stellare primordiale. Non è chiaro se ciò fosse, perché egli pensava che lo fosse. I Filosofi moderni della Terra primordiale sono di questo parere.

*    *    *

Dialogo

DOROTHY Siamo in un libro di Letteratura, in un libro di Grammatica, in un libro di Storia o cosa?

ALICE Non è certo un libro di Logica.

DOROTHY Sembra che sia propedeutico a qualcosa, che stia preparando la scena, per così dire. 

RABBIT I miei baffi, le mie orecchie

Con i pari ne ho avute parecchie!

 SOFIA Ho pensato che sarebbe stato un libro di filosofia.

CONIGLIO Sono venuto per imparare qualcosa sulla terra profonda, qualcosa di adatto a scavare buche, per nascondermi da quella femmina di cane-lupo!

ALICE Pensi che lui stia cercando di fare tutto questo?

SOFIA Se lui parla di Filosofi, Montagne e Faglie, nel prossimo Canto lo sapremo. Sappiamo già che Descartes apparirà.

DOROTHY Temo che menzionerà quella vecchia storia di Platone ed Atlantide e cercherà di intesserla in una lezione di geologia.

ALICE Pensi davvero che risolleverà Atlantide?

 

NOTE

12. Gilbert (librettista) e Sullivan (compositore) insieme produssero 14 operette alla fine dell’Ottocento.
13. Judith Martin, meglio nota col nom de plume di Miss Manners, è una giornalista americana, riconosciuta come autorità per quanto riguarda etichetta e galateo.
14. Le tabelle di verità o tabelle logiche sono usate per calcolare il valore di espressioni logico-funzionali.

Puntata 1: Dante Alighieri: un testo inedito potrebbe svelare un ‘segreto’ nascosto della Divina Commedia

Puntata 2: Dante Alighieri, Marco Polo e il ‘segreto nascosto’ nella Divina Commedia: quando letteratura e geofisica si incontrano

Puntata 3: Dante Alighieri e Alice nel Paese delle Meraviglie: la Divina Commedia riletta tra letteratura, fiabe e geofisica

Puntata 4: La Selva Oscura dell’errore e il Pianeta Patchwork: prosegue il viaggio geo-letterario nella Commedia di Dante

Puntata 5: Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

Puntata 6: Dante, la Terra, la Scienza e Don Vito Corleone: quando il viaggio nella Divina Commedia arriva fino ai tempi moderni

Puntata 7: Da Neruda ne ‘Il Postino’ alla Cosmologia, passando per il monte Olimpo: l’Italia di Dante in una morsa geologica

Puntata 8: Il vento, il terremoto e i vulcani: la Divina Commedia di Dante e i suoi incredibili risvolti sismologici e scientifici

Puntata 9: Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

Puntata 10: Ma lo sai su che pianeta vivi? La nascita della sismologia moderna e l’Inferno di Dante Alighieri

Puntata 11: La Creazione, la Terra e la sua formazione, l’Inferno di Dante Alighieri: qual è il nesso?

Puntata 12: Satana cadendo dal cielo raggiunge il centro della Terra, creando per reazione il monte Purgatorio: Dante Alighieri tra geologia e religione

Puntata 13: La Terra è un sistema sopra-sotto o sotto-sopra? Le scoperte, tra filosofia e scienza, attraverso il Mago di Oz e la Divina Commedia

Puntata 14: Dante e la Terra Primordiale: la Divina Commedia, le montagne sottomarine e i giganti