Jellyfish Lake: il lago delle meduse dorate non urticanti

Jellyfish Lake è un lago marino in Micronesia che ha una caratteristica davvero straordinaria: è popolato da milioni di meduse dorate non urticanti, che hanno perso questa capacità grazie all'isolamento ecologico

Jellyfish Lake è un lago davvero speciale che si trova sull’isola di Eil Malk, in Micronesia, si tratta di un lago marino popolato da milioni di meduse che hanno una caratteristica unica determinata dal lungo isolamento ecologico che ha generato una particolare evoluzione della specie: le meduse dorate, infatti, non sono urticanti.
Nelle acque del lago delle meduse dorate l’uomo si può avvicinare a questi esseri senza temere di essere punto, ma il lago cela un’altra insidia, uno stratto di acque sotto la superficie saturo di sostanze velenose e corrosive.

Jellyfish Lake

posizione jellyfish lakeSull’isola di Eil Malk, a sud di Palau in Micronesia, si affaccia sull’Oceano Pacifico occidentale il Jellyfish Lake che costituisce un habitat del tutto straordinario per una particolare specie di meduse.
Questo lago marino, che fa parte di un piccolo arcipelago roccioso, è collegato con il mare attraverso crepacci e tunnel che si aprono sulla pietra calcarea dell’isola e nonostante penetrino nel lago le acque salmastre si trova piuttosto isolato dal mare, tanto da ospitare un proprio ecosistema.

Nel lago delle meduse dorate, infatti, vive una specie di medusa che ha subito un’evoluzione autonoma non solo rispetto alle specie che popolano gli oceani ma anche rispetto a quelle che vivono nelle lagune vicine.

meduse dorate

La storia di questa differenziazione ecologica è antica e inizia ben 12.000 anni fa, quando le meduse d’oro sono rimaste intrappolate mentre l’oceano si stava ritirando. La mancanza di predatori naturali ha portato queste meduse a dismettere il loro sistema urticante di nematocisti facendole diventare innocue al contatto.

Queste meduse abitano la zona del lago ove è presente una maggiore quantità di ossigeno, poiché le caratteristiche chimiche del lago si differenziano poco al di sotto della superficie. Qui, in uno strato chiamato anossia, è praticamente assente l’ossigeno e sono altissime le concentrazioni di ammoniaca e fosfato (motivo per il quale è considerato particolarmente pericoloso per i subacquei che non possono praticare queste acque).

lago-meduse-dorateOltre alla medusa d’oro, una Mastigias che appartiene alla famiglia delle Mastigiidae, il lago dorato è popolato anche dalla medusa della luna, un’Aurelia della famiglia delle Ulmaridae; durante le diverse ore del giorno e della notte queste meduse migrano dal fondo del lago verso la superficie alla ricerca di nutrimento, saturando le acque con la loro presenza.

Per i visitatori sono organizzate passeggiate che consentono di godere di questo straordinario ambiente naturale, mentre le immersioni subacquee sono proibite a causa dei cilindri che possono disturbare le meduse, ma anche per il già citato rischio che comportano le elevate concentrazioni di idrogeno solforato, composto corrosivo, velenoso e gassoso nel suo stato naturale.

Il pericolo della scomparsa della medusa dorata

lago meduse dorate palauNel 1998, la medusa scomparve quasi completamente dal lago, facendo temere per la sua scomparsa definitiva.
Sebbene la presenza intensiva dell’uomo possa arrecare danno a questa specie di meduse, in quel caso non fu attribuibile direttamente all’azione umana la drastica riduzione della fauna di Ongeim’l Tketau, come viene chiamato il lago dai locali.

Il fenomeno fu generato dal riscaldamento eccessivo delle acque del lago in seguito al fenomeno di El Niño, che provocò la morte di quasi tutte le meduse.
Per comprenderne la scomparsa e il successivo ritorno è necessario affidarsi alla comprensione di alcune nozioni relative alla loro biologia.

immersione jellyfish lake

Le meduse del Jellyfish Lake appartengono a una specie comune nel Pacifico, ma l’isolamento ecologico al quale sono state sottoposte ha generato una risposta ecologica originale che ha determinato una catena alimentare estremamente semplificata: in particolare queste meduse sono avvantaggiate dalla simbiosi con alghe microscopiche, le zooxantelle, che vivono all’interno dei loro tessuti e le riforniscono di gran parte delle sostanze nutritive necessarie.
Il resto dell’alimentazione delle meduse dorate è costituito da piccoli microorganismi dello zooplancton che sono in grado di catturare per integrare la loro dieta.

Questa simbiosi spiega anche la continua migrazione di queste meduse durante il giorno, esse, infatti, si spostano al fine di mantenere il più a lungo possibile esposte alla luce del sole le alche, così che possano continuare a mettere in atto la fotosintesi clorofilliana.

Questa migrazione quotidiana termina sempre nel punto d’ombra creato dal sole sia all’alba che al tramonto e comporta una certa distanza dal bordo del lago; i margini di questo sono infatti collocati al di fuori della zona di luce poiché il lago stesso si trova al centro di un avvallamento circondato da alte vette che impediscono ai raggi del sole di raggiungere il bordo del lago nelle prime e nelle ultime ore del giorno.

Inoltre, le meduse non si avvicinano mai a questo confine perché oltre questo limite si trova l’anemone Entacmaea medusivora, che rappresenta per loro un pericoloso predatore dal quale finirebbero per rimanere divorate.

Ma come fecero le meduse dorate a ritornare nel Jellyfish Lake dopo la loro scomparsa? La risposta è da ricercare nel meccanismo di riproduzione di queste meduse.
Il loro ciclo vitale è caratterizzato da due fasi distinte, una di polipo attaccato al substrato e una di plancton di medusa che costituisce anche la fase in cui avviene la loro riproduzione, dopo assumeranno la caratteristica di polipo.

jellyfish lake

Il polipo in un certo momento della propria esistenza inizia a dividersi in piccole efire che rappresentano lo stadio antecedente alla definitiva trasformazione in meduse, da questo punto il ciclo ricomincia.
Durante il fenomeno del 1998, il riscaldamento delle acque determinò il riscaldamento delle alghe dai tessuti delle meduse e quindi provocò la loro morte per mancanza di nutrimento.

Gli animali nello stadio di polipo sospesero la loro fase di produzione di efire e quindi venne a mancare per un certo periodo una nuova generazione di meduse; fortunatamente le temperature tornarono alla normalità e i polipi sopravvissuti ripresero le loro funzioni e nell’arco di tempo di un anno tornarono ad affollare le acque del lago.