Tutte le leggende del Complesso delle 7 Chiese a Bologna

La vera altezza di Gesù e i capitelli che ispirarono l'inferno dantesco, la preghiera segreta delle prostitute bolognesi e il presepe staturario più antico del mondo, sono solo alcune delle leggende narrate dal Complesso delle 7 Chiese a Bologna

Uno dei luoghi più affascinanti di Bologna è la Basilica di Santo Stefano, conosciuta anche come Complesso delle 7 Chiese.
L’aspetto disordinato delle strutture e il loro volto antico catturano l’attenzione dei visitatori che attendono di scoprire quali misteri e segreti si celino all’interno di quel labirinto cristiano che si dipana tra: chiese, basiliche, cortili e chiostri medievali, ognuna delle quali ha una leggenda annessa.

La Basilica di Santo Stefano a Bologna

santo stefano bologna evoluzioneSono incerte le origini sull’appellativo di Complesso delle 7 Chiese che viene dato alla Basilica di Santo Stefano a Bologna, l’ipotesi più veritiera è quella che afferisce al progetto iniziale voluto dal vescovo della città.
Nel V secolo d.C. l’allora vescovo e più tardi Santo e patrono della città, Petronio, fece costruire la Chiesa del Santo Sepolcro, tuttavia, il suo desiderio era quello di realizzare un complesso di 7 chiese che rispecchiasse i luoghi della passione di Cristo. Nell’ottobre del 1141 fu trovato in Santo Stefano, precisamente nella così detta chiesa del Calvario, proprio il corpo di S. Petronio morto circa nel 450 d.C..

Il nucleo più antico del complesso venne edificato su un tempio pagano dedicato a Iside, tuttavia, della Chiesa di Santo Stefano non si ha alcuna memoria in rapporto alla sua fondazione. Nel 1613 durante un restauro dell’altare di San Giacomo apostolo, nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo annessa a quella di Santo Stefano, fu rinvenuta una lamina di piombo che riportava un’iscrizione che attribuiva la consacrazione del tempo a Sant’Ambrogio.

cortile pilato bolognaIl catino di Pilato, fu realizzato da Barbatus Vescovo di Bologna, che visse al tempo in cui Luitprando Re dei Longobardi ebbe associato al regno Ildebrando, e cioè circa il 740 d.C..

Sappiamo che fu devastata dagli Ungari nel 903 e che nel 1019 il vescovo Frugerio fece costruire una nuova cattedrale dedicata a San Pietro dove stabilì la sua residenza.
Nel 1095 vi erano due vescovi, uno cattolico, l’altro scismatico. Il primo risiedeva in Santo Stefano, l’altro invece stava in S. Pietro. Più tardi furono i monaci a officiare in questa chiesa: dapprima i Basiliani, poi i Cassinensi e infine i Celestini che vi giunsero nel 1409 quando l’abbazia vene ridotta a commenda.

La Chiesa del Santo Crocifisso

cripta chiesa crocifisso bolognaLa chiesa principale del complesso è quella del Crocifisso. Si tratta di un edificio di origine longobarda, la cui costruzione avvenne durante il VII secolo. La Chiesa del Crocifisso ha un aspetto spoglio e disadorno che colpisce i visitatori con una sensazione di austera devozione.

È costituita da una sola navata con volta a capriata e un presbiterio sopraelevato sulla finta cripta costruita successivamente.
Secondo la leggenda nella cripta di San Battista sotto il presbiterio si trovano le colonne che documentano l’altezza di Gesù: se misurate dallo zoccolo al capitello esse misurano 1 metro e settanta centimetri.

Sulla navata sinistra si nota un complesso statuario settecentesco, mentre nel presbiterio si trova il Crocifisso realizzato da Simone dei Crocifissi e risalente al 1380; le pareti sono adornate con affreschi del XV secolo come il pregevole Martirio di Santo Stefano.

La Chiesa del Santo Sepolcro

bologna-basilica-del-sepolcroUna delle attrazioni più suggestive del Complesso delle 7 chiese è certamente la Chiesa del Santo Sepolcro; è proprio questa la parte che si ritiene sia stata eretta sopra un antico tempio intitolato a Iside.
Questa chiesa del V secolo fu pensata per riprodurre quanto più fedelmente possibile il luogo in cui furono deposti i resti di Cristo dopo la sua morte, in sostanza era costituita da un simulacro del Santo Sepolcro costantiniano di Gerusalemme edificato per consentire ai fedeli di affrontare un pellegrinaggio più sicuro di quello in Terra Santa. Quello che oggi i visitatori ammirano è la perfetta copia di come appariva la Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme durante il XII secolo.

Si tratta di una stanza dalla pianta ottagonale che durante i lunghi secoli medievali ospitò numerosi riti compiuti in segno di adorazione e dove furono custodite le reliquie di San Petronio (spostate solo di recente nella Basilica di San Petronio).
Lo spazio è dominato dal grande pulpito che si impone con il suo aspetto severo e la preponderanza della croce che è posta in cima e suscitava rispetto, ieri come oggi, in tutti coloro che visitavano questo luogo.

bologna-chiesa-dei-santi-vitale-e-agricolaIn antichità era possibile strisciare dentro la porticina del sepolcro per venerare i resti del santo; si narra anche che le prostitute di Bologna, durante la mattina di Pasqua, in memoria di Maria Maddalena, si recassero dinanzi al Santo Sepolcro per pronunciare una preghiera il cui contenuto non è mai stato rivelato.

La Basilica dei protomartiri Vitale e Agricola

sarcofago san vitale bolognaLa terza facciata che si osserva sul lato sinistro è la Basilica dei protomartiri Vitale e Agricola che costituisce la basilica più antica del complesso e custodiva le reliquie dei primi due martiri bolognesi, servitore e padrone, vittime della persecuzione perpetrata ai danni dei cristiani al tempo e per opera di Diocleziano, nel 305 d.C..

L’interno della chiesa custodisce reperti interessanti come i resti di un pavimento con decorazione musiva romana ancora visibile attraverso un vetro e due sarcofagi di epoca altomedievale, decorati con figure animali in rilievo schiacciato e attribuiti proprio a Vitale e Agricola.

Il Cortile di Pilato e il Chiostro Medievale

gallo cortile pilato bolognaAll’esterno della Basilica di Santo Stefano si trova quello che viene chiamato il Cortile di Pilato e che simboleggia per l’appunto proprio il luogo in cui venne condannato Cristo, il lithostrotos.

Si tratta di un esempio perfetto di costruzione romanica bolognese al cui centro si trova il Catino di Pilato, mentre su una colonna posta sul davanzale di una monofora vi è un gallo in pietra che simboleggia il rinnegamento di San Pietro.

capitelli chiostro bologna

Il Chiostro è caratterizzato dalla presenza di due piani: quello inferiore, probabilmente di epoca altomedievale e impostato su ampie aperture ad arco di forma preromanica; e quello superiore con un magnifico colonnato romanico della metà del XII secolo.
Il chiostro racchiude alcuni capitelli di cui si narra che le mostruose forme avrebbero ispirato l’inferno dantesco.

Sotto il portico, inoltre, è possibile ammirare alcune lapidi mortuarie davvero insolite: come quella di un sarto in cui sono infisse due vere forbici.
Dal chiostro è, infine, ben visibile anche il campanile del Complesso delle 7, originario del XIII secolo, ma sopraelevato solamente nel XIX secolo.

La Chiesa del Martyrium

presepe bologna

La Chiesa del Martyrium viene detta anche Chiesa della Trinità, Chiesa della Santa Croce o Chiesa del Calvario e in origine doveva avere la forma di una basilica a 5 navate con abside antistante il santo giardino, il cortile di pilato e con la facciata rivolta verso est.

Era così che doveva apparire il Santo Sepolcro voluto dall’imperatore Costantino a Gerusalemme, tuttavia, probabilmente per mancanza di fondi l’edificio rimase incompiuto; divenne battistero sotto i longobardi e fu rimaneggiato dopo anche dai monaci Benedettini.
All’interno si trova il più antico presepe al mondo costituito da statue, con le figure proposte a grandezza naturale. Il presepe ligneo pare che risalga al XII secolo.

Piazza Santo Stefano

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Dalla Piazza Santo Stefano il visitatore può avere una visione globale delle tre facciate delle chiese del Sepolcro, del Crocifisso e dei Santi Vitale e Agricola, nonché della basilica di Santo Stefano che sorge sull’omonima piazza.
È da qui che si può ammirare l’omogeneità stilistica del complesso monumentale romanico e che costituisce proprio per questo una delle visioni più interessanti di Bologna.

Museo di Santo Stefano

L’ultima tappa del Complesso delle 7 Chiese di Bologna è costituita dal Museo di Santo Stefano che nasce al termine dei restauri operati sugli edifici alla fine del XIX secolo. Si trovano nel museo molte interessanti suppellettili sacre come: reliquiari, paramenti sacri, statue, bassorilievi, dipinti e tele di scuole bolognesi, venete e toscane appartenenti a un arco di tempo compreso tra il XIII e il XVIII secolo dopo Cristo.