Violenti terremoti e isolamento sismico: le conferme dell’efficacia arrivano da anni da vari Paesi [FOTO]

Già da diversi anni abbiamo conferme dell'efficacia dell'isolamento sismico, grazie all’ottimo comportamento di importanti edifici isolati durante violenti terremoti, in vari Paesi

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di Alessandro Martelli – Già da quasi trent’anni abbiamo conferme dell’efficacia dell’isolamento sismico, grazie all’ottimo comportamento di strutture protette con tale tecnica, in vari Paesi, durante violenti terremoti (non ho, invece, notizia di fallimenti dell’isolamento sismico). Per quanto riguarda l’Italia, in un precedente articolo, ho già citato il caso della palazzina residenziale di Via Fratelli Latini a Fabriano, che (per la prima volta in Europa), nel 2006, fu adeguata con l’isolamento sismico in sottofondazione, dopo aver subito danni durante il terremoto delle Marche e dell’Umbria del 1997-98, e che (contrariamente ad alcuni edifici vicini) restò indenne durante l’evento di Norcia del 30 ottobre 2016.

Per quanto attiene ad altri Paesi, è anzitutto da ricordare l’USC Hospital di Los Angeles (California, USA), che restò indenne e pienamente operativo (diversamente da un altro ospedale vicino, poco prima ricostruito a base fissa) durante il terremoto di Northridge del 1994, di magnitudo 6,7, nonostante fosse eretto a soli circa 30 km dall’epicentro. In tale ospedale, protetto da isolatori in gomma-piombo (Lead Rubber Bearing – LRB), l’accelerazione orizzontale massima alla sommità causata dal sisma risultò pari a circa 1/9 di quella alla base.

Circa 1 anno dopo (1995), in Giappone, non lontano da Kobe, non subì danni (contrariamente a tanti altri edifici a base fissa) un grande edificio, il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni di Sanda City, durante il terremoto di Hyogo-ken Nambu (o di Kobe), di magnitudo 6,8. Tale edificio era protetto da isolatori elastomerici a basso smorzamento (Low Damping Rubber Bearing – LDRB), affiancati da dissipatori elasto-plastici (Elastic-Plastic Device – EPD). Anch’esso era situato a circa 30 km dall’epicentro ed anche in questo caso l’isolamento sismico portò ad una riduzione dell’accelerazione orizzontale massima, fra la base e la sommità, di un fattore 9.

Nuovamente in Giappone, nel 2004, durante il terremoto di Niigata-ken Chetsu, di magnitudo 6,6, restò indenne un grande edificio in cemento armato di Ojiya City. Per quest’edificio, protetto da isolatori elastomericie da isolatori a scorrimento a superficie piana (Sliding Device – SD), l’accelerazione orizzontale massima risultò ridotta da 0,725 g (alla base) a 0,194 g (alla sommità).

Passando ad altri Paesi, ricordo che, il 12 maggio 2008, si verificò in Cina il disastroso terremoto di Wenchuan (o del Sichuan), di magnitudo 8,0 (e pericolosità fortemente sottostimata), che causò oltre 90.000 vittime ed 85 miliardi di dollari USA di danni. Contrariamente agli edifici fondati convenzionalmente, i 3 edifici isolati sismicamente presenti al tempo nella zona epicentrale (3 in cemento armato ed 1 in muratura, di 6 piani) non subirono danni.

Analogamente si comportarono, il 27 febbraio 2010, alcuni edifici isolati a Santiago del Cile (come l’edificio residenziale in muratura “Communidad Andalucia”, ed il “Nuevo Hospital Militar La Reina”), durante il terremoto del Cile (con epicentro lontano, ma di magnitudo 8,8), e, il 3 settembre dello stesso anno, in Nuova Zelanda, il “Christchurch Woman’s Hospital”, durante il terremoto di Canterbury, di magnitudo 7,1 (mentre il centro storico della città subì gravi distruzioni).

Da ultimo, vale la pena di citare il nuovo ospedale di Lu Shan, che, la mattina del 20 aprile 2013 (soltanto 5 anni dopo il sisma di Wenchuan) fu colpito dall’omonimo terremoto, di magnitudo 7,0. Nonostante Lu Shan si trovi in un’area che era già stata colpita dal terremoto del Wenchuan, la pericolosità sismica dell’area restava sottostimata (l’accelerazione orizzontale massima registrata al terreno, infatti, fu di 0,4÷0,5 g, mentre il valore di progetto per le strutture era di soli 0,15 g). Il sisma causò quasi 200 vittime, 250.000 feriti e danni economici diretti pari ad oltre 65 miliardi di dollari USA. Crollarono o furono danneggiati circa 40.000 edifici (pari al 75% del costruito), di cui parecchi erano ricostruzioni effettuate dopo il terremoto di Wenchuan.

L’ospedale di Lu Shan (di 7 piani fuori terra ed 1 interrato) era costituito da 3 corpi di fabbrica, dei quali 2 a base fissa ed 1 isolato sismicamente. I primi non crollarono, ma subirono gravi danni sia strutturali (con crolli dei tetti e delle pareti) che alle apparecchiature contenute e risultarono inutilizzabili dopo il sisma. L’edificio isolato, invece, restò indenne e pienamente operativo. Fu l’unico della contea a permettere di curare i tanti feriti.