Il 24 giugno 1497 il veneziano Giovanni Caboto scopriva l’isola di Terranova

La scoperta dell'Isola di Terranova avvenuta il 24 giugno del 1497 ad opera del navigatore Giovanni Caboto pose le basi per la colonizzazione del Nord America e fornì le prime indicazioni scientifiche sulla vastità del continente

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L’esploratore e navigatore veneziano Giovanni Caboto scopriva l’isola di Terranova il 24 giugno 1497, grazie alla sua passione per i viaggi per mare che lo portarono a seguire la strada aperta da Cristoforo Colombo e trovare nuovi itinerari verso il nord-ovest.

Si è persa nelle nebbie della storia la verità sulla sua scomparsa, ma nonostante ciò l’esplorazione di Caboto pose le basi per la futura colonizzazione inglese del Nord America e consentì ai geografi europei di avere le prime indicazioni di carattere scientifico sull’ampiezza del continente americano.

Chi era Giovanni Caboto

caboto giovanniLe origini di Giovanni Caboto sono incerte, secondo alcune fonti era nativo di Genova, secondo altre nacque a Gaeta intorno al 1445, da una famiglia che, secondo Ugo Tucci dell’Università di Venezia, per due secoli aveva fornito alla città tirrenica ambasciatori, consoli, navigatori e mercanti. Certamente si trasferì da giovanissimo a Venezia dove intraprese i primi viaggi per mare, dedicandosi soprattutto al commercio delle spezie con il Medio Oriente.

La Serenissima non si dimostrò interessata ad inserirsi nel gruppo delle potenze marinare, come Portogallo e Spagna, che stavano cercando di raggiungere le Indie navigando verso occidente, e non sfruttò come avrebbero potuto le abilità di Caboto e dei suoi tre figli Sebastiano, Luigi e Santo, che lo avevano seguito in numerosi viaggi in Oriente acquisendo abilità straordinarie nell’arte della navigazione.

La passione per i viaggi per mare portò presto Caboto a trasferirsi a Valencia, con la moglie Mattea e i suoi figli, presso il re Ferdinando d’Aragona; qui dal 1491 progettò e diresse i lavori di ampliamento del porto cittadino, i quali subirono una battuta d’arresto nel 1493 a causa di una grave crisi finanziaria.

cristoforo colombo

Quell’anno Cristoforo Colombo tornava dal suo primo viaggio transatlantico e Caboto aveva intuito ben presto che il genovese non aveva raggiunto affatto l’Asia e sperava che il re sovvenzionasse un viaggio alla volta di nuove esplorazioni lungo una rotta più settentrionale.
Ferdinando e Isabella, proprio a causa delle difficoltà economiche furono costretti a rifiutare, ma l’esploratore non si diede per vinto e nel 1494 si trasferì in Inghilterra, dove riuscì a convincere il re Enrico VII a sostenerlo nel suo progetto.

Armò la nave Matthew di 50 tonnellate con 20 uomini di equipaggio e altre 4 navi furono pronte nel porto di Bristol con lo scopo di raggiungere la Cina settentrionale,/ lungo una via parallela a quella percorsa da Colombo ma su latitudini più a Nord.
Salpò una prima volta nel 1496, ma le cattive condizioni meteorologiche lo costrinsero a rientrare al sicuro in porto.

La scoperta dell’Isola di Terranova

giovanni caboto esploratoreCaboto lasciò nuovamente Bristol il 20 maggio del 1497, solo con il Matthew e un equipaggio di 18 uomini tra cui vi era con molta probabilità anche il figlio Sebastiano. Il viaggio risultò assai difficoltoso ma si concluse il mese successivo, il 24 giugno 1497, con l’approdo su una terra che era con tutta probabilità l’isola di Terranova, anche se altre fonti dell’epoca riconoscono che potesse essere la costa del Maine o quella della Nuova Scozia.

Quell’isola che fino ad allora nessuno aveva mai scoperto ufficialmente (sebbene si ritenga che giunsero prima Nicolò ed Antonio Zeno che, per qualche strana ragione, non formalizzarono la loro scoperta) venne chiamata Terra Nuova. Qui Caboto piantò la bandiera inglese e dopo circa 3 mesi fece ritorno in Inghilterra per comunicare la sua scoperta.
L’annuncio fu accolto con giubilo da parte della popolazione e riconoscenza da parte del sovrano, il quale decise di ricompensare Caboto con 10 sterline e una rendita annuale di 20 sterline.

La scomparsa di Caboto

ipotesi scomparsa cabotoL’anno seguente Enrico VII con lettere patenti datate 3 febbraio 1498 autorizzò Caboto a condurre una spedizione con 6 navi e almeno 200 uomini di equipaggio.
Lo scopo era quello di colonizzare le terre scoperte e proseguire nella ricerca di altre terre e riuscire a raggiungere il favoloso Cipangu, ossia il Giappone.

Caboto non se lo fece ripetere due volte e salpò nell’estate del 1498 con il figlio Sebastiano, arrivò a toccare il Labrador, costeggiò le coste della Groenlandia meridionale e scomparve senza lasciare più tracce di lui.

Le ipotesi sono diverse: secondo alcuni fece naufragio nell’Atlantico, naufragio dal quale si salvò solamente una nave con pochi superstiti; secondo un’altra tesi i ghiacci galleggianti nei mari settentrionali spinsero le navi a piegare verso sud, forse verso Capo Hatteras. Da qui avrebbero fatto ritorno in Inghilterra verso l’autunno ma probabilmente il navigatore morì durante il viaggio.

giovanni caboto veneziaUna terza ipotesi suggerisce che giunto in Groenlandia l’equipaggio si sarebbe ammutinato, a causa delle condizioni insopportabili di freddo che dovevano patire, costringendo il capitano a ripiegare verso sud nonostante l’esito incerto di una tale manovra.
Alcuni storici hanno avanzato un’ipotesi su una più complessa sequenza di fatti secondo la quale Caboto, dopo aver raggiunto le coste nordamericane avrebbe iniziato a procedere in direzione sud-ovest come previsto dal programma.
Questa ipotesi è avallata dai fatti che avvennero tre anni dopo: nel 1501, infatti, l’esploratore Gaspar Corte-Real ricevette, dai nativi americani con cui era entrato in contatto, una serie di oggetti che con molta probabilità erano appartenuti alla spedizione di Caboto.

La più suggestiva delle ricostruzioni sulla scomparsa del navigatore è quella prospettata nel XIX secolo dallo storico spagnolo Martin Fernandez Navarette, il quale suppose che la spedizione caraibica degli spagnoli del 1499 guidata da Alonso de Ojeda, Juan de la Cosa e Amerigo Vespucci, si fosse imbattuta negli uomini di Caboto al largo della penisola di Guajira, nel nord della Colombia, dove li avrebbe derubati e uccisi.

Qualunque sia la verità storica dell’epilogo della spedizione del 1498, quello che è certo è che l’esplorazione di Caboto pose le basi per la futura colonizzazione inglese del Nord America e assicurò ai geografi europei le prime indicazioni di carattere realmente scientifico sull’ampiezza del continente americano, stimolando le successive ricerche e conquiste.