Arriva la cura contro i rischi da vaccino anti Covid: il paradosso del curarsi dall’immunizzazione

Il ricercatori hanno scopeto il meccanismo che, dopo il vaccino anti Covid, "porta all'attivazione e alla coagulazione delle piastrine e possiamo trattare il disturbo adeguatamente"

Mai come ora i vaccini anti Covid stanno creando scompiglio e confusione. Che l’immunizzazione vaccinale sia l’unica strada percorribile contro la pandemia da Sars-Cov2 è cosa certa, ma i vaccini sono davvero tutti sicuri? Sul punto è in corso un ampio dibattito che potrebbe persino portare alla rinuncia, da parte dell’Europa, ai sieri con vettore virale, come Astrazeneca e Johnson&Johnson. Intanto, però, si pensa a come far fronte agli effetti collaterali che questi ultimi possono causare.

Somministrazione di farmaci anticoagulanti e immunoglobuline per via endovenosa. Potrebbe essere questo il trattamento più efficace per fronteggiare la formazione di coaguli a seguito dell’immunizzazione contro Covid-19. A giungere a questa conclusione è stato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, condotto dagli scienziati della McMaster University, che hanno esaminato e compreso il meccanismo che porta alla coagulazione delle piastrine nei casi di trombocitopenia immunitaria indotta dal vaccino (VITT). L’efficacia della procedura è tata testata su tre pazienti canadesi che avevano ricevuto il vaccino AstraZeneca e che successivamente avevano sviluppato la VITT, due casi con coaguli alle gambe e uno con ostruzione di capillari cerebrali.

Il team, guidato da Ishac Nazy, direttore scientifico del McMaster Platelet Immunology Laboratory (MPIL), ha individuato un approccio di medicina traslazionale, combinando diagnostica e cura, per risolvere gli effetti collaterali scatenati dalla vaccinazione. I campioni di sangue prelevati dai pazienti dopo il trattamento a base di farmaci anticoagulanti e immunoglobuline hanno mostrato l’efficacia di questo intervento. La VITT, spiegano gli esperti, si verifica quando gli anticorpi attaccano una proteina del sangue, è una complicazione molto rara. Il gruppo di ricerca ha considerato le indagini precedenti sulla trombocitopenia indotta da eparina (HIT), una condizione simile alla VITT. I ricercatori hanno modificato i test per la HIT in modo da rilevare gli anticorpi specifici per VITT. “Ora capiamo il meccanismo che porta all’attivazione e alla coagulazione delle piastrine – dichiara Nazy – e possiamo trattare il disturbo adeguatamente. Credo sia un’ottima notizia”.