“Per 6 mesi i cinesi sapevano del virus e non l’avevano ancora detto“. Lo ha detto Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel corso dell’audizione presso commissioni riunite Esteri e Affari sociali della Camera per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle cause dello scoppio della pandemia di Sars-Cov-2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall’Oms per evitarne la propagazione nel mondo.
Al momento sull’origine del Covid-19 restano in campo “due ipotesi: che il virus sia passato dal pipistrello all’uomo o quella dell’incidente di laboratorio che sono avvenuti in tutto il mondo“, ha aggiunto Palù. C’è una “stranezza di questo coronavirus che per il 98% è identico a quello del pipistrello cinese detto a ‘ferro di cavallo’ rinvenuto circa 10 anni in Sud Est della Cina, ma per ora non abbiamo trovato un ospite intermedio“, infatti “questi virus non passano direttamente dal pipistrello all’uomo, serve un ospite intermedio che ad oggi non c’è“, ha spiegato il virologo. La “seconda stranezza del Covid-19 è che pur essendo al 98% identico al virus del pipistrello, si differenzia per alcuni amminoacidi che fanno sì che riconosca i ricettori umani da una parte e non infetti pià il pipistrello dall’altra” il virus “si è evoluto e non riesce a rientrare nel suo ospite“, ha spiegato. Se la Cina non dovesse collaborare nello stabilire le origini del virus si possono “ispezionare tutti i data base e farseli dare da tutti i Paesi anche quelli del Sud Est asiatico che hanno scambi di animali con la Cina“, ha detto l’esperto. La manipolazione genetica “è bandita per i virus dell’influenza, ma non per i coronavirus. Bata coltivare i virus nelle cellule umane a lungo tempo per acquisire nuove sequenze affinchè il virus si adattarsi al suo ospite“, ha detto ancora Palù.
Quanto avvenuto con la pandemia di Covid-19 necessita della “collaborazione delle autorità politiche e scientifiche cinesi che è fondamentale perchè se ne scopriamo l’origine potremmo porvi rimedio” anche trovando eventualmente “un animale intermedio come avvenuto per la Sars. Il Covid-19 sicuramente è partito dalla Cina, ma da quale ambiente? La politica richiami la Cina ad essere trasparente“, ha sollecitato l’epidemiologo che ha aggiunto: “Non sappiamo come si sia originato il virus, ma con la collaborazione dei cinesi potremmo avere maggiori possibilità“.
“Dal 2019 i registri sulle sequenze non si sono più rinvenuti in Cina. Per ora le delegazioni dell’Oms che si sono recate a Wuhan non hanno ottenuto niente” anche a causa degli ostacoli posti dalla Cina alle “ispezioni“. E poi gli “scienziati inviati dall’Oms sono stati selezionati non in maniera assolutamente trasparente“, ha segnalato Palù.
“Rivolgo un plauso alla politica perchè interrogarsi sull’origine della pandemia è un compito non solo degli scienziati, ma soprattutto della politica“, ha detto l’esperto.
“Mettiamo a frutto la lezione, investiamo in medicina del territorio. Altri virus arriveranno. Abbiamo nuovi batteri resistenti a tutti gli antibiotici” di cui “nel 2050 si morirà più che non di cancro“, ha spiegato Palù.


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