Il futuro minacciato dalla desertificazione nel film Automata

Il film fantascientifico Automata immagina un futuro in cui l'uomo non è riuscito a fermare la desertificazione e rischia di soccombere. Ma cos'è questo fenomeno? E in che modo l'azione dell'uomo sta portando al punto di non ritorno?

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Automata è un thriller fantascientifico ambientato in un futuro apocalittico con Antonio Banderas come protagonista e Gabe Ibáñez alla regia.
il thriller fantascientifico prende spunto da un fenomeno preoccupante che ha investito il nostro pianeta nell’ultimo secolo: la desertificazione.
Questo è un fenomeno solo in parte naturale e in gran parte generato dai comportamenti sconsiderati dell’uomo, in particolare sono 4 i fattori umani che hanno accelerato il naturale processo di desertificazione: l’allevamento intensivo del bestiame, il disboscamento, l’agricoltura intensiva e l’errata irrigazione dei suoli aridi.
Ma cos’è la desertificazione? E come questi fattori hanno portato alla degenerazione del fenomeno?

La trama di Automata

automata.filmLa storia ha inizio nel 2044 quando la situazione sul pianeta è degenerata a causa della desertificazione e l’umanità lotta strenuamente per sopravvivere a un ambiente oramai del tutto ostile alla vita.
Gli uomini convivono con i robot che sono stati creati in un primo momento per tentare di recuperare le zone desertiche, ma quando l’obiettivo non è stato raggiunto sono stati riutilizzati allo scopo di supportare la società.

Un giorno Wallace, un poliziotto di pattuglia, scopre un robot intento ad autoripararsi le gambe danneggiate in piena violazione dei codici della robotica.
Nel frattempo, l’agente assicurativo Jacq Vaucan, che lavora per la Roc Robotics Corporation, indaga su androidi difettosi e venuto a conoscenza dell’episodio del robot autoriparante decide di condurre una vera e propria autopsia dei rottami e si rende conto che l’androide è stato modificato e decide di lavorare insieme al poliziotto per scovare l’autore delle modifiche.

Seguendo le piste i due stabiliscono con una tecnologa che il Bio-kernel (il cervello meccanico) è il responsabile dello strano comportamento degli automi. Nel frattempo, la Roc manda i suoi agenti ad uccidere Vaucan che si salva proprio grazie all’aiuto di una robot modificata.

Wallace che si è venduto alla Roc rintraccia il nascondiglio di Vaucan e di altri automi modificati che hanno contribuito a salvarlo e con il gruppo ha una colluttazione nella quale perde la vita.
Emerge intanto la verità sui robot, che non sono solo in grado di imparare ma anche di possedere una conoscenza che li mette in grado di creare a loro volta organismi biomeccanici intelligenti, motivo questo che ha portato alla creazione dei Due Principi della robotica per limitare l’autonomia delle intelligenze artificiali, in modo che non potessero mai prendere il sopravvento sugli umani.

automata filmVaucan viene portato dal gruppo di macchine presso un antico fiume oramai prosciugato dall’aridità e qui scopre che le modifiche sono state effettuate non da un essere umano ma da un primo robot che ha migliorato tutti gli altri e che le macchine si stanno effettivamente evolvendo proprio ora che gli umani sono sull’orlo dell’estinzione.

La Roc intende seppellire la verità a qualsiasi costo e per questo motivo rapisce la moglie e la figlia appena nata di Vaucan con l’intento di attirarlo e ucciderli tutti. Le macchine si mettono all’opera per aiutarlo e farlo tornare in città mentre loro cercano altrove una nuova vita.

La Roc, inoltre, vuole distruggere tutti gli automi indipendenti e la Prima Macchina viene disattivata in modo permanente, in una lotta disperata Vaucan riesce a uccidere tutti gli uomini presenti e viene a sua volta salvato da una macchina insettoide creata dai robot.

I robot sopravvissuti si avviano a costruire una nuova civiltà mentre Vaucan e la sua famiglia vanno verso l’oceano, l’unica parte del mondo ancora incontaminata e dove sperano di poter vivere una vita migliore.

Cos’è la desertificazione

La desertificazione consiste nella polverizzazione di un suolo che diventa preda delle forze eoliche: il materiale terroso e mobile si accumula in dune che si spostano nella direzione del vento.

I processi di desertificazione iniziarono ad essere studiati alla fine dell’Ottocento, soprattutto da parte di ricercatori inglesi e francesi che lavoravano nei possedimenti coloniali di quei Paesi interessati dal fenomeno. Le teorie allora dominanti davano una spiegazione al fenomeno basata su cause esclusivamente naturali, ossia l’inaridimento del clima. Più recentemente, in particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale, all’espansione dei deserti sono state attribuite cause sempre più connesse alle attività umane, al punto che si è sostenuto che se la siccità è una tipologia climatica, la desertificazione è invece opera dell’uomo.

Il congresso delle Nazioni Unite del 1977 che aveva come tematica proprio i problemi delle zone più aride, si concluse con un’affermazione trionfalistica: la vittoria sulla desertificazione sarebbe stata ottenuta entro l’anno 2000.
Sette anni più tardi la conferenza internazionale di Nairobi, sullo stesso argomento ammetteva che l’obbiettivo proposto era del tutto irrealistico.

Le cause naturali della desertificazione

espansione saharaI deserti continuano ad espandersi a ritmo serrato in tutto il mondo; il Sahara, il più grande del pianeta, si è progressivamente ampliato a cominciare dal periodo arido compreso tra il 1250 e il 1200 a.C.: da allora, in oltre 3000 anni, il Sahara ha conosciuto brevi periodi di contrazione e lunghi periodi di crescita.

L’uomo ha fortemente interagito con la natura, accentuando il processo di desertificazione e creando le condizioni per cui l’espansione del deserto è diventata irreversibile, almeno facendo riferimento alla scala temporale della vita umana.

Tra le ipotesi proposte per spiegare il fenomeno, la più convincente è che i mutamenti climatici nelle zone tropicali siano collegati a oscillazioni di lungo periodo della posizione delle fasce dei venti occidentali, che spirano tra i 40° e i 70° di latitudine nelle zone temperate.

Le correnti a getto sono violenti flussi d’aria che ruotano attorno al Polo Nord all’interno di una fascia che presenta profonde ondulazioni: le onde di Rossbyn.
La circolazione di queste correnti a getto può essere più o meno rapida. Esistono dunque due tipi fondamentali di circolazione atmosferica, la cui alternanza spiegherebbe le variazioni climatiche che si succedono nel tempo.
A tali condizioni fisiche si sovrappone l’azione dell’uomo, che con la liberazione dei gas serra nell’atmosfera tende ad aumentare il riscaldamento dell’aria.

L’oscillazione climatica opera in un preciso modo nelle fasce tropicali, in particolare sul bordo meridionale del Sahara, nella regione chiamata Sahel.
Negli anni freddi delle fasce temperate boreali, la fascia arida viene sospinta verso sud, abbandonando il Mediterraneo e investendo i paesi del Sahel. Nelle annate tiepide la fascia arida si sposta sul Mediterraneo e il Sahel può ricevere più piogge.

Sostanzialmente quindi, quando a nord le temperature si abbassano a sud del Sahara il deserto si espande, quando a nord la temperatura si alza, a sud del Sahara, il Sahel conosce stagioni umide.

Le cause antropiche della desertificazione

I principali modi in cui l’uomo contribuisce alla desertificazione sono 4:

  • L’allevamento del bestiame è stato praticato nelle steppe semiaride di tutto il mondo con il nomadismo e le conoscenze dei limiti ambientali erano puramente empiriche, ma applicate con il rigore di un’esperienza millenaria, e tali da permettere la conservazione del pascolo contrastando la desertificazione.
    L’equilibrio esistente fu compromesso da due fattori concomitanti: la creazione dei confini nazionali e l’aumento della popolazione animale.
    I grandi spazi sia in Africa che in Asia erano aperti alle popolazioni nomadi ma la situazione cambiò alla fine del 1940 in Asia Meridionale e dal 1960 in Africa con la costruzione di barriere interstatali. Le migrazioni vennero sempre più ostacolate costringendo le mandrie a permanere troppo a lungo presso gli stessi pascoli. Il bestiame consumò dapprima la copertura vegetale del terreno e poi le radici fino al completo denudamento del suolo che subì l’azione erosiva del vento.
    Le praterie che si erano conservate intatte sino ad allora si trasformarono presto in campi di dune mobili.
  • Molti stati avviarono un processo di sedentarizzazione delle popolazioni nomadi, attorno ai villaggi i suoli vennero sottoposti a forme rudimentali di agricoltura intensiva, senza più rispettare le consuetudini più antiche di turnazioni e di riposo periodico del suolo.
    Non si vararono programmi per aumentare le risorse d’acqua o di concimi al fine di reintegrare i sali minerali consumati dalle coltivazioni. La qualità dei suoli decadde rapidamente e l’inaridimento crebbe sino all’ineludibile desertificazione. Gli stessi problemi avevano interessato in America le aree occupate dalla grande prateria. Negli USA nei primi decenni del ‘900 furono messe a coltura vastissime aree degli Stati centrali.
    Intorno al 1930 si arrivò all’esaurimento dei Sali minerali del terreno e questo coincise con una serie di anni aridi, ne seguì la catena di eventi che vide: la perdita dei raccolti, l’abbandono delle campagne, la deflazione eolica.
    Le nuvole di polvere si alzarono tanto in alto da arrivare sino alle città dell’est e una gran parte delle pianure rischiò la desertificazione.
    La situazione venne recuperata con il vasto programma di bonifica agricola varato dal New Deal del presidente Roosevelt che comprendeva tra l’altro la creazione di numerosi laghi artificiali che misero a disposizione un quantitativo di acqua tale da cambiare le condizioni climatiche e aprire a quel miracolo economico che ancora oggi perdura.
  • Il disboscamento è un fenomeno che non era presente nella società nomade, l’aumento della popolazione e la crescita del fabbisogno energetico pro capite però ha portato alla distruzione del bosco dei margini desertici a cui è seguita quella dei cespugli del sottobosco e il punto d’arrivo è il denudamento del terreno e la deflazione eolica.
  • L’irrigazione di suoli subaridi operata senza le necessarie precauzioni può avere conseguenze gravi. In profondità nel terreno esistono spesso livelli ricchissimi di cloruro di sodio o di altri minerali e l’acqua penetrandovi li solubilizza in parte. A causa dell’alta temperatura, infatti, l’acqua evapora e trasporta i sali in superficie.
    Il sodio si rivela tossico per la vegetazione e consegna il suolo spoglio all’azione del vento.