Green Pass per bar e ristoranti, il coro dei politici: “Italia come la Francia”. Ma Giorgia Meloni tuona: “raggelante follia anticostituzionale”

Green Pass per bar, ristoranti, cinema e treni: l'idea stuzzica i politici italiani, coro di favorevoli da tutti i partiti ma si oppone in modo molto duro Giorgia Meloni

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Coro quasi unanime di apprezzamenti per la scelta del Presidente francese Macron che ieri ha annunciato nuove restrizioni con l’applicazione del Green Pass anche per entrare nei bar, cinema, ristoranti e sui treni a lunga percorrenza, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione a vaccinarsi. La Francia è ancora molto indietro con le vaccinazioni, soltanto il 36% dei francesi ha completato il ciclo vaccinale (contro il 45% degli italiani e il 66% dei britannici), e soltanto il 52% dei francesi ha ricevuto la prima dose (contro il 66% degli italiani e l’87% dei britannici), e l’obiettivo dell’annuncio di Macron potrebbe essere legato proprio alla necessità di sensibilizzare i francesi a sottoporsi al vaccino, fermo restando che il Green Pass adottato da Macron consente qualsiasi attività anche ai non vaccinati, purchè abbiano fatto un tampone risultato negativo nei 3 giorni precedenti.

Intanto, però, mentre nel Regno Unito la situazione degenera con un brusco aumento di morti e ricoverati nonostante le vaccinazioni di massa. E’ un fatto che al momento la situazione epidemiologica peggiore in assoluto sia quella del Paese che ha più vaccinati di tutti.

In Italia molti politici di quasi tutti i partiti e di ogni schieramento si esprimono in modo favorevole rispetto alla scelta di Macron, e dopo quanto accaduto con il coprifuoco lo scorso autunno (un provvedimento adottato dal governo francese e poi copiato da Conte per l’Italia), c’è la possibilità concreta che l’Italia segua la Francia anche su questa scelta del Green Pass per la vita sociale interna. Una scelta disperata, adottata nella convinzione che i vaccinati siano al sicuro e che quindi possano fare la vita normale, purtroppo smentita dai dati che arrivano dal Regno Unito e quindi in ogni caso destinata a durare poco anche nei Paesi che la adotteranno.

Ad esprimersi in modo favorevole rispetto a quest’ipotesi è stato il governatore della Regione Liguria, nonchè leader del movimento “Cambiamo”, Giovanni Toti, che nelle scorse ore si era opposto a nuove ipotesi di chiusure: “Sul Green Pass sono d’accordo con la Francia! Da governatore, come potrei spiegare ai cittadini che si sono vaccinati che potrebbero dover di nuovo limitare le loro libertà, nonostante tanti sacrifici, per colpa di chi non si è voluto proteggere? Io mi sono vaccinato. Come me milioni di persone lo hanno fatto per senso civico, per la propria salute e quella degli altri. Non è un obbligo ma credo sia giusto, come ha scelto la Francia, impedire l’accesso a bar, ristoranti, cinema e tante altre attività a chi non ha il Green Pass o almeno il tampone fatto nelle ore precedenti. Perche queste libertà le abbiamo riconquistate soprattutto grazie a chi quel vaccino l’ha fatto. E non merita oggi di doverci rinunciare per colpa di chi è rimasto a guardare… e spesso a criticare“.

Anche Toti, quindi, parte dal presupposto che i vaccinati siano al sicuro, ignorando però l’evidenza che la variante Delta è resistente ai vaccini somministrati e che può contagiare e uccidere tanto i vaccinati quanto i non vaccinati.

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco si è espresso in modo positivo: “Per un rigorista come me è una bella idea, quindi ben venga anche da noi. Io credo che sia l’elemento per facilitare un’adesione al vaccino“.

Ad accodarsi al coro dei favorevoli c’è anche la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, Licia Ronzulli: “Per prima ho proposto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, nonostante la titubanza di parte del Parlamento e le minacce ricevute dalla setta dei no vax. Oggi dico che bisogna estendere l’uso del Green Pass anche per accedere a luoghi in cui gli assembramenti sono inevitabili come ristorarti, bar, cinema, teatri, mezzi di trasporto, stadi e così via. La soluzione per contrastare il Covid è il vaccinio e non certo, come proposto da qualcuno che vive sulla luna, nuove limitazioni. Anche altri paesi europei, come la Francia, si sono mossi in questa direzione. Non possiamo rischiare di ritrovarci tutti costretti in casa per l’irresponsabilità di qualcuno, non è giusto limitare la libertà altrui per egoismo, dubbi o, peggio ancora, per propri preconcetti ideologici. Lo stesso, ovviamente, vale per la scuola. Il rifiuto di alcuni insegnanti a vaccinarsi, anche se pochi, non è tollerabile ed è assimilabile a quello degli operatori sanitari per i quali, anche grazie a una mia battaglia, è stato introdotto l’obbligo“.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’onorevole del Partito Democratico Paola De Micheli: “Adottiamo anche in Italia la linea annunciata dal Presidente francese Emmanuel Macron di voler estendere il ‘green pass’ per accedere a ristoranti, caffè e trasporti. Di fronte alla risalita dei contagi a causa delle varianti del virus, occorre ribadire un principio fondamentale a chi è ancora scettico: vaccinarsi è l’unico modo per proteggere noi stessi e gli altri, soprattutto le persone più fragili. Per questo è giusto riconoscere a chi si vaccina la possibilità di tornare a una vita normale. Occorre un di più di responsabilità anche per affrontare la stagione autunnale. L’annuncio di Macron ha già avuto un effetto: l’impennata nell’arco di poche ore delle prenotazioni del vaccino“.

E ancora, il presidente Ali (Autonomie Locali Italiane) e coordinatore sindaci Pd, Matteo Ricci: “Per rendere più sicuri i luoghi dell’aggregazione e vivere pienamente la stagione estiva va organizzata e incentivata al massimo una campagna di vaccinazione dei cosiddetti ‘Ni-vax’, ovvero gli indecisi e gli attendisti. Introdurre il green pass obbligatorio nelle zone della movida spingerebbe i giovani a vaccinarsi, e anche rapidamente. più vaccini, più divertimento“.

Tutti convinti dal presupposto che i vaccinati siano al sicuro e non rischiano quindi di contagiarsi, o quantomeno di ammalarsi e morire. A differenza di quanto stanno dimostrando i dati epidemiologici dei Paesi in cui sono stati vaccinati praticamente tutti.

Contrario, invece, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, ma più che altro per motivazioni burocratiche e legislative: “Ci sono già alcune attività per quali è richiesto l’utilizzo del Green pass ma ci sono dei conflitti a livello di Garante della privacy. Non in più, ma dove è già previsto. In questo momento non ce n’è bisogno, anche perché la campagna vaccinale sta andando molto bene e non abbiamo necessità di usare misure come quelle francesi per incentivarlo“.

L’unico leader politico fortemente contrario all’ipotesi è il Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che è intervenuta con un tweet: “L’idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è raggelante, è l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d’Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile“.