Le sette Isole Ionie dei poeti greci

Itaca, Corfù, Zante e Paxos sono solo alcune delle sette isole ionie cantate dai poeti. Un arcipelago di rara bellezza che oggi è un paradiso per i viaggiatori in cerca di spiagge bianche, archietture veneziane e bizantine, villaggi di pescatori e macchia mediterranea

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Nello Ionio greco si trovano le isole greche che più di altre ispirarono i poeti, si tratta di un arcipelago di sette isole ionie che vengono chiamate Eptaneso e comprendono luoghi incastonati nelle pagine della letteratura come: Itaca, Zacinto, Cefalonia o Corfù, luoghi che furono cantati da poeti come Omero, Saffo, Leopardi e Foscolo.
Se esercitarono una tale suggestione sulle pagine di scrittori di ogni epoca è perché si tratta di luoghi ricchi d’incanto in cui le distese di ulivi e cipressi si immergono in un mare blu nel mite clima dello Ionio.

Le isole dello Ionio greco

All’imbocco del mare Adriatico, le Isole dello Ionio greco furono per secoli dominio di Venezia e ancora oggi conservano i segni di questa lunga interferenza culturale nelle architetture e nei costumi. Di quel periodo rimangono anche le possenti fortificazioni della fine del XVI secolo e l’antica cittadella di Corfù.

A Zante, della dominazione molto è andato distrutto nel terremoto del 1953, ma nella chiesetta di San Dionisio si trovano ancora gli affreschi della scuola del Tiepolo.

Le sette Isole Ionie, chiamato dai greci Eptaneso, compredono: Cefalonia, Corfù, Paxos, Leucade, Itaca, Zante e Cerigo. Oltre a queste, ci sono altre isole minori che sono: Antipaxi, Othoni, Meganisi, Erikousa, Mathraki.

Cefalonia

Cefalonia è stata abitata sin dal neolitico ma è nota per essere l’isola da cui partirono i proci per raggiungere la vicina Itaca e pretendere la mano di Penelope e il governo dell’isola. Durante la dominazione micenea ospitava 4 centri abitati mentre più tardi fu annessa all’Impero Romano e la sua posizione la rese appetibile anche ai dominatori medievali come i Normanni e infine dai Veneziani.

Da non perdere la spiaggia di Myrtos, che con le sue acque cristalline rende la costa un vero e proprio paesaggio da cartolina. Ma da esplorare sono anche le spiagge della zona nord-ovest che risultano più riparate e meno conosciute ma non per questo prive di infrastrutture e servizi per l’accoglienza.
Nell’isola più grande delle Ionie, inoltre, vi è la celebre grotta di Melissani, nata dal crollo di una roccia e con la caratteristica acqua color cobalto.

Itaca

Atokos è una piccola isola disabitata che si trova a pochi chilometri da Itaca, la leggendaria isola su cui regnava Ulisse e verso cui tornò dopo il suo lungo viaggio di ritorno da Troia per raggiungere le braccia della sua amata Penelope.

Oggi la cittadina principale è Vathy, situata in fondo a una profonda baia dotata di uno dei più bei porti naturali della Grecia insulare, qui l’atmosfera è dolce e piacevole e le case colorate che si riflettono sul mare sono circondate da colline a picco ricoperte da una profumata e densa macchia mediterranea.

Da non perdere in una visita in questi luoghi è certamente Stravos, dove il mito indica che abitasse proprio Ulisse. I resti di un palazzo sono stati scoperti nel 2010 e probabilmente sono da attribuire alla residenza di un re miceneo che visse sull’isola.

Corfù

corfù.L’isola di Corfù viene identificata con l’antica Scheria, la terra ricordata nell’Odissea come la patria dei Feaci, un popolo di marinai. Racconta Omero che dopo aver lasciato la ninfa Calipso, la zattera di Ulisse in balia delle onde venne distrutta e che l’eroe fu ritrovato sulla spiaggia alla foce di un fiume da Nausicaa, la figlia del re, che affascinata lo condusse a corte dove egli raccontò la propria storia.

Il capoluogo è una magnifica città chiusa tra due colline dall’aspetto elegante con le vie lastricate, le gradinate di pietra, le chiese bizantine e veneziane, le antiche dimore e le piazze pittoresche.
A conquistare il visitatore sono le due fortezze, il palazzo di San Michele e quello di San Giorgio, ma anche la tomba di Menecrate.

Il monastero di Vlacherna è però il vero e proprio simbolo di Corfù: si tratta di una chiesa bianca che si posiziona proprio in mezzo al mare ed è collegata alla terraferma solamente da uno stretto pontile su cui attraccano le barche.

Zante

Zante con le sue alte scogliere e le sue magnifiche spiagge dove nascono le tartarughe si trova vicino alle coste del Pelponneso. A caratterizzarla è il Giacinto selvatico che cresce nella fitta vegetazione e da esso l’isola prende il nome. Dai Veneziani fu soprannominata Fior di Levante per la sua bellezza, la fertilità del terreno e il clima particolarmente mite.

Ma quello che più di ogni altro riferimento rende celebre l’isola è il sonetto di Ugo Foscolo che qui nacque e le cui sacre sponde rimpianse dal suo esilio.
Il paesaggio che a lungo vagheggiò il poeta è ancora lì che attende il visitatore con le coste rocciose, i borghi di pietra, i villaggi di pescatori e le spiagge dorate.

Leucade

Leucade venne resa celebre dai versi della poetessa Saffo. Secondo una leggenda Saffo, non corrisposta nell’amore per Faone, un demone, si gettò da una scogliera chiamata appunto Leucatas, cioè scoglio bianco, proprio quello da cui derivava il nome dell’isola.
Questa scena suggestionò l’immaginario di Leopardi che nella sua lirica “L’ultimo canto di Saffo”, descrisse la poetessa al margine di una scogliera in un paesaggio notturno rischiarato da raggi di luna.

Oggi sulla rupe di Leucade si trova un faro panoramico e nei pressi i resti di un tempio dedicato ad Apollo, probabilmente legato al rito del Katapontismos, ossia un rituale di annegamento di persone o di cose che dallo scoglio si compiva.

Oggi l’isola si presenta come un’isola montagnosa ma molto fertile e particolarmente vicina al continente, tanto da poter essere raggiunta attraverso una lunga strada rialzata e un ponte mobile di circa 50 metri.
Leucade, inoltre, viene definita l’isola caraibica della Grecia per le spiagge bianchissime protette da falesie e straordinariamente ricca di paesaggi verdi e montuosi.

Paxos

PaxosA pochi chilometri a sud da Corfù si trova Paxos, secondo la leggenda venne creata da Poseidone il dio del mare dell’Olimpo greco, staccando da Corfù un pezzetto di terra con il suo tridente.

Nella grotta Yapapanti, della piccola isola, il dio aveva intenzione di ritirarsi con la sua amata Anfitrite, una delle Nereidi, dalla quale nacquero i tritoni, creature mostruose al servizio dei divini genitori che potevano placare o scatenare le tempeste marine suonando un corno a forma di chiocciola ricavato da una conchiglia.

Citera

L’isola di Cerigo anche chiamata Citera, è un’isola arida e all’apparenza non corrisponde all’idea che si potrebbe avere dell’isola dalle cui acque nacque Afrodite e dove si trovava il tempio a lei dedicato.  Sull’isola che misura circa 280 chilometri quadrati, tuttavia, si trovano numerose bellezze naturali come le verdissime valli che giungono fino al mare formando incantevoli spiagge, i pittoreschi villaggi che si trovano sulla costa e i monasteri che impreziosiscono l’interno, ma anche i monumenti bizantini e le fortezze qui lasciate dai veneziani.

L’attrazione principale dell’isola è il Kastro, una fortezza costruita proprio dai veneziani e che costituisce un eccezionale punto panoramico.
Non meno interessanti sono i piccoli e caratteristici villaggi dell’entroterra, come Potamos, Karavas, Mylopotamos. Dal villaggio di Mylopotamos parte un magnifico sentiero da compiere a piedi che segue il fiume e che lungo il cammino consente di vedere cascate, laghetti e mulini. Molto suggestiva è anche la Grotta di Aghia-Sofia, una grotta destinata a chiesa dedicata a Santa Sofia, decorata con affreschi medievali.