Covid-19, il caso Cile: boom di contagi e morti per tutto l’inverno australe con il 74% di vaccinati. Il confronto con il Sudafrica

Covid-19, la pandemia nel mondo: il caso Cile preoccupa l'Europa in vista dell'autunno-inverno. Nel Paese Sudamericano i contagi e i morti non si sono fermati per tutta la stagione fredda nonostante il record di vaccinazioni
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In Europa è in corso una nuova ondata epidemiologica di contagi provocata dalla variante delta del Covid-19. Il numero dei casi e, di conseguenza, il numero di ospedalizzati e morti è ancora contenuto, seppur in sensibile aumento rispetto ai mesi scorsi. Ma l’Europa si trova ancora in estate, e questo – soprattutto in Paesi caldi e soleggiati come l’Italia – sta senza ombra di dubbio aiutando a limitare la diffusione del virus e la sua aggressività, rispetto ai periodi invernali che come abbiamo già visto nella scorsa stagione, sono quelli peggiori per il diffondersi del contagio e per le conseguenze gravi della malattia.

In vista dell’autunno europeo, quindi, per capire cosa ci aspetta, possiamo volgere lo sguardo verso quei Paesi con caratteristiche simili all’Italia e all’Europa che si trovano nell’emisfero australe dove le stagioni sono invertite rispetto alle nostre.

Ci sono due Paesi che hanno caratteristiche climatiche molto simili all’Italia: si tratta di Cile e Sudafrica. Hanno un clima Mediterraneo, sono Paesi sviluppati in cui il sistema sanitario funziona e quindi i dati sono particolarmente affidabili. Tra i due Paesi, il Sudafrica è certamente quello che fino al momento è riuscito a gestire meglio la pandemia con 42.709 casi e 1.268 morti ogni milione di abitanti, a fronte del Cile che ha avuto fino ad oggi 84.285 casi e 1.878 morti ogni milione di abitanti, cioè un’incidenza del virus superiore al doppio di quella del Sudafrica e un tasso di mortalità enormemente più grande (anche se comunque inferiore a quello dell’Italia, dove a fronte di 73.231 casi ogni milione di abitanti abbiamo 2.126 morti ogni milione di abitanti).

Ma la più grande differenza tra Cile e Sudafrica, al momento, è che il Cile è uno dei Paesi con la più alta vaccinazione del mondo, mentre il Sudafrica è uno di quelli con la più bassa. In Cile, infatti, ha ricevuto il vaccino il 74% della popolazione, una percentuale superiore a quella di tutti i grandi Paesi europei (soltanto Islanda e Malta hanno fatto di meglio), mentre nel Sudafrica ha ricevuto il vaccino soltanto il 12% dell’intera popolazione del Paese.

cile sud africa vaccini

Se consideriamo invece la percentuale di persone completamente vaccinate (entrambe le dosi), in Cile siamo al 67%, in Sudafrica addirittura al 7%.

cile sud africa vaccini ciclo completo

Quindi due Paesi simili, con le stesse stagioni nello stesso emisfero, un sistema sanitario di livello pressocchè analogo, un andamento epidemiologico molto simile e un’enorme differenza per numero di vaccinazioni.

Certamente la situazione attuale sarà molto migliore in Cile, dove sono vaccinati sette cileni su dieci, rispetto al Sudafrica dove è vaccinato soltanto un sudafricano su dieci. Vediamo se è proprio così.

Nonostante l’altissimo tasso di vaccinazioni, il Cile ha avuto un autunno-inverno terribile con due picchi elevatissimi di contagi ad aprile e poi a giugno, quando era già vaccinato più della metà della popolazione nazionale.

Al contrario in Sudafrica fino a metà Maggio, che corrisponde al nostro mese di Novembre, il contagio è rimasto azzerato per poi impennarsi tra Giugno e Luglio, nel cuore dell’inverno australe, in linea con l’andamento stagionale del virus e con lo stesso identico corso epidemiologico di un anno fa.

Nell’ultimo mese il contagio è diminuito in entrambi i Paesi:

L’andamento della mortalità è in linea con quello dei contagi: il Cile ha avuto un numero di morti elevato per tutto l’autunno-inverno, e adesso è ancora alto seppur in lieve calo. In Sudafrica, al pari, il numero dei morti è aumentato in seguito ai contagi, per stabilizzarsi così come è accaduto all’ondata epidemiologica. In entrambi i casi, per entrambi i Paesi, la curva della mortalità ha seguito quella dei contagi:

mortalità covid febbraio agosto cile e sud africaIl dato più emblematico, però, è quello del “case fatality rate“, cioè il rapporto tra morti e casi. Si tratta del tasso di letalità, cioè la percentuale dei morti in rapporto al numero di contagi. Da questo dato possiamo notare che in Sudafrica il tasso di letalità tra Luglio e Agosto si è sempre mantenuto intorno al 2-3%, mentre in Cile è aumentato fino all’attuale 6%. Questo potrebbe dipendere dal fatto che adesso non ci sono molti contagi in Cile, e quindi la percentuale dei morti è più elevata rispetto a prima, e a quanto succede in Sudafrica dove vengono rilevati molti più casi:

In ogni caso non si vedono enormi benefici dalle vaccinazioni in Cile rispetto al Sudafrica e rispetto allo scorso anno. In Cile, infatti, il numero dei contagi e il numero dei morti è stato sensibilmente superiore quest’anno rispetto allo stesso periodo di un anno fa nonostante un’altissimo tasso di vaccinazioni. Ed è questo il dato più preoccupante in vista del prossimo autunno-inverno in Italia e in Europa:

Inoltre, a differenza del Sudafrica dove il contagio è legato alla variante Delta, in Cile con un alto tasso di vaccinazioni hanno il predominio le varianti Gamma e Lambda:
Attenzione, quindi, a cantare vittoria troppo presto.

Le indicazioni che arrivano dal resto del mondo sull’efficacia dei vaccini anti Covid non sono per nulla confortanti e cresce il timore che l’Italia e l’Europa vivano un altro lungo inverno pesantemente condizionato dalla pandemia.

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