Covid, il farmaco ideato dal dott. Nadir Arber funziona: è naturale, costa poco e non ha effetti collaterali

Covid, ottimi risultati dal nuovo farmaco naturale ed economico sviluppato da un gruppo di ricerca israeliano di Tel Aviv guidato dal dott. Nadir Arber

Il 93% dei 90 pazienti gravi affetti da coronavirus trattati con il nuovo farmaco sviluppato da un team del Sourasky Medical Center di Tel Aviv è stato dimesso in cinque giorni. Nella seconda fase di sperimentazione, il farmaco ha confermato le ottime performance ottenute nella prima, condotta in Israele lo scorso inverno. “L’obiettivo principale di questo studio era verificare che il farmaco fosse sicuro – ha affermato Nadir Arber, responsabile della ricerca – Fino ad oggi non abbiamo registrato alcun effetto collaterale significativo in nessun paziente di entrambi i gruppi“. Lo studio è stato condotto ad Atene (Grecia) perchè Israele non aveva abbastanza pazienti in grvi condizioni.

Arber e il suo team hanno sviluppato il rimedio sulla base di una molecola, chiamata CD24, che è naturalmente presente nell’organismo. “E’ importante ricordare che 19 pazienti su 20 di covid-19 non hanno bisogno di alcuna terapia“, ha affermato Arber. In chi si aggrava, è stato notato che la causa principale del deterioramento è legato a un’eccessiva attivazione del sistema immunitario, nota anche come tempesta di citochine. In caso di pazienti covid-19, il sistema inizia ad attaccare le cellule sane nei polmoni. “Questo è quanto i nostri farmaci mirano a evitare“, ha detto. CD24 è una proteina che è ancorata alla membrana delle cellule e svolge molte funzioni, inclusa la regolazione del meccanismo responsabile della tempesta di citochine. Arber ha sottolineato che il nuovo trattamento non colpisce il sistema immunitario nel suo insieme, ma mira solo a questo specifico meccanismo, aiutandolo a ritrovare il suo corretto equilibrio. “Questa è medicina di precisione – ha detto – Siamo molto felici di aver trovato uno strumento per affrontare la fisiologia della malattia“. Il team è ora pronto per avviare l’ultima fase dello studio.

Per quanto promettenti possano essere i risultati delle due prime fasi di un trattamento, nessuno può essere sicuro di nulla finchè i risultati non vengono confrontati con quelli dei pazienti che ricevono un placebo“, ha affermato. Allo studio prenderanno parte 155 pazienti affetti da coronavirus. A due terzi di loro verrà somministrato il farmaco e a un terzo un placebo. Lo studio sarà condotto in Israele e potrebbe essere condotto anche in altri luoghi se il numero di pazienti nel Paese non sarà sufficiente. “Speriamo di completarlo entro la fine dell’anno“, ha detto Arber. Se i risultati saranno confermati, ha dichiarato che il trattamento può essere reso disponibile in tempi relativamente brevi e a basso costo.