Covid-19, in Italia situazione molto peggiore di un anno fa. E per gli over-80 dopo il vaccino il tasso di letalità è raddoppiato: dal 21% al 43%. I DATI

Covid-19, il monitoraggio dell'epidemia in Italia al 4 agosto: situazione molto peggiore di un anno fa, nonostante le vaccinazioni e le maggiori restrizioni di oggi. Preoccupa il clamoroso aumento del tasso di letalità per gli over 80: dopo il vaccino è schizzato dal 21% al 43%

MeteoWeb

Peggiora di giorno in giorno la situazione epidemiologica in Italia a fronte della nuova ondata di contagi determinata dall’avanzata della variante Delta: nonostante infatti sia vaccinata con ciclo completo gran parte della popolazione italiana (oltre il 53% dell’intera popolazione, e il 61% della popolazione vaccinabile over 12, ma soprattutto l’85% degli over 60 dove si concentra la mortalità e l’ospedalizzazione da Covid-19), abbiamo numeri di gran lunga peggiori rispetto alla stessa data di un anno fa, in piena estate. Difficile pensare che la situazione dello scorso anno fosse merito del lockdown di marzo e aprile: l’Italia era tornata alla normalità già a maggio, senza mascherine e senza vaccini, e fino a inizio ottobre il contagio era rimasto azzerato con gli ospedali completamente vuoti nonostante 5 mesi consecutivi di folle, assembramenti, discoteche, eventi e turismo incontrollati. Quest’anno, nonostante maggiori restrizioni (le discoteche, ad esempio, non hanno mai riaperto; le mascherine sono ancora obbligatorie nei luoghi chiusi e chi vuole le continua ad usare anche all’aperto; i vaccini sono già stati somministrati alla maggioranza della popolazione) la situazione è molto peggiore.

Nell’ultima settimana, infatti, abbiamo avuto una media di 5.500 nuovi casi giornalieri: nella stessa settimana di un anno fa (fine luglio, inizio agosto 2020) la media dei nuovi casi giornalieri era di 250. Ventidue volte più bassa. Sempre nell’ultima settimana abbiamo avuto una media giornaliera di 17 morti: nella stessa settimana di un anno fa era di 8 morti. Oggi, quindi, la mortalità è cresciuta del doppio rispetto alla scorsa estate. La media del tasso di positività, che documenta la reale circolazione del virus, è del 2,6% nell’ultima settimana ma nella stessa settimana di un anno fa era dello 0,6%. E oggi abbiamo 94.216 persone attualmente positive in Italia, di cui 2.196 ricoverate nei reparti di medicina generale e 258 ricoverate in terapia intensiva (dati di ieri, 3 agosto 2021). Lo stesso giorno di un anno fa, il 3 agosto 2020, avevamo appena 12.474 persone attualmente positive, di cui soltanto 734 ricoverate nei reparti di medicina generale e 41 ricoverate in terapia intensiva. Non c’erano i vaccini, ma la situazione era molto migliore rispetto ad oggi.

Il monitoraggio settimanale realizzato dal brillante dott. Luca Fusaro documenta come nell’ultima settimana (28 luglio-03 agosto), in Italia abbiamo avuto un ulteriore aumento dei nuovi casi (+19,9%) e degli indicatori ospedalieri: +36,3% di pazienti ricoverati in area medica, +36,5% nelle terapie intensive. Continuano a salire anche i decessi (+8,1%), nonostante appunto più di 15 milioni di over 60 pari all’85% del totale abbiano già completato il ciclo vaccinale.

Il trend dei nuovi casi è in crescita per la 4ᵃ settimana consecutiva: 38.328 i contagi accertati (+19,9%):

Aumentano anche gli attualmente positivi da 70.310 a 94.216 (+34%).

Il 97,4% dei casi attivi è in isolamento domiciliare, il 2,3% ricoverato con sintomi, lo 0,3% in terapia intensiva.

Sale il numero degli ospedalizzati da 1.800 a 2.454 (+36,3%). L’89,5% degli ospedalizzati è ricoverato in area non critica, il 10,5% in terapia intensiva.

Nell’ultima settimana i decessi si attestano a 120 (+8,1%), in media 17 al giorno.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • nuovi casi settimanali: da 31.963 a 328 (+19,9%);
  • casi attualmente positivi: da 70.310 a 94.216 (+34%);
  • ospedalizzati: da 1.800 a 2.454 (+36,3%);
  • persone in isolamento domiciliare: da 68.510 a 91.762 (+33,9%);
  • decessi: da 111 a 120 (+8,1%);
  • ricoveri in terapia intensiva: da 189 a 258 (+36,5%);
  • pazienti ricoverati con sintomi: da 1.611 a 2.196 (+36,3%).

Incidenza settimanale per 100.000 abitanti e occupazione posti letto COVID

L’incidenza settimanale per 100.000 abitanti sale da 54 a 65.

I posti letto occupati in area medica sono il 4% (2.196 su 55.544), in terapia intensiva il 3% (258 su 8.616).

Col decreto-legge 23 luglio 2021 n. 105 pubblicato in GU n. 175 del 23-7-2021 cambiano i parametri. Si resta in zona bianca se si registrano meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. In caso di contagi settimanali tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10% o che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15%. Se i due parametri sono entrambi superati si passa in fascia gialla. Scatta la zona gialla anche se i casi settimanali superano i 150 settimanali ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non supera il 20% oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30%. Scatta l’arancione se entrambi i parametri sono superati. La zona rossa è attivata nei territori dove l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100mila e si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 40% e quello in terapia intensiva supera il 30%.

Tutt’Italia, quindi, resta ancora in zona bianca, ma la Sardegna e la Sicilia sono vicine a superare la soglia dei ricoveri rispettivamente in terapia intensiva e in area medica. Qualora crescesse anche l’altra soglia, passerebbero in zona gialla: non è un’eventualità imminente, ma c’è il rischio che questo possa avvenire nell’arco di un paio di settimane.

Testing

Aumenta il numero delle persone testate, ma si riduce quello dei tamponi. Il tracciamento dei casi, quindi, non funziona bene ed è palese che ci siano molti positivi che sfuggono ai dati.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • numero di persone testate per settimana: da 351.135 a 257 (+1,7%);
  • tamponi settimanali: da 1.458.229 a 446.311 (-0,8%).

Tasso di positività

Il tasso di positività è un indicatore della diffusione di una epidemia. Viene definito come il rapporto tra il numero di positivi rispetto ai tamponi effettuati. Un’altra possibile definizione considera i “casi testati” al posto dei tamponi. La ragione di questa definizione alternativa è dovuta al fatto che il numero di tamponi include anche quelli di controllo effettuati per accertare la guarigione di un soggetto positivo. Vediamo l’andamento di entrambi nelle ultime due settimane.

In Italia il tasso di positività calcolato sui tamponi cresce dal 2,2% al 2,7%, quello calcolato sui casi testati aumenta dal 9,1% al 10,7%.

L’aumento dei casi, da 31.963 a 38.328 (+19,9%), è dovuto esclusivamente alla maggiore circolazione del virus, infatti il tasso di positività calcolato sui tamponi è cresciuto dal 2,2% al 2,7%. Aumentano gli ospedalizzati (+36,3%) da 1.800 a 2.454 (+654), di cui 2.196 (+585) ricoverati con sintomi (+36,3%) e 258 (+69) pazienti in terapia intensiva (+36,5%). In Italia risultano 2.454 ospedalizzati positivi al SARS-CoV-2 su 59.257.566 abitanti (pop. residente al 1° gennaio 2021 – Fonte Istat) ossia 1 su 24.147. Dei 94.216 casi attivi il 97,4% è in isolamento domiciliare.

Vaccini

Nota metodologica: nel calcolo delle percentuali dei vaccinati utilizzo come dato non l’intera popolazione italiana ma la platea interessata ossia i soggetti ≥ 12 anni che secondo la stima dell’Istat sulla popolazione residente al 1° gennaio 2021 è pari a 53.399.242.

Al 4 agosto (aggiornamento ore 06:09), il 10,54% della popolazione over 12 è in attesa della 2ᵃ dose (n. 5.630.777), il 62,14% ha completato il ciclo vaccinale (n. 33.183.256), il 27,31% non ha ricevuto alcuna dose (n. 14.585.209), il 72,69% ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 38.814.033).

Gli over 80 che hanno completato il ciclo vaccinale sono il 92,34% (4.137.391 su 4.480.426).

Gli over 60 che hanno completato il ciclo vaccinale sono 15.135.063 su 17.886.878 (84,62%), altri 776.778 hanno ricevuto la prima dose e sono in attesa della seconda per un totale di vaccinati over 60 che sale all’88,96%. Soltanto 1.975.037 non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (11,04%).

Vediamo in dettaglio la percentuale di vaccinati per fasce di età.

Tasso di letalità raddoppiato dopo i vaccini

Il dato più preoccupante arriva proprio dall’analisi del tasso di letalità dall’inizio della pandemia ad oggi per gli over 80. Doverosa premessa: nella prima ondata della pandemia (marzo-aprile 2020), il tasso di letalità era enormemente più alto non perchè la malattia fosse peggiore, ma per la mancanza di un adeguato tracciamento dei casi. La percentuale dei morti, quindi, era più alta perchè la stragrande maggioranza dei contagi, in modo particolare quelli asintomatici, non veniva tracciata. Mese per mese, aumentando il numero dei tamponi, il tasso di letalità è crollato in tutto il mondo e oggi in Italia siamo scesi ad un tasso di letalità complessivo dall’inizio della pandemia del 2,9%, enormemente sovrastimato proprio per la mancanza del tracciamento di milioni di casi positivi. Sappiamo anche che il tasso di letalità è enormemente basso per gli under 60. Sale invece significativamente dai 70 anni in poi, superando il 20% soltanto per gli over 80.

Abbiamo già visto come oggi il 92% degli over 80 in Italia è già vaccinato con entrambe le dosi (ciclo completo) da un paio di mesi, avendo completato le vaccinazioni già a maggio (per gli over 80 le somministrazioni erano iniziate già a gennaio). In base ai dati ufficiali forniti dall’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute, quindi dal Governo, vediamo che il tasso di letalità per gli over 80 è clamorosamente raddoppiato: prima delle vaccinazioni era del 20,66%, dopo le vaccinazioni è del 43,50%.

Il grafico, elaborato dal dott. Francesco Santoro, mostra il raddoppio del tasso di letalità in modo inequivocabile:

La fonte dei dati sono i bollettini ufficiali dell’autorità governativa:

DATI ISS AL 22 dicembre 2020:
https://www.epicentro.iss.it/…/Bollettino-sorveglianza…

DATI ISS AL 5 maggio 2021:
https://www.epicentro.iss.it/…/Bollettino-sorveglianza…

DATI ISS AL 21 luglio 2021:
https://www.epicentro.iss.it/…/Bollettino-sorveglianza…

Sarebbe molto interessante capire a cosa sia dovuto questo clamoroso aumento del tasso di letalità tra gli over 80, che è molto netto e al momento non evidente nei numeri generali della pandemia perchè da 4 mesi il virus sta circolando molto poco e quindi i numeri assoluti sono bassi (seppur peggiori rispetto allo stesso periodo di un anno fa), ma si tratta di un’indicazione molto molto preoccupante in vista dell’autunno-inverno, anche alla luce della situazione che si sta verificando negli altri Paesi del mondo da cui non arrivano indicazioni confortanti.