“Un’astronauta della NASA ha sabotato la Stazione Spaziale”: la Russia punta il dito su Serena Auñón-Chancellor, “ha avuto un crollo emotivo”

Secondo un funzionario Roscosmos, un'astronauta della NASA avrebbe sabotato la Soyuz nel 2018, causando una perdita d'aria sulla ISS

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La NASA ha confermato il suo sostegno nei confronti dei propri astronauti, in seguito alle affermazioni secondo cui un membro dell’equipaggio statunitense della Stazione Spaziale Internazionale avrebbe sabotato una navicella spaziale russa Soyuz nel 2018, causando una perdita d’aria nel laboratorio orbitante.

Venerdì scorso, durante una teleconferenza sui recenti ritardi relativi alla navicella spaziale Starliner di Boeing, Kathy Lueders, a capo del team human spaceflight della NASA, ha riferito ai giornalisti che gli attacchi personali contro l’astronauta della NASA e ingegnere di volo della Expedition 56 Serena Auñón-Chancellor erano infondati. “Serena è un membro dell’equipaggio estremamente rispettato che ha servito il suo Paese e ha dato contributi inestimabili all’agenzia,” ​​ha dichiarato Lueders. “E io sostengo Serena, sosteniamo Serena e alla sua condotta professionale e non ho trovato credibile questa accusa“.

Le accuse russe

Le dichiarazioni della leadership della NASA seguono la scia delle accuse di un anonimo funzionario “di alto rango” di Roscosmos, rese all’agenzia di stampa russa Tass. L’agenzia afferma che nel 2018 Auñón-Chancellor ha avuto un crollo emotivo nello Spazio e poi ha danneggiato una navicella spaziale russa Soyuz che era attraccata alla Stazione in modo da potere così tornare presto sulla Terra.

L’articolo, pubblicato giovedì 12 agosto, risponde alle critiche dei media statunitensi in merito all’incidente pressoché disastroso che ha coinvolto il modulo scientifico russo Nauka e la Stazione Spaziale Internazionale all’inizio di questo mese.

Nell’articolo di Tass, il giornalista russo Mikhail Kotov ha intervistato un funzionario anonimo dell’agenzia spaziale russa. L’articolo è particolarmente problematico perché non solo nomina specificamente Auñón-Chancellor – l’unica astronauta donna sulla Stazione all’epoca – ma rivela anche una condizione medica di cui ha sofferto in orbita (in genere la NASA mantiene private tutte le cartelle cliniche e le condizioni di salute degli astronauti).

Auñón-Chancellor è stata curata al suo ritorno sulla Terra per una trombosi venosa profonda, nota anche come coagulo di sangue, nella vena giugulare del collo. Kotov ha insinuato che affrontare una tale condizione nello Spazio avrebbe potuto spingerla a voler lasciare la ISS prematuramente, e quindi a sabotare la navicella spaziale che l’ha portata all’avamposto orbitale nel tentativo di tornare a casa prima del previsto.

La perdita sulla Soyuz

Il 29 agosto 2018, i controllori della ISS presso il Johnson Space Center della NASA a Houston hanno notato un leggero calo di pressione a bordo dell’avamposto orbitante. Hanno informato l’equipaggio il giorno successivo e questo è stato in grado di rintracciare la perdita in un piccolo foro nella navicella spaziale russa Soyuz MS-09, attraccata alla ISS a giugno con a bordo Auñón-Chancellor, l’astronauta ESA Alexander Gerst e il cosmonauta russo Sergey Prokopyev.

buco stazione spaziale

Prokopyev, all’epoca comandante della Soyuz, aveva risolto il problema rattoppando il foro di 2 millimetri usando resina epossidica e garza. I funzionari della NASA hanno sottolineato che l’equipaggio non è mai stato in pericolo.

I funzionari spaziali russi hanno deciso di indagare sulla perdita, determinati a scoprirne la causa. Poco dopo, Dmitry Rogozin – il capo di Roscosmos – ha annunciato che la breccia nella Soyuz era una perforazione. Inoltre, secondo Rogozin, la persona che ha praticato il foro apparentemente aveva “una mano vacillante”, citando segni di graffi nelle vicinanze che probabilmente si sono verificati quando il trapano è scivolato.

I funzionari russi hanno fatto un ulteriore passo in avanti insinuando che la mano instabile era probabilmente dovuta al fatto che il colpevole aveva effettuato la perforazione in microgravità, il che significa che il responsabile doveva essere uno dei membri dell’equipaggio, non gli ingegneri russi coinvolti nell’assemblaggio e nei test della navicella spaziale Soyuz prima del lancio sulla Terra.

I funzionari della NASA, però, conoscevano le posizioni precise degli astronauti statunitensi prima che si verificasse la perdita e nel momento in cui è iniziata, grazie al sistema di sorveglianza della Stazione. Il filmato indicava che nessuno degli astronauti statunitensi sulla ISS era vicino al segmento russo dove era attraccato il veicolo Soyuz. Ciò non è stato sufficiente per i russi, convinti che un membro dell’equipaggio avesse sabotato la Soyuz.
Il recente articolo di Tass porta queste affermazioni a un livello superiore e insiste sul fatto che il video della NASA della ISS potrebbe essere stato manomesso e che ai funzionari russi è stata negata la possibilità di esaminare gli strumenti russi e somministrare poligrafi, i test della macchina della verità, agli astronauti.

L’articolo della Tass sembra smentire anche la causa più probabile del buco: l’errore umano a terra.
Il problema molto probabilmente si è infatti verificato sulla terra, prima del lancio, qualcosa su cui Roscosmos ha indagato, ma non ha mai rivelato in modo definitivo i risultati.
Molto probabilmente un tecnico ha danneggiato accidentalmente la navicella spaziale Soyuz e poi ha cercato di coprire l’errore con una toppa di fortuna, che potrebbe essersi spostata durante il volo o il tempo in orbita dopo l’esposizione ripetuta a differenze di temperatura estreme mentre la Stazione orbita attorno alla Terra.

Guardando al futuro

Le relazioni tra le due agenzie spaziali sono diventate più tese negli ultimi anni, ma la leadership della NASA spera in una continua collaborazione orbitale.
Prima del tentativo di lancio della navicella spaziale Starliner di Boeing il 30 luglio, l’amministratore della NASA Bill Nelson ha confermato a Space.com il suo plauso per la relazione di lunga data tra le due agenzie: “A livello terrestre abbiamo enormi tensioni con la Russia, ma nello Spazio cooperiamo“.

Nelson ha anche affermato che si aspetta che la Russia continuerà a lavorare con la NASA per mantenere l’ISS e che spera di annunciare presto che un cosmonauta volerà su un imminente volo SpaceX Crew Dragon, qualcosa che l’agenzia sta cercando di organizzare da tempo.

Forse i cosmonauti faranno il loro debutto nel volo spaziale commerciale SpaceX Crew-4, missione attualmente prevista per il lancio nel 2022, ha spiegato Nelson, ma nulla è ancora confermato.