Coronavirus, 3 protocolli di cura per diverse fasi della malattia: le indicazioni per la prevenzione e la cura della fase polmonare e per la sindrome Post-Covid

"Una serie di agenti terapeutici si è dimostrata promettente sia per la prevenzione che per il trattamento" del Covid-19: i 3 protocolli elaborati dalla FLCCC Alliance per diverse fasi della malattia

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Anche se non esiste una cura o una “bacchetta magica” per il Covid-19, una serie di agenti terapeutici si è dimostrata promettente sia per la prevenzione che per il trattamento di questa malattia, inclusi ivermectina, vitamina D, quercetina, melatonina, vitamina C, fluvoxamina e corticosteroidi”, affermano gli esperti della ‘Front Line COVID-19 Critical Care Alliance’. La FLCCC Alliance, formata dai principali specialisti in terapia intensiva nel marzo 2020, all’inizio della pandemia da SARS-CoV-2, è ora un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata allo sviluppo di protocolli di trattamento altamente efficaci per prevenire la trasmissione di Covid-19 e per migliorare i risultati per i pazienti. “È probabile che nessun singolo farmaco sarà efficace nel trattare questa malattia complessa e che saranno necessari molteplici farmaci con diversi meccanismi d’azione utilizzati in fasi specifiche della malattia. Inoltre, un crescente numero di evidenze suggerisce che molti di questi agenti potrebbero agire sinergicamente in varie fasi della malattia”, spiegano gli esperti, che hanno sviluppato dei protocolli per le cure precoci contro il Covid-19.

Abbiamo sviluppato il protocollo MATH+ per fornire indicazioni per il trattamento della fase polmonare di questa malattia con l’obiettivo di ridurre la mortalità ospedaliera di questa devastante malattia. Tuttavia, è stato presto ovvio che la nostra enfasi doveva passare alla prevenzione e al trattamento domiciliare precoce di questa catastrofica malattia per impedire che i pazienti avanzino nella fase polmonare e richiedano il ricovero. Di conseguenza, abbiamo sviluppato i protocolli I-MASK+ e Test and Treat. Anche se crediamo fermamente che un simile approccio possa mitigare lo sviluppo e la progressione di questa malattia, limitare i decessi e permettere all’economia di ripartire, le autorità sanitarie del mondo sono rimaste in silenzio al riguardo, inclusi OMS, CDC, ecc. Anche se la vaccinazione è parte della soluzione, serviranno molti mesi, se non anni, per vaccinare il 70-85% della popolazione mondiale di 7,8 miliardi di persone, richiesto per l’immunità di gregge. Crediamo che il protocollo I-MASK+ fornisca un ponte per la vaccinazione universale”, continuano gli esperti.

Inoltre, abbiamo sviluppato il protocollo I-MASS per una campagna di distribuzione di massa per ridurre l’impatto del Covid-19 nei Paesi con poche risorse. Recentemente sono apparsi ceppi mutanti di SARS-CoV-2, dimostrando una maggiore trasmissibilità. Molte di queste mutazioni coinvolgono la proteina spike (contro la quale sono stati indirizzati quasi tutti i vaccini), facendo sorgere la reale possibilità che i vaccini possano presto divenire meno efficaci contro i ceppi mutanti di SARS-CoV-2”, come già sta avvenendo, per esempio, con la variante Delta. “Infine, la sindrome Post-Covid è emersa come un disturbo comune e invalidante, la cui fisiopatologia è poco conosciuta. Noi offriamo il protocollo I-RECOVER per aiutare a curare questo disturbo invalidante. Recentemente, la sindrome post-vaccinazione è emersa come una realtà problematica; noi riteniamo che il protocollo I-RECOVER sia utile per trattare questa sindrome”, affermano gli esperti della FLCCC Alliance.

Nell’ottobre 2020, l’ivermectina è stata adottata come un farmaco centrale nei nostri protocolli per la prevenzione e la cura del Covid-19. L’ivermectina, un farmaco anti-parassitario che si trova nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS, è stata somministrata 3,7 miliardi di volte nel mondo e ha vinto il Premio Nobel nel 2015 per i suoi impatti storici e globali nell’eradicare infezioni parassitarie endemiche in molte zone del mondo. L’ivermectina si è dimostrata molto potente contro il Covid-19. Ha mostrato proprietà antivirali e antinfiammatorie negli studi osservazionali e randomizzati condotti in tutto il mondo. I medici e i Ministeri della Salute che hanno adottato l’ivermectina nei protocolli di trattamento riportano notevoli riduzioni nel tempo di recupero, nei ricoveri e nei decessi. L’uso dell’ivermectina come profilassi e prevenzione ha dimostrato negli studi di ridurre anche la diffusione dell’infezione e offrire protezione alle persone ad alto rischio”, sostengono gli esperti.

Di seguito, una sintesi dei 3 protocolli elaborata degli stessi esperti della FLCCC Alliance, disponibile in italiano sul sito dell’organizzazione:

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