Covid, Cartabellotta (Gimbe): “la scuola riparte con i problemi di sempre: classi pollaio, ventilazione e trasporti”

Covid, Cartabellotta (Gimbe): "scuola? Problemi non risolti, l'unica novità è il vaccino ma nella fascia 12-19 un terzo non è vaccinato"

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Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

In merito alla riapertura delle scuole, Cartabellotta ha affermato: “Dispiace che il nuovo anno scolastico riparta con i problemi di sempre: le classi pollaio, la ventilazione, i trasporti. L’unica vera novità rispetto all’anno scorso è che disponiamo dei vaccini, ma sono disponibili solo per la fascia 12-19 e ad oggi in quella fascia c’è più di un terzo di studenti che non ha fatto neanche la prima dose. E’ fondamentale che accanto alla copertura vaccinale vengano messe in campo le altre strategie: distanziamento, mascherina e gli screening periodici per identificare eventuali focolai di infezione”.

In riferimento all’efficacia del vaccino, secondo il presidente della Fondazione Gimbe, “non si intravede il declino sugli elementi della malattia grave. L’efficacia del ciclo vaccinale completo sulle forme gravi di malattia rimane elevato. Sta diminuendo un po’ nei confronti della diagnosi, siamo al 78%, in particolare nelle fasce più giovani. Per questo i comportamenti individuali rappresentano un elemento fondamentale nella dinamica del contagio. Quello che sta accadendo negli Usa dimostra che quando i comportamenti diventano poco attenti alle misure di prevenzione i contagi risalgono nonostante la copertura vaccinale elevata”.

Infine, sugli over 50 non vaccinati, “il problema è che la quota si muove pochissimo, al massimo 10mila persone a settimana. Su tutto il territorio nazionale non è mai stato messo in campo un sistema di chiamata attiva, con strategie di persuasione. Questi over 50 non vaccinati rappresentano il vero tallone d’Achille della campagna vaccinale per l’autunno, perché sono le persone che rischiano di più di andare in ospedale, di occupare posti destinati ad altre patologie e di far cambiare la fascia di rischio di una Regione”.