Nel film “Jungle” la lotta contro il clima ipertropicale dell’Amazzonia

Il protagonista del film "Jungle" affronta tutti i pericoli della foresta pluviale e il clima ipertropicale dell'Amazzonia caratterizzato da una sola lunghissima stagione caldo umida che si protrae per tutto l'anno

MeteoWeb

Jungle” è un film biografico del 2017 diretto da Greg McLean e interpretato da Daniel Radcliffe, basato sulla storia vera del viaggio compiuto dall’avventuriero israeliano Yossi Ghinsberg nella foresta fluviale amazzonica nel 1981.
Il film ci offre l’occasione di esplorare la climatologia dell’Amazzonia con il suo clima ipertropicale che comporta alte temperature, umidità alta e costante per tutto l’arco dell’anno e l’elevata frequenza delle precipitazioni che favoriscono la crescita della ricca vegetazione e sappiamo costituisce il polmone verde del nostro pianeta.

La trama del film Jungle

jungle filmAll’inizio degli anni ’80 l’avventuriero Yossi Ghinsberg si reca in Bolivia con l’obiettivo di compiere un viaggio nella foresta pluviale amazzonica. Lì incontra l’insegnante Marcus e il suo amico escursionista e fotografo Kevin.
Mentre i tre si trovano a La Paz, un austriaco sostiene che esista una tribù indigena nella giungla che loro dovrebbero assolutamente conoscere.

Yossi, entusiasta all’idea di incontrare popoli sconosciuti ed esplorare la giungla sceglie di credergli e cerca di convincere i due amici a partire con lui e Karl (l’austriaco).
Dopo le iniziali reticenze il gruppo si incammina nella giungla e prosegue nel fitto della foresta per diversi giorni, raggiungendo un villaggio chiamato Asriamas dove Karl era già stato in precedenza. Qui trascorrono la notte per ripartire la mattina seguente.

Durante il percorso Marcus inizia ad avere difficoltà a camminare dovute a numerose pieghe sanguinanti. Gli altri membri cercano di capire quali siano le opzioni a loro disposizione e alla fine decidono di costruire una zattera per navigare lungo il fiume così da continuare a rimanere insieme.

Con la zattera si appropinquano a scendere lungo il fiume ma hanno subito delle difficoltà quando andando incontro ad alcune rapide riescono a stento a superarle. Dopo essere approdati sulla riva Karl si allontana dicendo di andare a caccia e Marcus comprende che Karl probabilmente non sa nuotare.

Marcus e Karl abbandonano gli amici per ritornare alla civiltà, mentre Yossi e Kevin continuano nel loro viaggio lungo il fiume sino a quando la zattera non viene distrutta da nuove forti rapide incontrate.
Yossi viene divelto lontano e perde i contatti con Kevin. Senza nessuno strumento, neppure un coltello e nessun addestramento di sopravvivenza Yossi deve improvvisare un rifugio e trovare il cibo per sopravvivere. Ad un certo punto perde completamente il senso dell’orientamento e questo lo getta nello sconforto perché non sa se riuscirà a sopravvivere alla natura selvaggia della foresta amazzonica.

Kevin viene, nel frattempo, salvato dagli abitanti di una città vicina e poi portato a circa 120 miglia dalla posizione in cui si trova Yossi. Kevin chiede immediatamente aiuto alle autorità locali che pur utilizzando i mezzi aerei non riescono a rintracciarlo. Kevin è sicuro che Yossi sia ancora vivo e si affida a un navigatore locale recandosi in barca a salvare l’amico, così in effetti sarà e Yossi sarà riportato indebolito ma ancora in vita in città.

Le caratteristiche della foresta pluviale

Durante le piogge equinoziali, gli ampi bassopiani sono spesso invasi dalle acque e questo consente la crescita degli ipagos, alberi che svettano a oltre 20 metri dal suolo.
Nelle zone leggermente rialzate, in cui l’umidità al suolo è ridotta, il terreno risulta più stabile e qui cresce la foresta dei varzeas, che produce essenze utilizzatissime dalle popolazioni locali come il caucciù.

Nelle zone caratterizzate da una maggiore altitudine, si trova infine la vegetazione più imponente con alberi di legno duro, alcuni dei quali sono particolarmente pregiati e utilizzati in ebanisteria come il mogano e il palissandro che possono sfiorare altezze oltre i 70 metri.
Sotto questa cortina arborea prospera un sottobosco fittissimo che forma un’associazione vegetale chiusa, che si configura come completamente diversa rispetto al sottobosco delle zone temperate dove almeno parte del suolo rimane scoperto e all’esatto opposto delle zone subpolari dove al contrario la vegetazione ricopre sono circa il 10% del terreno.

Nel fitto della foresta pluviale di tanto in tanto esiste posto per vaste radure, mentre le associazioni vegetali chiuse sono presenti maggiormente nelle zone umide lungo i fiumi che spesso ospitano le foreste a galleria. Ai limiti dei bordi esterni, in quelle che sono le zone tropicali attenuate la foresta infine scompare per lasciare spazio a savana e prateria di erbe alte.

È oramai risaputo che la foresta pluviale rappresenta una delle maggiori ricchezze per l’umanità e la Terra, poiché l’imponente massa vegetale assorbe enormi volumi di anidride carbonica che traduce, grazie alla fotosintesi clorofilliana, in milioni di tonnellate di ossigeno. Noto inoltre è il valore terapeutico di numerose essenze tropicali che contengono sostanze e principi attivi importantissimi in farmaceutica come il chinino.

Il clima ipertropicale dell’Amazzonia

Le regioni situate a cavallo dell’equatore nelle latitudini comprese tra i due tropici costituiscono una delle unità climatiche meglio caratterizzate del pianeta.
Qui le precipitazioni coincidono con i periodi in cui il Sole è alla sua massima altezza sull’orizzonte, in questo modo a una stagione delle piogge estiva al Tropico del Cancro segue una doppia stagione umida nella zona tra i due tropici, questo determina un aumento delle piogge all’equatore nei periodi degli equinozi, mentre le precipitazioni nel Tropico del Capricorno si verificano in autunno.
Su questo schema si inseriscono le variazioni legate alla geografia locale.

Le differenze di climi tropicali si distinguono in base al numero di mesi caldi e umidi durante l’anno e al fatto che la temperatura media del mese più freddo non deve superare i 15° centigradi e per sei mesi l’anno la temperatura deve avere una media superiore ai 22° centigradi. Queste temperature così calde portano ad un aumento delle precipitazioni.

Il clima tropicale può essere suddiviso in tre tipologie:

  • Clima tropicale attenuato, con un numero di mesi caldi compreso tra i 4 e i 7;
  • Clima tropicale, con i mesi caldi che arrivano a coprire 8 o 10 mesi;
  • Clima ipertropicale che vede mesi caldi durante tutto l’arco dell’anno.

amazzoniaI climi tropicali umidi interessano gran parte dell’America Meridionale dove il clima ipertropicale raggiunge la massima estensione di tutto il pianeta. Questo poi si trova in tutta la regione del bacino del Rio delle Amazzoni.

Il clima della foresta pluviale tropicale è dunque stabile per tutto l’anno e non subisce alcuna variazione stagionale, la temperatura media costante si colloca tra i 25 e i 27 gradi centigradi e l’escursione termica annuale si mantiene entro massimo i 2-3 gradi. L’umidità è relativamente elevata, circa l’83% e le precipitazioni piovose si presentano sottoforma di rovesci e temporali e sono consistenti, circa 2000-4000 mm/anno.