Il Premio Nobel Montagnier: “si nascondono gli effetti secondari dei vaccini, non si possono sacrificare delle persone in nome della maggioranza”

Luc Montagnier: "il motivo per cui si preferisce continuare solo con le vaccinazioni non è scientifico, ma politico. Ma io penso che se un vaccino attualmente non è sicuro, bisogna utilizzare altri mezzi"

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“Non sono contro il vaccino. Ho studiato tutta la vita e ritengo i vaccini molto importanti, ma oggi abbiamo tanti strumenti a disposizione. Bisognerebbe chiedersi se tutto può essere risolto tramite i vaccini o no e se esistono soluzioni alternative o complementari. Sono favorevole ai buoni vaccini e contrario ai vaccini dannosi”. Lo ha affermato Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008, nella trasmissione “Fuori dal Coro”, condotta da Mario Giordano su Rete 4.

Ci si trova davanti a situazioni sconosciute e quando la realtà è sconosciuta, è necessario adottare un principio di precauzione. La medicina esiste per curare, non per uccidere, non si possono sacrificare delle persone in nome della maggioranza. Attualmente non si dice come stanno davvero le cose, si vogliono nascondere gli effetti secondari. È un grave errore perché si perde la fiducia della gente“, dice ancora Montagnier sui vaccini. “Sarà anche “rincoglionito”, dice sarcasticamente Giordano, riprendendo l’epiteto offensivo rivolto dall’infettivologo Matteo Bassetti al Premio Nobel pochi giorni fa, “ma a me sembra che stia dicendo cose sensate. Mi sembra un po’ più insensato quello che stiamo facendo noi, che degli effetti secondari non parliamo”, afferma il giornalista.

Montagnier ha poi affermato come esistano altre terapie, oltre ai vaccini: “esistono terapie efficaci a poco costo. Abbiamo i mezzi per lottare contro la pandemia e anche le case farmaceutiche dovrebbero impegnarsi per trovare queste cure, come sono state trovate per l’AIDS. Invece si impegnano solo per i vaccini. I miei colleghi conoscono quello che dico. Il motivo per cui si preferisce continuare solo con le vaccinazioni non è scientifico, ma politico. Ma io penso che se un vaccino attualmente non è sicuro, bisogna utilizzare altri mezzi, invece della vaccinazione”.

Nel corso della puntata di “Fuori dal Coro”, inoltre, si è tornati a parlare di anticorpi monoclonali. Giorgio Palù, Presidente dell’AIFA e un altro dirigente della stessa agenzia, collegato al telefono, sono convinti che l’AIFA stia commettendo un errore su questa terapia: l’Italia, infatti, continua ad essere in ritardo sul loro uso. Nel nostro Paese, sarebbero 8 mila i pazienti curati attraverso tale strumento. “Il Direttore generale sta facendo queste scelte che non so da chi è consigliato. Il Presidente è su tutt’altra linea d’onda”, dice al telefono il dirigente. Nella trasmissione, poi, viene ripreso quanto successo nell’ottobre 2020, quando la multinazionale Ely Lilly aveva offerto all’Italia 10.000 dosi gratuite di anticorpi monoclonali, ma secondo quanto riferisce un dirigente della stessa multinazionale a “Fuori dal Coro”, “a quest’offerta gratuita fu risposto che non c’era interesse”. L’AIFA, dunque, ha rifiutato l’offerta per poi approvare il farmaco solo a febbraio, ma a questo punto non era più gratis. “Da chi e perché è stata presa quella decisione nella riunione di ottobre?”, ci si chiede nel servizio di Fuori dal Coro, curato da Tommaso Mattei. Nonostante una sentenza del tribunale, che risale al 14 luglio e che impone all’AIFA di rendere pubblico l’atto, il verbale di quella riunione dell’AIFA rimane ancora segreto. L’agenzia aveva 30 giorni per mettersi in regola ma non l’ha fatto. Il Comitato Cura Domiciliare Covid, rappresentato dall’avvocato Erich Grimaldi, chiede adesso che venga reso pubblico.