14 ottobre 1947: abbattuto per la prima volta il muro del suono

Fu Chuck Yeager il 14 ottobre del 1947 il primo uomo ad abbattere il muro del suono con il velivolo Bell X-1 che arrivò a 1224 chilometri orari. Da quel giorno l'umanità poté volgere lo sguardo allo spazio!

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Fu il 14 ottobre 1947 che Chuck Yeager a bordo dell’aereo Bel X-1 riuscì per la prima volta ad abbattere il muro del suono, realizzando un’impresa che si impresse indelebilmente nelle pagine dalla storia.
Sopra i cieli della California si raggiunse la velocità di 1,06 Mach, pari a 1.224 chilometri orari, esplorando per la prima volta il regime transonico e aprendo la strada a quelle conquiste spaziali che avrebbero occupato i cieli dei decenni successivi.

I tentativi falliti di volo ultrasonico

bell x-1A realizzare il primo volo ultrasonico fu Chuck Yeager, ma già in precedenza molti piloti avevano effettuato dei tentativi per abbattere il muro del suono, senza però riuscire nell’impresa.
Quando gli aerei tentavano di superare la soglia dei 1000 chilometri/orari, diventavano impossibili da governare perché i comandi si bloccavano e le vibrazioni erano talmente forti da impedire ogni possibilità di azione; inoltre, sebbene i motori avessero un livello sufficiente per riuscire nei tentativi, l’aerodinamica non era altrettanto all’avanguardia e risultava perciò manchevole delle modifiche necessarie.

Quello che risultava problematico nei velivoli transonici erano diversi aspetti: innanzitutto le eliche dei biplani, le cui estremità potevano accelerare fino a 0,75 Mach, soglia oltre la quale incorrevano in drastici cali di efficienza (in particolare all’aumento della resistenza e alla riduzione della portanza) generati dalla formazione delle onde d’urto e alla separazione dei flussi d’aria turbolenta dalla loro superficie; in secondo luogo, le stesse problematiche si riscontravano anche nelle ali.

I miglioramenti tecnici del Bell X-1

Chuck-Yeager-bell x-1Il primo dei miglioramenti di cui il Bell X-1 venne dotato, fu una struttura a semimonoscocca, così che il rivestimento potesse assorbire una parte dei carichi strutturali. Venne realizzato con l’utilizzo di leghe leggere di alluminio e assumeva una forma innovativa e del tutto peculiare: somigliava infatti a un proiettile, poiché proprio i proiettili calibro 50 erano conosciuti all’epoca per possedere una traiettoria stabile anche superando la velocità del suono.

La presenza della cabina di pilotaggio all’interno della fusoliera, cui si accedeva attraverso un piccolo portello, consentiva la realizzazione della forma “a proiettile”; inoltre, non era presente il seggiolino eiettabile per consentire un’ulteriore perdita di peso del velivolo.

Il sistema di propulsione era costituito da un motore a razzo prodotto dalla Reaction Motors, si trattava del motore a razzo XLR-11 che prevedeva come carburante una miscela di acqua e alcol etilico che veniva fatta reagire con ossigeno liquido. Ciascuna delle 4 camere di combustione generava una spinta di 6.672 Newton e potevano essere attivate indipendentemente le une dalle altre, raggiungendo insieme la massima spinta di oltre 26.000 Newton.

Yeager aveva compiuto il primo volo motorizzato con l’X-1 nell’agosto precedente e aveva portato il velivolo a Mach 0,85. Durante i sei voli successivi il pilota aveva riscontrato problemi legati alle forti vibrazioni e all’instabilità intorno all’asse di beccheggio, all’ottavo volo del 10 ottobre aveva perso completamente il controllo del beccheggio e a quel punto era impossibile procedere ulteriormente senza prima essere riusciti a sistemare la controllabilità del velivolo.

Ridley il pilota di riserva, nonché ingegnere di volo, convinse l’amico Yeager a rinunciare a impiegare l’equilibratore in prossimità delle velocità transoniche e tentare di controllare il velivolo semplicemente variando di poco l’angolo rispetto dall’orizzonte.

Il primo volo supersonico

chuck yeagerChuck Yeager era un aviatore statunitense di soli 24 anni quando abbatté il muro del suono con il Bell X-1 il 14 ottobre del 1947. Il pilota aveva un talento naturale per il volo e una grande passione che lo portò a volare come pilota fino all’età di 74 anni e a ultimare la sua esperienza di volo come navigatore di un F15 a ben 89 anni.
Si trattava quindi di una personalità d’eccezione quella di Yaeger che riuscì là dove molti altri suoi colleghi avevano tentato ma fallito.

Il deserto del Mojave in California fu il luogo prescelto per la partenza del velivolo, nel luogo dove sarebbe nata la celebre e attrezzata base americana dell’US Air Force ma che al tempo era una struttura ancora non completamente organizzata e con all’attivo solo alcune piste.

Quel giorno del ’47 era destinato a vedere il successo della missione e Yeager per propiziare l’impresa fece scrivere con vernice rossa sul suo Bell X-1 la scritta “Glamorous Gennis”, il nome della sua amata moglie.
La fortuna arrise al pilota che quel giorno riuscì a superare il muro del suono, raggiungendo i 1224 chilometri orari.

Alle sei del mattino del 14 ottobre i tecnici e gli ingegneri presenti al Muroc Army Air Field iniziarono le operazioni per alloggiare l’X-1 all’interno del vano bombe di un B-29 che decollò alle 10 circa. Quando raggiunsero i 1500 metri Yeager prese posto all’interno dell’angusto abitacolo del velivolo sperimentale e quando furono raggiunti i 6.100 metri di altitudine, questo venne sganciato dal bombardiere.

Immediatamente Yeager mise in azione l’endoreattore che lo portò sempre più in alto e a una velocità sempre maggiore, raggiunti 0,85 Mach, il capitano spense due delle 4 camere di combustione per verificare che i comandi rispondessero e  quando superò i 13.000 metri di altezza e un altro motore fu attivato, l’indicatore della velocità massima si aggirava intorno a Mach 1,06, facendo divenire il capitano Yeager e il suo Bel X-1 il primo uomo e il primo velivolo a superare la velocità del suono.

Fu un passo importante per la storia dell’aviazione perché dimostrò che la barriera del suono non costituiva un reale ostacolo al miglioramento delle prestazioni degli aerei e fu un passo decisivo verso i programmi aerospaziali che gli Stati Uniti si apprestavano a compiere nei successivi due decenni. Inoltre, il programma consolidò il coordinamento tra le richieste delle forze armate statunitensi, le capacità industriali e i sistemi di ricerca.

Quando nel 1948, Yeager, John Stack e Lawrence Bell vennero insigniti dal premio Collier Trophy dalla National Aeronautic Association, il presidente Harry Truman alla Casa Bianca nell’occasione disse: “Un risultato epocale nella storia mondiale dell’aviazione – il più grande dopo il primo volo del biplano dei fratelli Wright, quarantacinque anni fa”.

Solamente qualche anno più tardi il pilota Scott Crossfield riuscì a doppiare il record stabilito da Yeager spingendosi fino a Mach 2, cioè 2.400 chilometri orari, ma Chuck non accettò di essere stato battuto e salì nuovamente a bordo per superare a sua volta il record del collega.