Clima, Cingolani: “ecco i 5 punti che porteremo alla Cop26, obiettivo 1,5°C”

Nella seconda sessione della PreCop26 Parliamentary Meeting in corso alla Camera, il Ministro Cingolani ha elencato "i 5 punti che noi portiamo alla Cop a seguito del lavoro fatto in pre-Cop"

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Oggi persino i più grandi Paesi che hanno problemi a cambiare le proprie strategie hanno riconosciuto che bisogna essere al di sotto dei 2°C. Ci auguriamo di poter condividere questo ambizioso obiettivo di 1,5°C alla Cop26“. Così il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in apertura della seconda sessione della PreCop26 Parliamentary Meeting in corso alla Camera, elencando “i 5 punti che noi portiamo alla Cop a seguito del lavoro fatto in pre-Cop”. “La seconda aspettativa legata alla Cop26 – continua Cingolani – è legata al prezzo del carbonio, come possiamo raggiungere l’equilibrio di mercato e dismettere il carbone come fonte di energia. Concordiamo che questo debba essere fatto” ma i tempi sono diversi, sebbene anche in questo i Paesi concordino, nel dover ridurre i sovvenzionamenti alle tecnologie legate al carbone “su cui i Paesi hanno diverse strategie“.

Il terzo pilastro del dibattito è legato all’adattamento. Dobbiamo rendere operativa rapidamente la rete di Santiago per le perdite e i danni”, continua Cingolani. Il quarto pilastro della discussione: “regole e governance“, comprese “metriche trasparenti sui dati della transizione per avere una valutazione mondiale di cosa accadrà nei prossimi anni e questo deve essere uno sforzo globale”. Sulla rendicontazione dei gas serra “bisognerà decidere alla Cop26. Si è raggiunto un accordo di massima ma il punto è come rendere tutto questo realtà ma ho la sensazione che tutti siano d’accordo e questo è molto importante“. Infine, gli aspetti finanziari. “L’ultimo punto è ripensare l’architettura finanziaria a livello globale – aggiunge il Ministro della Transizione ecologica – e ridefinire la fiscalità”.

A Parigi nel 2015 i Paesi ricchi hanno promesso di raccogliere 100 miliardi l’anno per supportare i Paesi vulnerabili e ridurre le disuguaglianze. Finora non abbiamo neanche raggiunto i 60 miliardi, chiaramente i periodo del Covid non ha aiutato, anche le migliori economie hanno subito le conseguenze nefaste di questa pandemia. Due giorni fa a Lussemburgo i Ministri europei hanno concordato sul fatto che dobbiamo realizzare i 100 miliardi, questo non è in discussione, ma sappiamo che 100 miliardi non bastano, non è niente, è una goccia nel mare. Sono una scintilla che dovrebbe creare 3mila miliardi”, ha affermato Cingolani.

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